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Ivrea
27 Marzo 2024 - 09:56
Matteo Chiantore e Andrea Cantoni
In corso Botta, all’incrocio con Via Palestro, un gazebo di “Democrazia Sovrana e Popolare” su cui campeggiava in bella mostra, oltre al simbolo del partito, lo stemma della Città di Ivrea, con tanto di scritta nel carattere ufficiale.
L’altra sera, in consiglio comunale, si è parlato anche di questo, dell’utilizzo “abusivo” dello Stemma comunale.
“In seguito alla mia segnalazione - ha inforcato il consigliere comunale Andrea Cantoni - sono intervenuti il Sindaco Matteo Chiantore e il Presidente del Consiglio Comunale Luca Spitale ma lo stemma è rimasto lì fino alla fine. Mi piacerebbe sapere a che ora il sindaco è stato messo al corrente di questa situazione e perché l’intervento sia stato effettuato intorno alle 16.30. E’ stato informato dell’abuso il Corpo di Polizia Municipale? E’ stata fatta una comunicazione formale agli organizzatori del gazebo?”.
E secondo Cantoni non sarebbe poi neanche sbagliato decidere di tutelare in sede giudiziale il corretto uso dello Stemma comunale.
Non la pensa così il sindaco Matteo Chiantore che tutto vuol fare salvo che andare incontro a inutili (a suo dire) spese legali.
“All’articolo 6 dello Statuto della Cttà di Ivrea - ha spiegato - si dice che è vietato qualsiasi uso commerciale non autorizzato dei segni distintivi della Città di Ivrea ma non si trattava di questa fattispecie. La possibilità di agire in sede giurisdizionale sarebbe esagerata. Il danno in sè non sussiste ...”
Di sicuro quando ne è venuto a conoscenza - ed è successo prima che glielo dicesse Cantoni - si è recato sul posto a controllare di persona.
“Il sindaco - ha specificato - non ha il potere di accertare una violazione sul rispetto di atti e regolamenti....
Epperò quel che lui ha percepito è un errore in buona fede, frutto della poca esperienza.
“Si sono scusati -ha aggiunto Chiantore - e mi han detto che avrebbero provveduto a rimuoverlo... Successivamente è pervenuta in Municipio una email di scuse firmata da Carlo Del Vecchio. Stavano raccogliendo le firme per la presentazione di una lista alle elezioni europee”.
Insomma Chiantore preferirebbe archiviare tutto.
“Condivido la riflessione giuridica - ha ribattuto Cantoni - Ho però qualche perplessità che non sussista il danno. Si rischia un precedente. Chiunque a questo punto potrebbe mettere il simbolo sul proprio gazebo....”.
E poi l’affondo. “E’ vero che un sindaco non ha il potere di accertare una violazione dello Statuto, epperò sarebbe stato nelle sue facoltà accertarsi se al banchetto ci fosse l’autenticatore delle firme. Lo ha fatto?”
Risposta: “No! Non ho accertato. Non l’ho fatto a quella veste!”. Colpito e affondato?
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