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Gialli italiani
07 Aprile 2024 - 18:17
In una mattina tranquilla del 7 aprile 2002, Samira Sbiaa, una casalinga di 32 anni, scompare dalla sua casa in via Petrarca, 12 a Settimo Torinese, lasciando dietro di sé un velo di mistero che perdura. Nonostante gli sforzi incessanti della sua famiglia e delle autorità, il destino di Samira rimane un enigma.
Originaria del Marocco, Samira Sbiaa sposa Salvatore Caruso e si trasferisce con lui in Italia nel 2000. La loro vita a Settimo Torinese sembra procedere senza intoppi fino a quel fatidico giorno d'aprile quando Samira scompare senza lasciare tracce.
Di lei non si sa più nulla sino al febbraio del 2019, quando i parenti, che vivono in Marocco, presentano una denuncia di scomparsa (cosa che il marito non s'era mai sognato di fare) tramite un'associazione che si occupa di casi del genere, ai carabinieri del comando provinciale di Asti, che a loro volta la trasmettono alla procura di Ivrea, competente per territorio. A Ivrea viene aperto un fascicolo per atti relativi al fatto, senza ipotesi di reato né indagati.
Il giorno della sua scomparsa, secondo le testimonianze, Samira non s'era portata nulla con sé, suggerendo una partenza improvvisa e inaspettata. La sua assenza viene notata solo quando suo marito torna a casa e la trova vuota.
Nel corso delle indagini, la polizia decide di esaminare da vicino la residenza di Samira. Ciò porta a un momento drammatico quando, armati di escavatore, gli investigatori setacciano il giardino della casa, nel tentativo di trovare qualsiasi indizio che possa gettare luce sulla sua scomparsa.
Vengono scoperte delle ossa e per qualche giorno sembra di assistere ad svolta nella narrazione della vicenda. I reperti vengono subito presi in carico dalla polizia scientifica per l'analisi, al fine di determinare se siano legati alla scomparsa di Samira. Non portano a nulla salvo l'iscrizione di Salvatore Caruso nel registro degli indagati per il possibile omicidio.



Nessun segno di lotta, nessun messaggio d'addio, nessun testimone oculare: tutti elementi che rendono il caso particolarmente difficile da risolvere.
L'allora procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, affida un incarico alla dottoressa Marina Omodei del laboratorio analisi di Orbassano allo scopo di stabilire se si tratti di resti umani.
Del caso si occupa la trasmissione 'Chi l'ha visto?' di Rai3. Caruso viene ascoltato dai carabinieri di Settimo Torinese come persona informata sui fatti. Racconta che la moglie è andata via di casa senza dire nulla e portando via con sé 1.300 euro in contanti (per cui ha presentato una denuncia per appropriazione indebita).
Tra le altre cose Caruso sostiene che la moglie sia tornata in Marocco. I genitori di lei, però, dicono di non averla mai più rivista. "Sono stato bidonato", dice ai cronisti, affacciandosi per brevi istanti alla finestra per parlare con loro.
In sostanza, sarebbe stata lei a svanire nel nulla, lasciandolo da solo e, per di più, dopo anni, con un'accusa infamante.
Nel giugno del 2021, arriva l'ennesima doccia fredda: tutte le ossa trovate all'interno della casa sono di origine animale. I carabinieri, coordinati dal procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando, si erano arresi non avendo trovato alcun elemento utile a capire che cosa sia accaduto e nulla di penalmente rilevante. Insomma, il caso è chiuso e Salvatore Caruso viene completamente scagionato dall'accusa di omicidio.
Dopo più di due decenni, il mistero di Samira Sbiaa rimane irrisolto, con poche piste e ancora meno risposte. Il suo caso sottolinea l'amara realtà di molte scomparse e della lotta incessante delle famiglie in cerca di verità e giustizia.
Un matrimonio tra un uomo ed una donna in Marocco, tra Salvatore, italiano, e Samira, marocchina, che all’epoca aveva 30 anni. Era il 2000. La coppia aveva l’obiettivo di andare a vivere in una casa a Settimo, quella di Salvatore che, per unirsi in matrimonio con Samira, aveva dichiarato alle telecamere di essersi convertito all’Islam.
Poi, nel 2002, Samira sparisce di casa senza lasciare nessun messaggio: né al marito e nemmeno ai suoi familiari. Solo silenzio. Lei (era) è alta 175, occhi neri e capelli scuri. Salvatore ne avrebbe denunciato la scomparsa soltanto dopo aver capito che non era andata via con il fratello, come aveva in principio ipotizzato.

Il giorno del matrimonio
Due lunghi anni, in cui pochi, anzi pochissimi, si ricordano di Samira. Sua sorella, Nadia, dal Marocco manda alla redazione della trasmissione “Chi l’ha visto?” un videomessaggio in cui racconta che l’uomo trattava male Samira, la faceva stare al freddo e le dava cibo scandente.
Durante una telefonata, quella che Salvatore aveva concesso alla moglie per il suo compleanno, Samira aveva anche raccontato di aver subito un’aggressione: era stata presa al collo dal marito fino a svenire. Poi era stata minacciata con una pistola, una delle tante che Salvatore, ex guardia giurata, aveva in casa con regolare porto d’armi.
Tra i misteri non ancora risolti c’è una cantina. Salvatore aveva vietato a Samira di varcare la soglia della tavernetta. Ma Samira, per vederci chiaro, aveva seguito il marito per le scale ed era stata scoperta.
“Aveva visto una specie di camera da letto dietro ad un muretto” aveva detto Nadia in trasmissione. Da quel momento, i litigi della coppia erano diventati sempre più pesanti.
L’inviato del programma televisivo, Nicola Endimioni, suona al campanello dell’appartamento in cui vive Salvatore nel pomeriggio di sabato 23 febbraio 2019, per sapere qualcosa di più sulla scomparsa di Samira.
Dopo 17 anni si stava cercando di copiare cosa fosse successo grazie alla segnalazione di Touria Bouksibi, presidentessa dell’associazione “donne e bambini in difficoltà” di Asti: era stata lei che a raccogliere l’appello della mamma di Samira, disperata per l’assenza della figlia.

Salvatore Caruso risponde ai cronisti
Secondo i familiari di Samira, pare che il marito la facesse vivere segregata in casa. L’uomo, ai microfoni della Rai, nega tutto. “Lei poteva fare quello che voleva, ma mica sapeva muoversi in città - aveva raccontato Salvatore - . Un giorno sono andato a Torino per comprare un po’ di verdura e frutta. Son stato via due ore e mezza, tre, e quando sono tornato a casa non l’ho più trovata. Ho pensato che fosse andata via con il fratello, che fosse andata in Francia o in Marocco. L’ho cercata per anni poi, in fin dei conti, ho divorziato e chi s’è visto, s’è visto…”.
In una seconda puntata, Salvatore caccia il cronista inviato della trasmissione televisiva dopo aver negato l’ingresso nella cantina. Ma in una delle tante interviste dichiara: “Ho divorziato, certo. Cosa dovevo fare di più: dovevo impiccarmi pure io? Potevo fare qualche fesseria. Sono riuscito a controllarmi. E sono ancora qui”.
GIALLI ITALIANI
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