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Busano - Rivara
13 Aprile 2024 - 18:05
Il consigliere Carlo Vassallo
Sta per chiudersi il regno di Gianbattistino Chiono, un'era che dura da quasi cinquant'anni. Il veterano dei sindaci del Canavese, orologiaio di Rivara che ha compiuto 72 primavere, ha già annunciato che non si ricandiderà.
E anche se ai più sembra strano pensare ad una Busano senza Chiono, sale la curiosità sull'"erede al trono".
La voce, molto più che una semplice diceria, vede in Carlo Vassallo il suo successore.

Carlo Vassallo è in consiglio comunale dal 1993
Il veterano dei sindaci del Canavese rimarrà davvero senza fascia? C'è chi dice che potrebbe candidarsi a Rivara sfidando Roberto Andriollo.
Vassallo ha 64 anni e da poco è andato in pensione, dopo una vita come contabile, capo controller, al fianco del partigiano e poi imprenditore, Cornelio Valetto, all'interno delle sue aziende.
Vassallo è in amministrazione comunale dal 1993 e fino al 2004 ha ricoperto ruoli in giunta. Alle elezioni del 2004, le uniche perse dalla compagine di Chiono che quell'anno non era candidabile, Vassallo non si era presentato.
Tornò in lista dal 2009 e negli ultimi anni ha sempre seduto tra i banchi della maggioranza: "Non ho più voluto incarichi di giunta - ci racconta -. Ho detto a Chiono che sarei tornato operativo solo dopo la pensione".
Ed ora che ha terminato di lavorare, tutti gli occhi del paese sono puntati su di lui.
Vassallo non conferma, ma non smentisce neppure: "Non c'è ancora nulla di ufficiale" si smarca. Ma voci ben accreditate dicono che sarebbero già pronti anche i santini.
Si dice, inoltre, che non sarà l'unico candidato. Che avrà un avversario con cui vedersela.
"Che ci siano più liste è un bellissimo segnale - dice il sindaco uscente Gianbattistino Chiono - è segno di interesse alla cosa pubblica, sintomo di grande democrazia. Alle ultime elezioni, quelle del 2019, mi preoccupava il fatto di correre da solo, mi faceva vedere l'allontanamento delle persone dalla vita pubblica. Per non parlare poi del rischio di commissariamento che si corre in quei casi. Se non si raggiunge il quorum del 50 percento più un elettore che si rechi a votare, il risulktato non è valido e, al posto del sindaco, arriva un commissario prefettizio".
Un'ipotesi che ha sempre fatto tremare i polsi a chi, come Chiono, si è sempre battuto per l'autonomia dei piccoli comuni, respingendo con forma le riforme che volevano l'accorpamento dei piccoli enti locali.
Chiono ha iniziato la sua carriera politica nel 1980. "All'epoca eravamo dilettanti allo sbaraglio - racconta -. Il sindaco era un ragazzo giovane che studiava architettura, Gilberto Paletto. Per i 5 anni del suo mandato io sono stato sindaco facente funzione perché lui prima si è laureato, poi ha sostenuto l'esame di stato, poi è partito per il militare e poi si è sposato. Veniva giusto nelle situazioni più importanti dov'era necessaria la sua presenza. In quegli anni mi sono fatto un bel mazzo" racconta Chiono.
"Sono al capolinea, mi ritiro. Il problema è che mi sono stufato. Per i piccoli comuni non c'è alcuna attenzione. Ed è sempre peggio. In questo momento mi ritrovo a lavorare solo con quattro dipendenti e quando ci sono tutti sono sei. Eppure abbiamo 1680 dipendenti e il lavoro è lo stesso che c'è nei grandi Comuni. E non sono mancati i momenti in cui sono rimasto da solo. Fossi stato assente anche io avrei dovuto chiudere il Comune. In un contesto del genere, poi, divento un sindaco cattivo perché non riesco a dare le ferie ai dipendenti. Ma siamo paurosamente sotto organico".

Gianbattistino Chiono
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