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Ivrea Bellavista

Tossici e vandali terrorizzano Bellavista... Matteo Chiantore?

La presidente di Canavese Volley vuole gettare la spugna. La soluzione c’è!

Quartiere Bellavista

Degrado a Bellavista

Vivere con l’incubo di quei ragazzi, perlopiù tossici, che spaccano tutto, che giocano a calcio sul tetto (sì, avete capito bene, sul tetto), che si divertono a tirare le pietre contro i vetri e i lucernai. Capita anche questo nel quartiere Bellavista. Viale Kennedy, ultima fermata alla periferia della città. C’è una palestra ben tenuta, la Antonicelli, e tutt’intorno un campo da basket, un campo da volley e un campo da tennis, inutilizzabili. Vetri rotti dappertutto. Bottiglie, a volte anche delle siringhe. Una situazione di degrado che giorno dopo giorno s’è fatta insopportabile, per gli abitanti ma anche e soprattutto per i ragazzi che qui vengono a fare sport.

Alza le braccia al cielo la presidente del Canavese Volley, Letizia Paonessa. Insieme ad altri volontari ha passato tutto il giorno di Pasquetta a pulire una montagna di rifiuti abbandonati e le ceneri di un fuoco, davanti all’ingresso. C’erano anche alcune sedie “rubate” alla Don Milani.

“Il quartiere è nelle loro mani - ci dice - Sono tossici. Il loro migliore alleato è il buio...”.

Non è un problema di controlli. I carabinieri da queste parti sono di casa e passano un giorno sì e l’altro pure. I furti, grazie ad un allarme, sono solo più un lontano ricordo. All’indice, piuttosto, la facilità con cui si può avere accesso agli impianti esterni.

“Abbiamo proposto all’Amministrazione comunale di prendere in gestione l’area esterna e chiuderla con una recinzione - ci spiega Paonessa - il sindaco ci aveva promesso che se ne sarebbe occupato ma poi non s’è mossa una foglia. Adesso ce l’abbiamo in affitto, non in gestione. Avessimo un contratto potremmo fare cose che oggi non siamo in grado di fare. Per esempio, potremmo partecipare a un bando. Ne è stato pubblicato uno poco tempo fa. Lo abbiamo segnalato in Comune e ci han detto che non avrebbero aderito ma di star sereni che intanto ce ne saranno altri. Io li capisco. Hanno tante grane a cui pensare ma questa dovrebbe essere una priorità… Parliamo dei nostri ragazzi, di sport, della loro salute. Insomma, abbiamo perso quei soldi che sarebbero stati a fondo perduto. Sapete che c’è? Tra un anno, alla prossima stagione, non so se sarò ancora lì. Mia figlia finisce e io vado a fare altro... A forza di parlare mi manca la voce e un po’ tutti qui ci siamo anche un po’ stufati di correre dietro all’Amministrazione”.

Inutile aggiungere che la società Canavese Volley ci tiene parecchio all’impianto. Lo scorso anno Letizia e altri volontari hanno ridipinto gli interni.

“Un modo per essere orgogliosi, per dire a chi entra, guarda che bello che è. Poi ti affacci fuori ed è un disastro...”, passa e chiude  Paonessa.

Ad utilizzare gli impianti al chiuso, di giorno, sono in tanti. Oltre la Volley Canavese che lo occupa tutti i pomeriggi dalle 16 alle 22 e poi il sabato e la domenica, ci sono l’Aikido e l’Università della Terza Età al mattino con tanti corsi per gli anziani. Infine il Consorzio In.rete.

Della questione parla anche il presidente di Bellavista Viva, Gabriel Piccagli, che più di una volta s’è ritrovato a sgridare ragazzi che camminavano su un altro tetto, quello del centro civico.

“Letizia ha ragione - commenta - Ci sono delle evidenti difficoltà. Non abbiamo mai smesso di segnalare tutto quello che capitava all’Amministrazione comunale. Questa è una problematica che va affrontata da chi ha la delega sul sociale. Lo abbiamo detto anche all’Assessora Patrizia Dal Santo. Sediamoci attorno a un tavolo per capire cosa si può fare. Questi ragazzi stanno creando dei danni seri. In passato era stato attivato il progetto Zeta con il Consorzio In.rete che non ha dato grandi risultati. Poi un altro con Paola Risoli (Bellavista Movie Lab). Un tentativo di costruire un legame girando un film e facendoli sentire parte integrante del quartiere. Sembrava fosse servito ma poi sono arrivati altri ragazzi dall’animo ancora più criminale e tutto è svanito...”.

Qualcosa a Bellavista comunque si fa e tra le tante una in particolare, l’investimento di 170 mila euro per la risistemazione del Centro Civico. Serviranno per ritinteggiare i locali, sostituire i termoconvettori e per la copertura del tetto con un manto in catrame. Lavori indispensabili per le infiltrazioni che si sono fatte molto pericolose.

“Di recente abbiamo incontrato l’assessore Francesco Comotto e il responsabile dell’ufficio tecnico Fabio Flore per una pianificazione dei lavori...” ci racconta Piccagli visibilmente preoccupato. “Bellavista è periferia. Il mio auspicio è che si continuino a favorire i patti di valorizzazione e i volontari. Uno riguarda la manutenzione degli oltre 100 mila metri quadri di verde a cui si dedicano 35 volontari, l’altro il centro civico presieduto da me. A parte i festini, qui dentro si può fare di tutto e molto si fa: riunioni condominiali, laboratori, corsi di ballo...”. 

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