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Sanità
08 Marzo 2024 - 18:59
Finalmente una buona notizia per i lavoratori in appalto, spesso vessati e sfruttati da aziende e cooperative senza scrupoli. Una decina di dipendenti dell’Asl To4 di Torino, grazie all’instancabile lavoro del sindacato Uil Fpl di Ivrea e della UilTemp Piemonte e all’avvocato Marisa Manfredi, hanno ottenuto una sentenza storica dal tribunale di Ivrea.
Il giudice del lavoro Federica Fabaro ha infatti riconosciuto ai lavoratori il diritto di ricevere le quote economiche previste per il personale assunto alle dirette dipendenze dell’Asl, quote che in alcuni casi superano i 5.000 euro. Le quote in questione ammontano al 70% della quota fissa e al 40% della quota variabile del premio di risultato.
“Siamo da sempre convinti che non debbano esserci lavoratori di serie A e di serie B, men che meno all’interno di un servizio pubblico”, ha dichiarato il sindacato.
“Siamo soddisfatti per aver assistito questi lavoratori nel non scontato obiettivo di recuperare il giusto riconoscimento economico”.

Il DIRETTORE DELL'ASL TO4 Stefano Scarpetta
Ma facciamo un passo indietro. I lavoratori in questione erano stati assunti dall’Asl To4 tramite la Manpower di Milano, in diverse figure professionali, dai tecnici di radiologia agli Oss fino al personale amministrativo. Secondo il sindacato, l’agenzia di somministrazione non aveva riconosciuto loro le quote economiche previste per il personale assunto alle dirette dipendenze. E’ stata la stessa Manpower a chiamare in causa l’Asl To4, sperando di scaricarle il barile in caso di condanna.
Fortunatamente il giudice ha dato ragione ai lavoratori, smascherando l’ennesimo caso di sfruttamento ai danni di chi lavora in appalto. Una vittoria importante che potrebbe fare da apripista per altri casi simili.
La Uil invita ora tutti i lavoratori che negli ultimi cinque anni hanno prestato servizio in Asl To4 tramite un’agenzia di somministrazione a contattare l’ufficio vertenze per istruire eventuali pratiche di recupero delle somme spettanti.
Non è più accettabile che i lavoratori in appalto siano considerati cittadini di serie B.
È ora di dire basta allo sfruttamento!
Essere un lavoratore in somministrazione, detto anche lavoratore interinale o "somministrato", significa essere assunti da un'agenzia per il lavoro (somministratore) che poi ti "mette a disposizione" di un'altra azienda (utilizzatore) per un periodo di tempo determinato.
In parole semplici, non sei dipendente dell'azienda in cui lavori, ma di un'agenzia interinale che fa da tramite.
Ecco alcuni aspetti da tenere a mente:
Contratto: hai un contratto di lavoro con l'agenzia interinale, non con l'azienda utilizzatrice. Il contratto può essere a tempo determinato o indeterminato, ma nel primo caso è più probabile che sia rinnovabile.
Retribuzione: la tua retribuzione è stabilita dal contratto di lavoro con l'agenzia interinale, ma deve essere almeno pari a quella dei lavoratori dipendenti dell'azienda utilizzatrice a parità di mansioni svolte.
Diritti: hai gli stessi diritti dei lavoratori dipendenti dell'azienda utilizzatrice, come ferie, malattia, maternità/paternità, sicurezza sul lavoro.
Tutele: in caso di problemi, puoi rivolgerti sia all'agenzia interinale che all'azienda utilizzatrice.
Limiti: i contratti di somministrazione a tempo determinato non possono superare i 36 mesi complessivi in un biennio, e non puoi essere assunto a tempo indeterminato dall'azienda utilizzatrice se non dopo un periodo di almeno 24 mesi di lavoro interinale.
Pro e contro:
Pro:
Contro:
In sintesi:
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