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Ivrea

Foibe: Bosonin ha un diavolo per capello. "Cercano di isolare e emarginare chi la pensa diversamente da loro!"

Il referente del Comitato 10 febbraio ne ha per tutti, anche per il presidente del consiglio, Luca Spitale.

Luca Spitale e Igor Bosonin

Luca Spitale e Igor Bosonin

“Eh no, così non mi sta bene.” Igor Bosonin, referente del Comitato 10 febbraio, dopo il consiglio comunale che ha bocciato la mozione delle opposizioni di centrodestra in cui si richiedeva un chiarimento sul patrocinio negato alla ricorrenza sulla vittime delle foibe, è un fiume in piena. Ancor più dopo aver letto che le ragioni di quel “no” sono tutte concentrate su di lui, per quel che rappresenta oggi (è un militante della Lega) e per quel che rappresentava ieri (candidato a sindaco di CasaPound).

“Io - ci dice - ho sempre richiesto il patrocinio come rappresentante del Comitato 10 febbraio. Ho anche le PEC che lo tstimoniano. Nessuno mi ha mai fatto dei favori. La dichiarazione a cui si riferisce il sindaco è successiva al diniego. Gli fa male perché è la verità. Si sono comportati da negazionisti che cercano di isolare e emarginare chi la pensa diversamente da loro. O meglio: vogliono isolare e emarginare me. È palese l’attacco che mi hanno fatto. Si è parlato tanto di me ma non si è parlato in concreto di cosa ha fatto il Comune per la causa delle foibe... Il Comitato 10 febbraio non è Igor Bosonin, io sono solo il referente locale. Sia chiaro, io del mio passato ne vado fiero. Non rinnego nulla e glielo dirò anche in faccia, a Chiantore. Si sono dimostrati per quel che sono: delle figure che hanno poco a che vedere con la libertà e la democrazia...”.

Bosonin ne ha per tutti, anche per il presidente del consiglio, Luca Spitale.

“Fa tanto l’amico quando mi vede - stigmatizza  - e poi dice di aver sentito cose vergognose in occasione della cerimonia per Norma Cossetto. Mi aveva fatto anche i complimenti. Quel giorno, io mi ero limitato a parlare della violenza sulle donne; il discorso storico è stato affrontato da Giorgia Povolo. C’erano più di 50 persone che lo possono testimoniare... Sia chiaro: il ricordo delle Foibe e di Norma Cossetto non ha bandiere politiche. Non voglio aprire dibattiti su come l’ANPI strumentalizza tutto questo a livello politico; dico solo che i morti dovrebbero sempre essere ricordati senza alcuna suddivisione tra serie A e B. Le foibe non sono un argomento di destra o fascista. Lì dentro ci sono finite persone che poco avevano a che fare con il fascismo...”

E infine, sulla “posta certificata” inviata all’Amministrazione comunale da Alessandro Schirru dell’Associazione degli esuli istriani, in cui si prevedono una serie di eventi e manifestazioni: “Neanche loro hanno avuto una risposta. Chiantore non lo ha degnato di una risposta. È vergognoso!”.

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