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Ivrea
14 Marzo 2024 - 13:39
Francesco Comotto e il lungodora che sembra il Giappone
C'è un assessore in città che crede d’aver trovato la formula magica per la sopravvivenza politica: l'arte dello sdoppiamento virtuale. E’ Francesco Comotto. Ha ben due profili Facebook: uno "istituzionale", dove si definisce assessore e magnanimamente permette ai cittadini di commentare (ehm, criticare?) l'operato dell'Amministrazione comunale.
E l'altro? Beh, l'altro è "personale", un rifugio virtuale dove l'assessore ai lavori pubblici pretende di potersi rilassare, pubblicando foto di paesaggi e, udite udite, chiede espressamente di non parlare di politica, come un Voldemort nel mondo di Harry Potter.
Novello Jekyll e Hyde, in uno è paladino del dibattito pubblico, nell'altro un "non si disturbi il privato" quando si tratta di argomenti scomodi. Da qualunque parti la si guardi c’è un “io social" che ha bisogno di un bel ricongiungimento.
Lo sdoppiamento diventa ancora più grottesco se pensiamo che, in entrambi i profili, l'assessore ostenta la sua carica pubblica, in una svolta sorprendente che sfida le leggi della fisica, della logica politica e dei social. Insomma un boomer prestato a “Facebook” che s’è fatto delle seghe mentali e ora pensa possano trasformarsi in regole del buon vivere civile…. Irriconoscibile rispetto al Comotto che per 10 anni è stato all’Opposizione, peraltro raccontando il condivisibile suo modo di intendere la politica, tutte le settimane, in uno spazio su La Voce.
Sia chiaro, non siamo mica bacchettoni. Liberissimi di avere un profilo privato dove sfogarsi (anche con meme anti-politici o contro tutte le guerre). Ma un assessore, si sa, è un po' come un'auto di servizio: è sempre sotto gli occhi di tutti, anche quando va al supermercato. E se proprio non si riesce a reggere il peso della responsabilità, beh, forse sarebbe meglio cambiare passioni.
Nel frattempo, altro non si può fare che continuare a seguire con divertita attenzione le acrobazie virtuali del nostro bi-profilo assessore, nel nome di Francesco, di Comotto e di Viviamo Ivrea che è un terzo profilo social a sua immagine e somiglianza. Prima di lui solo l’ex senatrice azzurra Virginia Tiraboschi era arrivata a tanto, anche lei con due profili, uno per raccontare delle sue passeggiate e l’altro sul suo lavoro in Parlamento.
In un'epoca dove la vita online e offline si intrecciano sempre più, perchè non considerare il caso del "Super Comotto” uni e trino un esperimento sociale vivente, un laboratorio a cielo aperto sull'identità digitale e sui confini che per un personaggio pubblico possono tracciarsi tra personale e pubblico.
Qualunque sia la ragione di Francesco Comotto, una cosa è certa: questa storia fa sorridere edue risate (magari sul profilo personale) dovrebbe farsele pure il diretto interessato mettendosi l'anima in pace e accettando l’onere di una delega che è tale 24 ore su 24, anche online.
Per la cronaca, sul “profilo personale” tutto è iniziato con una foto sul lungodora con gli alberi in fiore che sembra di essere in Giappone. A rispondergli è stato Alessandro Massa che di mestiere fa il giardiniere, pubblicando un’altra foto, degli alberi “capitozzati” in malo modo che si trovano davanti al Circolo della Scherma. “Peggio di Scampia - ha commentato - in barba ai regolamenti della città”.

“Scusa Alessandro - gli ha subito risposto Comotto - mi dici cosa c'entra questa foto con il mio post? Questa è la mia pagina personale dove ho messo una foto con quella che reputo una bellissima fioritura. Commenta quella se vuoi, per il resto se c'è qualcosa da dire all'Amministrazione ho una mia pagina istituzionale dove si possono esprimere tutte le critiche che si vuole con rispetto ed educazione. hai poi il mio numero e sai che puoi chiamare quando vuoi …”.
Inutile aggiungere che la sua (quella di Massa) non voleva essere una critica ma una constatazione (“Da una parte una bellissima fioritura dall’altra non più…”). E poi sulla pagina personale o meno (“la trovo irrilevante…)”.
“Va bene quindi uno posta una foto di Marte e uno critica Venere - ha tuonato Comotto - Quindi se faccio una foto a uno scorcio che reputo bello poi devo farne un'altra a uno brutto? Se si vogliono esprimere critiche o commenti alla mia carica di amministratore pubblico lo si può fare sulla mia pagina istituzionale, non è irrilevante rispettare o meno la vita privata della persone. Io non verrei mai sulla tua pagina personale a esprimere un commento negativo sul tuo lavoro, non mi sembra per nulla corretto…”.

Poco più in basso altra foto di Giulia Proto questa volta degli alberi “spennacchiati” delle aree di sosta dell’Olivetti.
Tra gli interventi anche quello dell’ex vicesindaca Elisabetta Piccoli sull’albero di Natale “ammazzato” in piazza di città…
E sempre Comotto: “Scusate, ma di cosa state parlando? Ho pubblicato una foto sulla mia pagina personale, commentate quella se volete, ma a cosa serve tirare fuori questioni che non c'entrano nulla? Le discussioni sugli agronomi e i forestali fatele tra di voi o sulle vostre pagine …”.
Insomma non se ne esce… e la polemica sulle potature sta andando avanti…
A portarla avanti, oltre ad Alessandro Massa e Rita Munari, anche Claudia Garella, direttamente sul suo profilo: “Ripetiamo tutti insieme:in Piemonte la potatura a capitozzo è proibita. Se si ha il dubbio che sia stata fatta e la mancanza di competenza per stabilirlo, esistono uffici preposti di professionisti, come ufficio verde a Torino, che fanno perizie e recuperi. Li chiamate, fate fare una perizia e dopo potete muovervi e parlare. È una pianta in carico al comune? Si fa un esposto con la perizia. Si stabilirà se la mancanza è stata solo Dell ufficio tecnico o solo della ditta che si è occupata del lavoro o di entrambe e di adotterà la soluzione migliore. Dalla sanzione ai corsi di aggiornamento. È privata? Avete le carte in mano per farvi risarcire. Fare i battibecchi qui non serve. E no, non può esistere la collaborazione. Sono "professionisti"edevono saperne più di noi. Punto…”.
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