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Ivrea Bellavista
11 Aprile 2024 - 07:00
Sguardi al cielo e sospiri di rassegnazione. Viale Kennedy, nel quartiere Bellavista, si conferma un vero e proprio campo minato per gli automobilisti. L’ultima trovata dell’Amministrazione Chiantore? Dossi “dissuasori” installati per far rispettare il limite di 30 km/h. Peccato che, realizzati con la maestria di un muratore ubriaco, si siano trasformati in dighe artificiali dopo la prima pioggia.
Le reazioni dei residenti non si sono fatte attendere. Pioggia di insulti e invettive sui social, con tanto di foto a documentare l’incompetenza dell’impresa e dell’amministrazione che avrebbe dovuto seguire i lavori e non lo ha fatto!
“Un bel lavoro di emme! - sparano a zero i residenti del quartiere - Il manto stradale fa schifo... ma l’importante è che si siano costruite delle belle barriere con strisce pedonali colorate. Bravo Comune. Ottimo lavoro. Complimenti...”
Tra chi si lamenta c’è anche Andrea Breccoletti di Eporedia Futura.
“Logicamente - scrive - l’amministrazione Chiantore con le strade distrutte da rattoppi per manutenzioni e maltempo, al posto di rifare il manto stradale costruisce i dossi per la sua fantastica città a 30km/h e poi non accende le luci dei lampioni. Farà parte del piano per farci andare a tutti piano in auto. Tempi bui ci aspettano, in tutti i sensi!!!”.
Manto stradale indecente, dossi indecenti, allagamenti indecenti. Un quadro desolante che sembra rappresentare una scarsa attenzione dell’amministrazione comunale per la sicurezza e il benessere dei cittadini, cioè l’esatto contrario dell’obiettivo che si vorrebbe centrare con i nuovi limiti di velocità.
Ma c’è di più. La beffa si fa beffa quando si scopre che, oltre a creare disagi e pericoli, i dossi hanno danneggiato le auto di alcuni residenti. Pronta la risposta dell’infaticabile Francesco Galbiati. Ha dettagliatamente informato i cittadini su come fare a richiedere il risarcimento del danno all’Amministrazione comunale.
“Per ottenere il risarcimento del danno - informa - bisogna inviare una raccomandata A/R oppure una PEC con la relativa richiesta all’ufficio competente dell’ente proprietario della strada, allegando tutta la documentazione di cui si è in possesso: foto, fatture relative alle spese sostenute, certificati medici… Il diritto al risarcimento del danno per buca stradale si prescrive in 5 anni..”.
Alè.

Siamo già alla resa dei conti.
“Quello che so - commenta il presidente di Bellavista Viva Gabriel Piccagli - è che i dossi sono stati messi per ridurre la velocità intorno all’anello. L’impresa che li ha posizionati ha evidentemente creato dei danni e da quel che ho capito tornerà sul posto a sistemare. Non si sono accorti di avero bloccato il percorso dell’acqua alle bocche di lupo ...”.
S’aggiungo i lavori della Smat. “L’asfalto si è assestato la corsia di destra adesso è più bassa di quella di sinistra. Se vai in moto, qui ti ammazzi... Le macchine vanno in contromano per non viaggiare come sulle montagne russe ... Abbiamo parlato anche di questo con l’assessore Massimo Fresc. Abbiamo cercato di fargli capire che occorre mettersi a posto, che si deve riasfaltare. Con i dovuti tempi. Insomma Smat non ha rispettato il regolamento…” stigmatizza Piccagli.
Le parole però a volte stancano, servono i fatti.
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