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Ivrea
02 Maggio 2024 - 07:00
l'assessore Fabrizio Dulla e il sindaco Matteo Chiantore
È già stato approvato dalla giunta, ma non ancora dal consiglio; e quando si son visti i numeri, qualcuno stava per svenire. Signore e Signori, Ladies and Gentlemen, Madame et Monsieur, Mein Damen und Herren, Damas y Caballeros: il conto consuntivo del comune di Ivrea per il 2023 si chiude con un avanzo di 2,4 milioni e rotti. E sono tanti, per non dire tantissimi. Roba da far venire le vertigini.
Cosa si può fare con un gruzzoletto di questa portata?
Tante cose, per esempio, risistemare le strade che sono un colabrodo. Per esempio, la manutenzione di tanti stabili gestiti da Atc ma di proprietà del Comune. Per esempio, una bella riduzione della Tari a tutti i commercianti che da anni versano in una condizione tremenda.
Lo pensa e lo ha detto anche l’altra sera in consiglio comunale l’ex vicesindaca, oggi consigliera comunale di minoranza, Elisabetta Piccoli.

Elisabetta Piccoli
All’ordine del giorno, tre punti da discutere tutti insieme e che l’assessore al bilancio, Fabrizio Dulla, aveva spacciato fin da subito come atti di ordinaria amministrativa senza particolari modifiche: il piano di finanziamento deciso insieme al CCA (Consorzio Canavesano Ambiente), il regolamento e le tariffe.
Dulla ha raccontato la complessa fase di elaborazione degli atti, di quanto incide il Carnevale, delle due rate previste il 27 giugno e il 27 dicembre, della quota variabile e della quota fissa, delle utenze domestiche e non domestiche, degli evasori totali scoperti grazie alla tassa di soggiorno; infine, ma di straforo, ha accennato all’articolo 26 del regolamento.
“Lo abbiamo modificato,” ha sottolineato quasi sottovoce, “rimettendo quelle che erano le agevolazioni previste ad un apposito atto della giunta che terrà conto delle difficoltà tecniche legate alle tempistiche di approvazione del conto consuntivo...”
Ed è proprio a questo varco che lo stava aspettando Piccoli.
“Non è esattamente così,” è entrata nella discussione con due piedi, “Il consuntivo lo avete già approvato e con la modifica dell’articolo 26 avete eliminato le riduzioni del 20% sulla tassa per alcune categorie di commercianti (bar e artigiani). Non avete neanche previsto il contributo di 200.000 euro per le non domestiche che, con tutto l’avanzo che c’è, si poteva benissimo fare...”
Arrabbiatissima, la Piccoli perché con la modifica le categorie da “aiutare” verranno decise (sempre che lo si faccia) in giunta e non in consiglio e non ci sarà più alcun automatismo.
“Mi sono fatta due calcoli,” ha tuonato, “Senza quel 20 per cento, un ristorante di 300 metri potrebbe arrivare a pagare fino a 1.300 euro in più...”
Sempre Piccoli poi ha raccontato delle battaglie contro SCS, all’interno del comitato analogo di controllo dove sedeva fino a qualche tempo fa, prima di essere sostituita dalla vicesindaca Patrizia Dal Santo, per la riduzione di una lunga serie di costi imputati a Ivrea e che invece dovrebbero essere ripartiti tra tutti i Comuni dell’eporediese, quali quelli del carcere, del tribunale, delle scuole e via discorrendo.
“SCS lo scorso anno ha chiuso con un avanzo di 500 mila euro e mi sono battuta come una leonessa contro gli aumenti e per una riduzione dei costi...”.
Che per inciso, sul bilancio del comune di Ivrea “pesano” per oltre 5 milioni di euro.
Sulla stessa traiettoria il consigliere comunale Andrea Cantoni.
“Abrogando l’articolo 26 si demandano alla giunta le eventuali riduzioni. È sbagliato dal punto di vista procedurale. So di alcuni cittadini e commercianti di via Cavour e dintorni che stanno presentando istanze per la sospensione della Tari. Se questa è la risposta, c’è da essere preoccupati...”
A entrambi ha risposto, a muso duro, il primo cittadino Matteo Chiantore con la sua idea di città che assomiglia molto a quella che di Roma avevano i Cesari.
“È una questione di scelte politiche,” è intervenuto, “Noi riteniamo che investire nel carnevale, in San Savino, nella Grande Invasione, in Apolide, sul Natale significhi anche investire sul commercio e sui commercianti che potranno godere di questi eventi. Meglio tutto questo che fare uno sconto di 100 euro sulla Tari. Noi vogliamo che Ivrea diventi un luogo appetibile per nuove aperture. C’è una frase che ho letto sui social di uno che dice che a giugno, tra la Grande Invasione e l’Apolide, Ivrea è il luogo migliore in cui vivere...”
Peccato che con quei 2,4 milioni di euro tutto si possa fare, salvo che far festa.
“Non possono essere spesi in parte corrente,” lo ha corretto Piccoli, “Ma possono essere utilizzati per ridurre la Tari...”.
Uno a zero: affondato!
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