Cerca

Ivrea

Capitozzatura selvaggia in città: Comune complice di un crimine

In consiglio comunale l’assessore ammette l’errore. Ma è solo l’inizio del terremoto?

IN FOTO l’assessore Massimo Fresc e l’agronomo Alessandro Massa, ivrea,

IN FOTO l’assessore Massimo Fresc e l’agronomo Alessandro Massa

Si scrive ‘capitozzati’ e si legge ‘ammazzati’ senza pietà. 

È quello che è successo a una fila di pioppi cipressini situati nel piazzale del Meeting Point, nei pressi del club scherma. 

Gli assassini hanno un nome e un cognome. Non hanno agito da soli ma con l’avallo dell’Amministrazione comunale. Di questo si è parlato al consiglio comunale riunitosi lunedì scorso. 

La domanda l’ha fatta Paolo Noascone, sollecitato da alcuni cittadini. A rispondergli ci ha pensato l’assessore Massimo Fresc. 

Tagliati perché le foglie stavano creando problemi ai pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto di un fabbricato di proprietà comunale. 

“Sono previste due pulizie all’anno ma le foglie erano eccessive” ha spiegato Fresc, aggiungendoci che gli alberi avrebbero persino bucato le grondaie e provocato un paio di allagamenti. 

Morale dell’assessore: ‘La società che gestisce il tetto si è resa disponibile a eseguire i tagli e i proprietari dell’area (l’impresa Cogeis della famiglia Bertino) hanno dato il via libera...’.

Secondo Fresc la ‘capitozzatura’, che è cosa ben diversa dalla potatura, si poteva fare nonostante un regolamento del verde approvato nel 2016 che espressamente la vieta. 

All’articolo 16, infatti, si legge che “gli eventuali interventi straordinari che comportano riduzioni drastiche dei volumi di chioma, ivi comprese le capitozzature, dovranno essere giustificati da seri motivi di pericolo per persone e manufatti, da motivi di carattere fitopatologico o da interferenze dannose per manufatti già esistenti...”.

Vale per l’Amministrazione comunale ma soprattutto per i privati. 

La lettura che ne ha dato Fresc lascia a tratti inebetiti.

“Il regolamento lo consente in via eccezionale e noi crediamo di trovarci in questa fattispecie... Abbiamo agito così e agiremo così a ridosso di scuole e asili. Gli alberi di 30 metri sono fuori misura e i danni prodotti sono importanti...”. 

Insomma, tant’è ed è tutto clamorosamente sbagliato. Per intanto perché ad accertarne la pericolosità avrebbe dovuto essere un agronomo o un dottore forestale e non risulta da nessuna parte che sia stato chiamato. 

“La capitozzatura - ci spiega l’agronomo Alessandro Massa - ...è una tecnica che viene utilizzata per gli alberi da frutta e che è stata estesa agli alberi ornamentali in tempo di guerra per fare legna. È la più dannosa tecnica di potatura degli alberi. È il taglio indiscriminato del fusto, delle branche primarie o di grossi rami. Scatena una reazione della pianta che va a morire...”. 

Nello specifico, i pioppi cipressini a Ivrea sono sempre stati considerati, fin dalla decisione di piantumarli, come delle vere e proprie barriere verdi anti rumore, tra le altre ragioni anche perché  (guarda un po’) non necessitano di potatura, crescono veloci e tendono a morire in un arco temporale molto basso, di 20 al massimo 30 anni. 

“Si potano da soli creando il secco e aspettando che il vento se lo porti via...”.

Il pioppo cipressino è molto delicato e i tagli difficilmente si rimarginano. Quasi sempre l’albero svalvola e va giù, oppure diventa facile preda degli agenti patogeni che lo fanno ammalare. 

Cosa si sarebbe dovuto fare?

“Molto semplicemente, avrebbero dovuto essere sostituiti con piante di altro genere e di altra grandezza...”. Fine della reprimenda. 

Che poi, a ben vedere, un regolamento non rispettato con l’avallo del Comune è una presa per i fondelli nei confronti di tutti quei cittadini che lo rispettano e di quelle associazioni che lo difendono. Perché gli alberi, anche quelli che nascono, crescono e si sviluppano su un terreno privato, sono un patrimonio di tutti. 

Portano ossigeno all’intera città e non solo al proprietario del terreno. 

Che altro aggiungere? Probabilmente siamo solo agli inizi di un terremoto. Può capitare in una città, che su questo fronte ha una certa sensibilità e non solo perchè 50 anni fa veniva raccontata e confrontata con Torino, sui libri di geografia, proprio per i suoi alberi. 

A fare la voce grossa in queste ore è anche il consigliere comunale Massimiliano De Stefano che nel non lontano luglio del 2021 aveva lanciato attraverso la web community Piazza Eporedia una petizione per la creazione di una mappa digitale di tutti gli alberi di proprietà comunale presenti in città. Gli aveva risposto l’allora vicesindaca Elisabetta Piccoli annunciando che era in corso un censimento e se ne erano catalogate, censite e numerate circa 3.600. 

“È lo stesso numero di cui ha parlato Fresc e mi chiedo perché questi dati non siano messi a disposizione di tutti sul sito internet del Comune...”.

Già, perché? Dagli alberi alle manutenzioni del verde e anche su questo, l’altra sera si sono chiesti lumi non foss’altro che il degrado in città imperversa. Per esempio in via Chiapussone. Per esempio sulla parete che fa da sfondo alla fontana di Camillo e su quella sovrastante il momumento dell’Avis in via Circovallazione. Per esempio nell’area mercatale. 

“Stiamo lavorando - ha sintetizzato Fresc  -per modificare il contratto con Hortilus, l’impresa che ci fa le manutenzioni. Il contratto specifica esattamente quanti tagli si devono fare, 3, 6 o 9. Cercheremo, nell’ambito di un contratto quadro, di definire meglio le esigenze...’ 

Infine sul degrado: ‘Effettivamente via Chiapussone e l’area mercatale sono in condizioni deprecabili. Vedremo con SCS che cosa si può fare e se non saranno loro, ce ne occuperemo noi...”.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori