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Ivrea

Salario minimo: scontro frontale in consiglio comunale. L'ira della consigliera: "Siete populisti"

Un dibattito infuocato sulle paghe divide la politica: mozioni, emendamenti e promesse sotto i riflettori

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da sinistra Massimiliano De Stefano, il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore e Elisabetta Piccoli

Non c'è cosa meno casuale del parlare di 'salario minimo a 9 euro' in un consiglio comunale che inizia il 30 aprile e termina il 1° maggio.

Al centro di un dibattito che si è protratto per una buona oretta, c'era una mozione del consigliere Massimiliano De Stefano di Azione Italia Viva.

Non era la prima volta che se ne parlava, ma in questo caso si sarebbe impegnata l'Amministrazione comunale a razzolare nella stessa direzione in cui 'predica' il Pd di Elly Schlein, quindi a vivisezionare tutti gli appalti alla ricerca delle imprese che fanno fare la fame ai propri dipendenti.

Alla fine, la mozione è stata approvata con un emendamento e, in verità, il sindaco non si è preso impegni concreti, salvo quello di concordare con gli uffici cosa si possa realisticamente fare per evitare eventuali ricorsi, ancor più oggi che la città è messa sottosopra dai lavori in corso del Pnrr.

Insomma, ancora una volta, al centro dell'attenzione dell'Amministratore pubblico, prima vengono i lavori, poi le tasche dei lavoratori e, in alcuni casi, ma solo in terza posizione, la salute.

A dare il via al dibattito, citando una serie di comuni che già si stanno impegnando su questo fronte (Firenze, Modena, ecc.), lo stesso De Stefano prendendo a prestito le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella pronunciate in occasione della festa del lavoro di Castrovillari in Calabria: 'Il lavoro - ha sintetizzato - è legato, in maniera indissolubile, alla persona, alla sua dignità, alla sua dimensione sociale, al contributo che ciascuno può e deve dare alla partecipazione alla vita della società. Il lavoro non è una merce.'

Sergio Mattarella

A dare manforte al consigliere comunale si è precipitata l'assessora Gabriella Colosso. Non un caso considerando che, tra le deleghe, ha anche quella al 'lavoro'. 'Un tema complesso - ha sentenziato - Questa mozione ci dà la possibilità di ragionare e già conosciamo le obiezioni dei detrattori.'

Eppure, secondo Colosso, che ha invitato tutti ad aprire un serio dibattito all'interno della commissione presieduta proprio da De Stefano, purtroppo, la legge non assegna alcun potere all'amministrazione comunale.

'Non abbiamo dubbi - ha sottolineato - sul contratto da applicare e, dove è possibile, è giusto premiare chi prevede almeno una paga oraria di 9 euro.'

Dello stesso avviso, ma con gli stessi paletti, il primo cittadino Matteo Chiantore.

'Il tema ci appartiene - ha premesso - Ma ci interroghiamo sulla fattibilità a livello pratico. Dobbiamo capire se gli eventuali atti possano poi essere oggetto di ricorsi. Nelle gare potremo aggiungere dei criteri e premiare le aziende che asseriscono di applicare il giusto stipendio. Altra cosa è imporre o dare un limite all'azienda che non si adegua a questo dettame ma rispetta i contratti collettivi nazionali.'

E sempre Chiantore, nel giustificare un ragionamento che, insomma, è apparso ai più un po' tirato, ha pure raccontato di una sentenza della Corte europea che avrebbe dato ragione all'impresa 'geolocalizzata' nell'applicazione di un contratto di lavoro più conveniente. Bah...

Decisamente contrariato il centrodestra. Secondo la consigliera comunale Elisabetta Piccoli, la battaglia sul salario minimo è tutta una propaganda che il cittadino fa fatica a comprendere. Una proposta 'qualunquista', ecco come l'ha definita.

'E poi qui - si è alzata in piedi - non si capisce se parlate di nove euro netti o lordi. Se è incluso il sovraminimo, gli scatti... Non si capisce niente. Non c'è alcun ragionamento contabile. È solo populismo. Nessuno in Municipio sarebbe in grado di controllare le buste paga. Ma come si fa a pensare di mettere in piedi una cosa del genere? Una mozione inaccettabile. Segnalo che con il contratto nazionale del commercio il netto è di 1.680 euro al mese, 9 euro lordi equivalgono a 1.440 euro...'

Sempre Piccoli ha chiesto non solo attenzione ai lavoratori ma anche agli imprenditori, senza dei quali le imprese non ci sarebbero e che a volte pagano gli stipendi con il proprio patrimonio.

Il problema secondo Paolo Noascone sta tutto nei subappalti e nella liberalizzazione degli appalti per risparmiare il più possibile sul costo del lavoro.

'Personalmente - ha chiarito - penso sia meglio rispettare i contratti nazionali piuttosto che approvare un regolamento che va in contrasto...'

E se per Andrea Gaudino di Laboratorio Civico non si tratta di propaganda ma di battaglia di civiltà in un paese, l'Italia, in cui i salari sono diminuiti contrariamente a quanto è capitato nel resto d'Europa ('Nove euro non sono tanti, ma quei 1.440 euro sono un miraggio per tante persone che guadagnano 4 o 5 euro all'ora...'), al capogruppo del Pd Barbara Manucci piange il cuore a pensare a quanti ancora muoiono sul lavoro.

Allineata e coperta pure Vanessa Vidano, favorevole a qualsiasi misura capace di tutelare e 'dignificare' il lavoro di tutti.

'Non siamo più nel 1800 con schiavi e padroni - ha stigmatizzato - Si deve trovare un bilanciamento tra diversi soggetti economici...'

Mancava il 'vetriolo' e ce lo ha messo Andrea Cantoni, sottolineando la vicinanza tra Massimiliano De Stefano dell'opposizione e la maggioranza.

'In questo consiglio comunale si scoprono dei talenti e un eccellente violinista - lo ha puntato - Paganini non si ripeteva, De Stefano sì. Con il piccolo emendamento, come è stato definito, la mozione perde valore e non impegna più nessuno. Mina il senso e snatura il testo.' E poi su Chiantore e sulla sentenza della Corte europea a sostegno della tesi che è meglio 'approfondire' prima di partire lancia in quarta. 'Quando si è parlato di suicidio assistito, le mie osservazioni giuridiche sono state definite bizantinismi giuridici...'

Morale?

A De Stefano altro non è rimasto da fare che rispedire al mittente le accuse di qualunquismo e ricordare a Cantoni che, in Parlamento, la proposta di legge sul salario minimo non è solo del Pd ma anche di Azione, il partito a cui lui appartiene.

De Stefano, nel frattempo, ha anche precisato che i contratti sul commercio citati da Piccoli non sono gli unici.

'Facciamo un esempio onesto - l'ha inforcata - I contratti per le pulizie o per il portierato prevedono paghe da 6 euro lordi all'ora, con due ore in questo ufficio, due ore là e altre due da un'altra parte, a volte neanche a tempo pieno. il più fortunato fa 20 o 25 ore ... Questa non è dignità...'"

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