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Politica Settimo Torinese

La capogruppo del Pd non vuole parlare dell'inchiesta: "Argomento imbarazzante", poi insulta i candidati a Sindaco avversari: "Siete senza speranza"

Un'ora pirotecnica a Settimo Torinese durante l'ultimo Consiglio Comunale, al centro della discussione l'inchiesta sulle correnti del Pd e la Ndrangheta

La capogruppo del Pd non vuole parlare dell'inchiesta: "Argomento imbarazzante", poi insulta i candidati a Sindaco avversari: "Siete senza speranza"

Roberta Cadoni, Antonio Borrini e Rosa Catenaccio

La ricetta delle crespelle e gli insulti del Pd ai candidati a sindaco avversari. Questo e altro nell'ultima seduta del Parlamentino di Settimo Torinese.

C'era da aspettarselo: per una volta, dopo tanto tempo, il Consiglio Comunale di Settimo è stato teatro di una accesissima polemica. Al centro della discussione c'era l'inchiesta Echidna che ha colpito il Partito Democratico Piemontese e lambito anche la città di Settimo Torinese. L'informativa urgente sul tema è stata richiesta dal consigliere di opposizione, Antonio Borrini. Nelle intercettazioni dell'inchiesta viene fatto il nome di Elena Piastra, per un incontro con un imprenditore, ma soprattuto si parla di Alessandro Scopel, ex amministratore di Sat (Partecipata del Comune di Settimo). Attualmente candidato nella lista del Pd, nelle intercettazioni parla con Salvatore Gallo, nella conversazioni viene fuori come la nomina di Scopel sia proprio figlia delle logiche di corrente (che nulla hanno a che vedere con la competenza necessaria per guidare un'azienda). Durante la discussione si è parlato per lo più proprio di Scopel.

Giovedì sera, la prima a prendere parola è stata la Sindaca Elena Piastra.

"L’indagine non tocca Settimo. - commenta - Non posso che rinnovare il massimo rispetto per magistratura chiamata ad indagare, dall’altra la cautela nel giungere a conclusioni sulla fondatezza o meno delle indagini sulla base del principio costituzionale di non consapevolezza. Si parla di un’unica intercettazione dove sono semplicemente nominata, non credo serva aggiungere altro. Nella gestione del Comune di Settimo è sempre stato fatto e sempre sarà fatto di tutto per impedire malaffare, infiltrazione illecita, qualsiasi influenza di sorta".

Rassicurazioni che non convincono il consigliere Borrini

"È una situazione - precisa - che getta un minimo di incertezza. Da quello che appare e che è presente nelle intercettazioni qualche dubbio da consigliere comunale ce l’ho. Questa informativa è dovuta. Ci sono perplessità non giudiziarie. Dichiarazioni che mi lasciano basito. C’è stato o no un incontro, non mi importa. Non mi interessa chi ha incontrato la Sindaca ma di cosa si è parlato. Detto questo, poi, è inaccettabile che una nomina venga fatta perché uno è amico di qualcuno o è parte di una determinata corrente. Questo non è accettabile".

Punta il dito contro la Sindaca anche la consigliera Rosa Catenaccio di Insieme per Settimo.

"Questo momento - interviene - è l’occasione giusta per dirlo. A Torino l’inchiesta ha portato ad un noto personaggio a rinunciare alla sua candidatura alle elezioni regionali, nella nostra città c’è un evidente problema politico, il segretario cittadino ha difeso il partito. Davanti ad una situazione come questa i cittadini hanno il diritto di avere info più precise. Sapere cosa è stato detto in determinate occasioni. C’è problema politico e di etica. Cosa ne pensano i 5 stelle?".

A quel punto prende la parola la consigliera del Pd, Roberta Cadoni, che si esibisce in un intervento piuttosto imbarazzante. Per lei, in poche parole, chiedere chiarimenti su un'inchiesta che tocca anche Settimo è fuori luogo.

"Avere portato in quest’aula l’argomento - attacca - è imbarazzante. Ho pieno rispetto delle istituzioni e di quelle che rappresentano. Quanto sentito finora, però, non ha nulla a che vedere con ciò che deve essere discusso in quest’aula. Ho sentito la politica di 2 candidati a Sindaco che strumentalizzano vicende da definire per fare propaganda elettorale sapendo di essere candidati senza speranza". Diciamo che se Borrini e Catenaccio sono candidati senza speranza Cadoni è come minimo una capogruppo senza speranza che non ne imbrocca mezza.

E qui, come al solito, siamo alle solite: la maggioranza settimese che spiega cosa è giusto, cosa è sbagliato, come deve essere fatta l'opposizione, il tutto in una sorta di stato di amore per il proprio ego che supera qualsiasi confine e non accetta mezza critica.

A quel punto in Consiglio scoppia la bagarre: Borrini se ne vuole andare, Catenaccio se la prende: "Ci hanno insultato", urla. La Presidente Carmen Vizzari prova a riportare la calma ma il banco salta di nuovo con l'intervento del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Arnaldo Cirillo: "Volevo leggere la ricetta delle crespelle alla francese, servono circa 5 minuti. La crespella è un disco sottile, spesso si farciscono...". Vizzari lo stoppa: "Ma cosa sta facendo?!". "Volevo dire qualcosa di originale - ribatte Cirillo - scopriamo oggi che nei partiti ci sono le correnti?".

A tirare le fila, alla fine, ci pensa la Sindaca, Elena Piastra.

"C’è tanta confusione. - esordisce - Va bene la parte elettorale, non c’è da stupirsi che si utilizzi questo tema. Il dibattito elettorale non ci fa smettere, però, di essere pubblici ufficiali. Indagini legate a questa vicenda? Falso. Nessuna indagine è sulle cose citate. Bisogna sapere di cosa si parla".

Piastra, poi, torna anche sul suo incontro con l'imprenditore Massimo Fantini (non indagato) di cui si parla nelle intercettazioni.

"A luglio 2023 - spiega - è entrato in vigore il nuovo codice dei contratti, c’è un passaggio che indica il compito, dovere dell’amministratore pubblico: il confronto con le parti private come dovere. Non è citato da nessuna parte cosa viene detto in questi confronti ma sono pronta dirlo se me lo chiedesse qualcuno che ha potete di farlo. Sono talmente tranquilla che pubblicherei tutto il mio telefono tanto non c’è nulla. Detto ciò non posso però controllare se qualcun altro cita il mio nome. Non auguro a nessun avversario di trovarsi citati in casi simili".

Piastra, infine, conferma con la scelta di Alessandro Scopel come amministratore di Sat risponda a criteri politici e non (solo) di competenza.

"La delibere - conclude - dei criteri per le nomine le abbiamo votate qui in Consiglio. Poi si è fatto un bando pubblico su tutti i comuni, alla fine c’è una scelta politica perché si tratta di nomina".

Ha ragione la Sindaca Piastra: c'è confusione. Qui si continua a parlare di magistratura, indagini, gip, rinvii a giudizio. Invece c'è solo una cosa da dire, una domanda a cui rispondere: al Pd di Settimo piace il modo di fare politica di Salvatore Gallo? Il Pd di Settimo condivide i metodi di raccolta dei voti che hanno portato anche Alessandro Scopel in Sat? Le domande sono queste e la magistratura non c'entra niente.

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