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Gelmini - Bianchetta: ci eravamo tanto amati...

La sindaca uscente si aspettava questo sgambetto? Cosa spinge l'ex sindaco a candidarsi contro la sua ex assessora?

Gelmini e Bianchetta

Gelmini e Bianchetta

Tornado indietro nel tempo di cinque anni, alle scorse elezioni amministrative, potremmo vedere un sindaco che dopo solo un quinquennio decide di non ricandidarsi e una giovane assessora che decide di prendere con coraggio quel testimone presentando l'unica lista in corsa.

Quell'assessora è l'attuale sindaca Roberta Bianchetta. Quel sindaco, invece, è Sergio Gelmini che dopo questo mandato sabbatico ha deciso di ricandidarsi.

Sarà scontro Gelmini - Bianchetta alle prossime elezioni?

"E' prematuro dire se mi candiderò - risponde la sindaca uscente -. Sicuramente ci ho pensato e sono in corso le valutazioni del caso. Ma per il momento non intendo dire altro".

Si aspettava la candidatura di Gelmini?

"Beh, non l'ho certo scoperto dai giornali. Il paese è piccolo, la voce girava già da tempo ed era arrivata anche a me". 

Alle scorse elezioni Gelmini l'aveva appoggiata?

"Sì certo. Lui aveva deciso di non ricandidarsi, né a sindaco, né in lista. Nonostante avesse fatto solo un mandato aveva deciso di prendersi un periodo di stop. Probabilmente avrà fatto le sue valutazioni".

Ora però è pronto a sfidarla...

"Sì, ho letto le sue dichiarazioni, ma non intendo commentare. E poi non è ancora detto che mi ricandiderò".

Sergio Gelmini quand'era sindaco di Salassa

Dal canto suo Gelmini ci tiene a precisare: "La mia candidatura non è contro nessuno. Mi hanno chiesto di tornare e così ho deciso di ricandidarmi".

Quindi c'è dello scontento se le hanno chiesto di ritornare...

"Questo dovrebbe chiederlo alla gente. Però posso dire che da sindaco è impossibile accontentare tutti".

C'è qualche scelta dell'amministrazione Bianchetta che lei non avrebbe fatto?

"Beh, sì. Ce ne sono. Una per tutte quella sul vigile. Dopo aver tanto lavorato per cercare di potenziare il servizio di polizia municipale non averi mai rinunciato a quell'unico agente".

Ora Salassa è senza vigile?

"Ce n'è uno a gettone, ma non è la stessa cosa. Per molti anni abbiamo avuto un servizio associato con Rivarolo che ci garantiva un servizio anche fino alle 2 di notte. Erano anni in cui c'erano 17 agenti per tutto il consorzio. Poi, un po' per volta, sono diventati sempre meno. Fino a quando la convenzione è stata sciolta e la nostra agente è rientrata in Comune. Certo non era la stessa cosa, ma almeno era a tempo pieno".

E poi, cos'è successo?

"Nel 2022 la nostra vigilessa ha partecipato ad un bando pubblicato da Cuorgnè e se n'è andata. Salassa è rimasta senza vigile e l'amministrazione non l'ha sostituita. Ha fatto scelte diverse".

In che senso?

"Nel senso che l'amministrazione ha deciso di assumere un'altra figura in Comune che copre anagrafe e ragioneria. Una scelta politica legittima che io non avrei fatto. Il vigile è un po' come un carabiniere di quartiere e nel suo orario di servizio il senso di sicurezza in un paese aumenta notevolmente. Avere una figura che controlla il territorio funziona da deterrente per i male intenzionati".

Se dovesse vincere assumerebbe un vigile?

"Dicamo che è uno dei miei obiettivi principali ridare a Salassa un vero servizio di polizia municipale. Però non è così semplice. Essendo stata assunta una nuova persona bisogna vedere com'è l'organico. Metterci mano è complicatissimo perché la coperta è corta, cortissima e il potere di spesa dei piccoli comuni è molto ridotto".

E per quel che riguarda la sua lista, è pronta?

"Sì, la lista è già pronta e a breve la presenterò. Il fatto che si presentino più liste alle elezioni è una buona cosa. E questo a prescindere dal fatto che vinca uno o l'altro. Innanzitutto gli elettori potranno scegliere e i candidati non dovranno lottare per convincere le persone ad andare alle urne per paura di non raggiungere il quorum. E poi avere più liste permette di avere anche un'opposizione che è sempre un organo di controllo oltre a rappresentare per l'amministrazione uno stimolo, un pungolo. Arriviamo da un decennio di monoliste. La pluralità farà bene a questo paese".

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