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Ospedale di Chivasso al collasso, la maggioranza sprona il sindaco: fai qualcosa!

Un ordine del giorno delle forze politiche di governo per sollecitare Castello a convocare al più presto il Comitato dei Sindaci del Distretto di Chivasso - San Mauro

Chivasso

Sull'emergenza della sanità chivassese hanno presentato un ordine del giorno i capigruppo Stefano Mazzer, Veronica Davico e Adriano Pasteris

La maggioranza di governo della città impegna il sindaco a fare il sindaco.

A Chivasso ne abbiamo viste e sentite negli anni un po’ di tutti i colori, ma questa ci mancava.

Nel prossimo Consiglio comunale, in programma mercoledì 28 febbraio, il Partito Democratico e i gruppi consiliari di maggioranza di "Noi Per Chivasso" e "Sinistra Ecologista" presenteranno un ordine del giorno sul tema del potenziamento del presidio ospedaliero di Chivasso e dei servizi sanitari territoriali.

L’ordine del giorno mira a porre nell’agenda del primo cittadino Claudio Castello, in qualità di presidente del Comitato dei Sindaci del Distretto di Chivasso - San Mauro nonché di vice presidente della rappresentanza dei sindaci, l’impegno a convocare urgentemente le rispettive riunioni degli organismi collegiali di competenza perché, di fatto, c’è una sanità territoriale che, scusate l’eufemismo, non se la passa bene.

Basta aprire siti internet e giornali locali per rendersene conto.

Claudio Castello sindaco di Chivasso

Ci chiediamo: con quello che riportano i giornali, con le ultimissime sull’affollamento del Pronto Soccorso, il sindaco di Chivasso ha proprio bisogno della sveglia su un tema così delicato ed importante che tocca tutti, ma proprio tutti i cittadini?

La sanità territoriale non dovrebbe essere in cima alla lista delle sue priorità? Non foss’altro per il ruolo che ricopre come presidente del Comitato dei Sindaci.

E poi: perché la sveglia arriva dagli stessi scranni della sua maggioranza?

Delle due, l’una: o il sindaco è smemorato ed ha bisogno di un “boosterino” per non venire meno ai suoi impegni, oppure c’è qualche frizione tra i gruppi consiliari di maggioranza e l’esecutivo.

Di quest’ultima ipotesi difficilmente qualcosa trapelerà prima del Consiglio di mercoledì, ma intanto resta nel cittadino la sensazione che su di un tema così importante non debba essere la maggioranza consiliare a pungolare il sindaco, ma dovrebbe essere lo stesso a prendere in mano e per mano Chivasso e i colleghi del territorio.

Vabbè, Castello lo conosciamo, si dirà.

Ma, finché è lì, ben venga allora un richiamo alle sue responsabilità. 

Stefano Mazzer capogruppo del Partito Democratico

E così l’ordine del giorno ricorda al primo cittadino Castello qual è la realtà del chivassese e, soprattutto, quali sono le criticità.

Sulla base di quanto precede è possibile evidenziare immediatamente i principali punti di debolezza di questa articolazione aziendale che di seguito sintetizziamo:

  1. la presenza di un territorio ampio e disomogeneo (infatti l'estensione e la variabilità
  2. geografica sono notevoli);
  3. la presenza di sedi di erogazione dei Servizi sanitari distanti tra loro, non sempre facilmente raggiungibili con mezzi pubblici e maggiormente difficoltosi per le aree montane;
  4. la difficoltà a reperire personale medico specializzato in alcune discipline per
  5. carenze di medici specialisti.

A queste difficoltà se ne aggiunge un'ulteriore, peculiare del nostro territorio: l'importante carenza di posti letto disponibili presso l'ospedale di Chivasso che dovrebbe servire la porzione più consistente della popolazione dell'A.S.L. TO4, carenza resa più grave dall'attuale scarsa dispanibilità di posti letto presso l'ospedale di Settimo Torinese (SAAPA S.p.A.) che, come è noto, è stato recentemente posto in vendita. A fronte di questa difficile situazione, allo scopo di garantire alla popolazione residente la miglior assistenza sanitaria, abbiamo ritenuto di evidenziare le criticità presenti prospettando 3 assi di intervento”.

Poi ricorda al sindaco dove si deve intervenire.

Primo punto - leggiamo dall’ordine del giorno -: assistenza ospedaliera.

È indispensabile procedere in tempi brevi alla completa ristrufturazione dell'Ospedale "storico" di Chivasso. I tempi dichiarati per svincolare i fondi per procedere con i lavori non sono compatibili con la grave necessità di fornire ulteriori posti letto per la nostra popolazione. Non dimentichiamo che l'annosa questione della lunga permanenza dei pazienti in DEA e le periodiche "crisi" legate ad epidemie influenzali sono da attribuire in larga misura alla impossibilità di trovare posti letto per i pazienti che necessitano di ricovero.

Parallelamente è indispensabile fare quanto possibile per accelerare la realizzazione dei posti letto di terapia intensiva e subintensiva previsti dal "Progetto Arcuri".

Parallelamente è indispensabile fare quanto possibile per accelerare la realizzazione dei posti letto di terapia intensiva e subintensiva previsti dal "Progetto Arcuri": i lavori ci risulta procedano con estrema lentezza. È altresì indispensabile definire rapidamente destino e ruolo dell'ospedale di Settimo Torinese che deve continuare ad offrire posti letto post acuzie indipendentemente dall'esito del bando”.

Secondo punto - sempre dall’ordine del giorno -: personale.

Nonostante gli apprezzabili sforzi dell'azienda nel reclutamento del personale infermieristico, esistono ancora notevoli criticità. E' indispensabile attivare ogni possibile modalità di reclutamento ed eventualmente attingere a parte del fondo sanitario indistinto (D.G.R. del 21 marzo 2023, n. 37-6640) per le idonee coperture.

Per quanto riguarda il personale medico il nostro territorio usufruisce di una potenziale maggior attrattività data la facilità di collegamento con Torino, ma occorre tener presente che questo non basta: è indispensabile dotare le varie strutture complesse di attrezzature che consentano loro di competere con i grandi ospedali della Città di Torino oppure creare collegamenti funzionali forti con i reparti delle aziende sanitarie torinesi. Riteniamo opportuno sottolineare che le strutture complesse non devono essere incentivate esclusivamente alla produzione di prestazioni, ma devono vedere valorizzata la realizzazione di attività di alta specializzazione, in cui venga sostenuta la produzione scientifica e agevolata la partecipazione a congressi che rappresentano ottimi strumenti per arrivare al reclutamento di giovani professionisti”.

Terzo punto - ovviamente dall’ordine del giorno -: assistenza territoriale.

L’assistenza territoriale sta vivendo un momento di gravissima difficoltà in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione con la conseguente emersione di pluripatologie che non possono trovare nell'assistenza ospedaliera la risposta ai loro crescenti bisogni, si assiste ad un continuo depauperamento del patrimonio umano.

A destare le più gravi preoccupazioni non è solamente la presenza di una classe medica di età avanzata (con molti professionisti prossimi alla pensione) ma anche la gravità estrema di "eventi sentinella" come le dimissioni di giovani medici "massimalisti". Eccessivo carico lavorativo burocratico e impossibilità a trovare percorsi efficaci per i loro pazienti, sempre più complessi, alla base di queste scelte estreme.

Riteniamo indispensabile agire con decisione in questo settore. Occorre un vero e proprio "Piano Marshall" che metta intorno ad un tavolo tutte le articolazioni dell'A.S.L. TO4 per arrivare rapidamente ad uno snellimento delle pratiche burocratiche anche grazie all'impiego sempre più esteso delle potenzialità offerte dalla digitalizzazione. Solo in questo modo si libereranno risorse impiegabili per l'assistenzarmedica dei pazienti.

Tutta l'attività distrettuale deve essere potenziata anche per ottemperare alle richieste regionali di prendere in carico, mediante Assistenza Domiciliare Integrata, una quota sempre maggiore di pazienti ultrasessantacinquenni.

Non deve sfuggire la ineludibile necessità di fornire risposte concrete alla nostra popolazione anziana: in questo ambito il superamento dello Sportello Unico Socio Sanitario e la realizzazione di un Punto Unico di Accesso (P.U.A.) che disponga di adeguata dotazione di medici, infermieri, personale amministrativo è assistenti sociali sarebbe l'unico modo, a nostro avviso, di fornire un pieno coordinamento delle prese in carico e una garanzia di ascolto e valutazione dei bisogni.

I tempi di realizzazione delle Case di Comunità, ancora incerti, rendono indispensabile la progettazione indipendente e l'avvio del P.U.A. in un breve lasso di tempo, avvalendosi di una stretta collaborazione con il Consorzio dei Servizi Socio Sanitari della nostra Città”.

Insomma, Castello se ci sei batti un colpi e datti da fare.

 

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