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11mila firme raccolte da Settimo Torinese per il fine vita, ma la Regione ancora non discute la proposta di legge

Continua la battaglia sul suicidio medico assistito: tempi più corti per la riunione del comitato etico

11mila firme raccolte da Settimo Torinese per il fine vita, ma la Regione ancora non discute la proposta di legge

Sono più di 11mila le firme che sono state raccolte in tutto il Piemonte per fare approvare la proposta di legge regionale di iniziativa popolare per accorciare i tempi e le procedure per l’assistenza sanitaria al suicidio medico assistito.

L’iniziativa era partita proprio da Settimo Torinese, nel marzo dell’anno scorso, con la consigliera Angela Schifino a farsi portavoce della proposta al fianco di Marco Cappato.

Le firme raccolte sono state depositate in consiglio regionale il 28 agosto dell’anno scorso - spiega Schifino - l’ordine del giorno relativo a questa proposta è partito proprio da Settimo e altri comuni del territorio hanno seguito. Tengo a precisare che quello che noi stiamo chiedendo è che vengano ridotti i tempi per la riunione del comitato etico per il suicidio medico assistito. Le tempistiche, nella nostra ottica, dovrebbero rientrare in 20 giorni, non di più”.

La raccolta firme sul territorio è stata coordinata dalla consigliera settimese Angela Schifino 

Il limite perché la proposta possa essere depositata in consiglio regionale ammonta a circa 8mila firme, numero che la raccolta settimese ha ampiamente superato. Nonostante questo, da parte di Regione Piemonte la questione resta in sospeso: il documento non è ancora nemmeno stato discusso.

Sì, siamo in attesa che questa proposta venga calendarizzata, da agosto. Qualche settimana fa con Marco Cappato siamo anche andati in Regione per una conferenza stampa sul tema e molti consiglieri si sono esposti a nostro favore anche dal centrodestra, ad indice che questo sia un argomento che deve andare oltre ogni colore politico - aggiunge Schifino - nonostante questo la proposta resta lì, ferma. Un conto è discuterla e poi decidere di non approvarla, ma non parlarne nemmeno è un segno di negligenza nei confronti non solo di chi ha lavorato per la raccolta, ma anche (e soprattutto) di poco rispetto per tutti i cittadini che stanno chiedendo tempi più brevi per la riunione del comitato etico sul suicidio assistito.

Il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni Marco Cappato 

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