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Politica
17 Marzo 2024 - 18:48
Ieri a Ivrea è successa una di quelle cose che ti fanno dire: "Ma davvero?". Parliamo di un gazebo di "Democrazia Sovrana Popolare" con il logo della città di Ivrea, come se il Comune avesse detto: "Ehi, ragazzi, questo gazebo? È con il nostro benestare!".
Giuliano Balzola, ex assessore della Lega e grande fan di passeggiate mattutine e regole comunali, è stato il primo a saltare sulla questione. Con un post su Facebook, si è chiesto (più o meno) come mai questo gazebo avesse il logo della città, lanciando l'hashtag immaginario #gazebogate (ok, questo l'abbiamo aggiunto noi).

La risposta in difesa dell'Amministrazione comunale non si è fatta attendere, da parte di Mauro Anzola, che peraltro non è né consigliere comunale, né assessore. Ha puntato il dito contro il movimento, sostenendo che avrebbero fatto tutto "senza chiedere e scorrettamente". La classica mossa alla "faccio prima, chiedo poi", che a quanto pare non è piaciuta.
Poteva finire qui? Macché. A metterci il carico da undici, sempre sui social, è arrivato anche Diego Borla, ex presidente del consiglio e attuale big del Partito Liberale. Non solo si è lamentato dell'uso del logo, ma ha tirato in ballo anche le commemorazioni mancate, tipo quelle delle Foibe.
Fine della social cronaca e del pasticcio. Di sottofondo chi grida allo scandalo e chi non vedeva l'ora di trasformare il tutto in una questione di principio. Nel mezzo? Un semplice sabato "italiano", un sabato qualunque.
Ma chi sono gli attori di questa vicenda? "Democrazia Sovrana Popolare" non è altro che il nuovo partito nato dalla collaborazione tra l'ex deputato comunista Marco Rizzo e Francesco Toscano, avvocato di estrazione cattolica e direttore di Visione Tv.
Quel che è certo è che questo gazebo, forse inconsapevole protagonista di una giornata indimenticabile, ha dimostrato come, a volte, basta poco per scatenare dibattiti che vanno ben oltre il semplice utilizzo di un logo. E Ivrea? Ivrea si conferma ancora una volta palcoscenico di storie uniche, dove la politica, la passione civica e un pizzico di assurdità si mescolano, regalando ai suoi cittadini (e non solo) spunti di riflessione e, perché no, anche qualche sorriso.
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