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In consiglio comunale

Polemica a Ivrea: il cimitero monumentale non è in rovina ma manca un occhio vigile!

Tra ascensori guasti e tombe dimenticate: scopri le drammatiche condizioni del luogo di riposo dei grandi di Ivrea

Il consigliere comunale Paolo Noascone. Sullo sfondo il cimitero di Ivrea

Il consigliere comunale Paolo Noascone. Sullo sfondo il cimitero di Ivrea

Non si fa in tempo a varcare il cancello che, sul marciapiede, se non si cammina guardando anche per terra, ci si ritrova direttamente dentro a una buca causata dal cedimento di un tombino.

Poco più in là, cassonetti dei rifiuti in bella vista e antiestetici, che sarebbe logico "nascondere" all'interno di un'isola ecologica.

Ma ancora non basta. A fare la radiografia (pelo e contropelo) al cimitero monumentale di Ivrea ci ha pensato il consigliere comunale Paolo Noascone.

È sua un'interpellanza che reca anche le firme di Tony Cuomo, Andrea Cantoni e Gabriele Garino.

All'indice, un ascensore fuori servizio dallo scorso mese di dicembre 2023 (gli ascensori sono una vera e propria jattura in questa città), le infiltrazioni d'acqua in alcune tombe di famiglia dovute allo stato di abbandono di quelle confinanti e la "decrepita" copertura del condominio a forma piramidale, che sarebbe assolutamente da sostituire.

Non in ultima, l'illuminazione accesa tutto il giorno (tanto paga Pantalone) dell'edicola in cui riposano le anime dei soldati caduti in guerra.

"La manutenzione, l'ordine e la vigilanza del cimitero spettano al Sindaco...", commentano e stigmatizzano i consiglieri comunali di minoranza.

Cassonetti dei rifiuti

E qui non si tratta di colpe da imputare all'impresa Berlor General Contractor che si occupa dell'ordinario, ma del Comune e di chi all'ufficio tecnico dovrebbe tenere d'occhio quelle "straordinarie".

Le opposizioni propongono l'installazione di un impianto fotovoltaico sul solaio del condominio, la manutenzione delle tombe di famiglia che versano in stato di abbandono e la posa di segnaletica verticale con l'indicazione delle tombe celebri a cominciare da quella di Adriano Olivetti.

"Qui peraltro gli alberi di alto fusto - stigmatizza Noascone - necessiterebbero di una vera e propria manutenzione…".

E non sarebbe male, a questo proposito, ritirare fuori dal cassetto quella proposta di rigenerazione arborea di Alessandro Massa che l'assessore Francesco Comotto conosce molto bene non fosse altro che nel 2020 era stato illustrato durante una commissione assetto e uso del territorio da lui presieduta.

Peraltro, di tombe di personaggi illustri nel cimitero di Ivrea ce ne sono davvero tante. E si comincia con quella di Pier Alessandro Garda (1791-1880), che prese parte all'epopea napoleonica, ai moti piemontesi del 1821, ai moti rivoluzionari in Spagna e combatté in Perù nell'esercito di Simón Bolívar. Deputato al Parlamento subalpino, filantropo e appassionato collezionista, a lui è stato intitolato il Museo civico a cui donò la sua importante raccolta d'arte orientale.

Poi di Giuseppe Boaro, pioniere del cinema, meccanico del gabinetto di fisica del Liceo "Carlo Botta" che nel 1897 acquistò un apparecchio Lumière e avviò l'attività di spettacoli itineranti, alternando brevi proiezioni ad esperimenti di fisica.

Di Lucia Guelpa, originaria di un'antica famiglia di mobilieri ed ebanisti, sorella di Adele, moglie di Abdone Croff, ultimo esponente della omonima e potente famiglia di imprenditori milanesi dalla quale ereditò tutto il patrimonio che donò in testamento alla città per continuare a fare cultura.

Si aggiungono Simone Salassa (pittore della scuola di Rivara e insegnante), Pierangelo Baratono (giornalista, poeta e scrittore), Sergio Pugliese (giornalista, drammaturgo, autore teatrale e primo direttore centrale della Rai dal 1953 fino al 1965) e Salvator Gotta (romanziere, autore de Il piccolo alpino, 1926).

Sono sepolti qui, infine, anche due partigiani, Alimiro (Mario Pelizzari, 1903-1977) e D'Artagnan (Amos Messori, 1922-2018) che durante la Seconda Guerra Mondiale, alla vigilia del Natale del 1944, fecero saltare il ponte ferroviario di Ivrea per interrompere le forniture belliche della Cogne di Aosta dirette in Germania.

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