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Cuorgnè

Contributi per il commercio: ma sono davvero accessibili a tutti?

Tra Comune e Regione vengono messi a disposizione 117.500 euro, ma questo come altri bandi finanzia gli abbellimenti mentre i negozianti si trovano sempre più spesso in difficoltà con il pagamento di affitti, bollette, imposte...

Cuorgnè

Giovanna Cresto sindaca di Cuorgnè

Arriva un contributo a fondo perduto per aiutare le attività commerciali di Cuorgnè ad essere più attrattive: si tratta di 94.000 euro messi a disposizione dalla Regione ed integrati dal Comune con altri 23.500 così da arrivare ad un totale di 117.500 euro.

Per spiegare chi possa farne richiesta e quali tipi di intervento siano finanziabili è stato organizzato un incontro  nell’ex-chiesa della Trinità e vi hanno partecipato in tanti. Non era scontato visto che – come ha ricordato il sindaco Giovanna Cresto – in due occasioni precedenti si erano presentate la prima volta cinque persone, la seconda volta quattro…

Questi soldi sono stati ottenuti grazie all’adesione dell’amministrazione Pezzetto (poi confermata dalla giunta Cresto) ai <Distretti del Commercio>, istituiti dalla Regione nel 2020 per dare una mano agli operatori del settore messi in ginocchio dalla pandemia. Il Comune, l’ASCOM- Confcommercio di Torino  e l’associazione cuorgnatese <Attività e commercio> presieduta da Maurizio Scafidi hanno lavorato a stretto contatto per portare a casa risultati concreti. In effetti questo Distretto, denominato “Cuorgnè nel cuore”, si è classificato secondo nella graduatoria per i contributi diretti ai titolari delle attività dopo che due anni fa aveva ottenuto 50.000 euro destinati a migliorare l’Arredo Urbano nelle vie di accesso al centro storico. 

Un momento dell'incontro tra l'amministrazione comunale e i commercianti

L’assessore al Commercio Simone Ambrosio ha riassunto le caratteristiche del bando, riservato ai negozi con superficie di vendita non superiore ai 150 mq mentre per il settore della ristorazione non sono previsti limiti di metratura.  Potranno essere erogati da 1.000 ad 8.000 euro per  ciascuna attività con una copertura del 90% rispetto ai costi sostenuti. I tempi per la formazione della graduatoria saranno brevi; le procedure da seguire facili e senza complicazioni; la <manager del Distretto> ed il personale del Comune saranno pronti a chiarire i dubbi e a  fornire dei consigli. Le domande vanno presentate entro il 30 aprile; a fine giugno-inizio luglio verranno pubblicate le graduatorie; i lavori dovranno essere completati prima del 31 ottobre e la documentazione consegnata per la fine di novembre. Spetterà al Comune controllarla ed inoltrarla in Regione entro l’aprile 2025.

Federica Fiore di ASCOM-Confcommercio ha spiegato che gli interventi oggetti del finanziamento sono quelli volti a migliorare l’aspetto esterno di negozi, bar, ristoranti. Riguardano pertanto le vetrine (compresi i faretti per illuminarle) e poi insegne, tende, serrande, facciate, pergole e déhors rimuovibili nonché manichini ed espositori. Sono finanziabili anche gli acquisti di attrezzature digitali, non i relativi canoni ed abbonamenti. 

Il Comune di Cuorgnè

Rispondendo alle numerose domande, ha spiegato che possono essere finanziate anche le nuove imprese purché siano state aperte dopo il 1 marzo o aprano entro il 31 ottobre. Nel loro caso le tipologie d’intervento sono più ampie e comprendono l’acquisto di macchinari, attrezzature, apparecchi  (non degli arredi).  Alla domanda vanno allegate le fatture o anche semplici preventivi visto che il richiedente potrebbe subordinare l’effettuazione dei lavori all’ottenimento del contributo. L’importante è che i documenti di pagamento riportino le diciture corrette: su questo punto hanno insistito i relatori sottolineando che, nel dubbio, è meglio rivolgersi alla <manager del Distretto> Luisa Battistelli o al Comune. I pagamenti – di importo non inferiore ai 300 euro per fattura - dovranno essere effettuati in modo tracciabile, quindi niente contanti o assegni circolari. 

Una signora che ha avuto esperienze negative con i contributi pubblici ha messo in dubbio l’utilità dell’iniziativa: “Conti alla mano, il finanziamento potrà riguardare 14 attività. Di cosa stiamo parlando?”. Sia pure In modo poco  gentile (“Se non la interessa, ci spiace averla disturbata”) la dottoressa Fiore ha spiegato che in genere le imprese non chiedono la cifra massima, che poi c’è chi rinuncia e che alla fine ci si aggira sui 25-30 beneficiari. 

Un altro problema è rappresentato dai tempi strettissimi, resi ancora più risicati dal fatto che in mezzo ci sia il mese di agosto: il rischio è di non farcela tanto più che per certi interventi occorre l’autorizzazione del Comune. La rappresentante di ASCOM-Confcommercio ha fornito rassicurazioni portando l’esempio positivo dei vincitori di bando dello scorso anno e spiegando che è la Regione a stabilire i tempi anche in base ad esigenze contabili: “Da metà dicembre le ragionerie comunali – tutte - smettono di liquidare le fatture ma il nostro obiettivo è quello di farvi arrivare i soldi il più rapidamente possibile”. Il sindaco ha aggiunto: “Anticiperemo tutto noi e questo rappresenta un vantaggio perché abbiamo avuto modo di constatare che la Regione non è propriamente rapida… Riguardo ai permessi, gli uffici comunali faranno di tutto per assicurare una corsia preferenziale a questo tipo di richieste”.

Certo il commerciante dovrà pagare di tasca propria e solo dopo otterrà il rimborso ma vale per tutti i contributi pubblici. Quel che può creare perplessità è che questo come altri bandi finanzia gli abbellimenti mentre i negozianti si trovano sempre più spesso in difficoltà con il pagamento di affitti, bollette, imposte oppure avrebbero bisogno di effettuare interventi strutturali (compreso il rifacimento degli impianti) e non possono permetterseli.

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