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Ivrea

Fibra ottica e strade gruviera. Lavori fatti con i piedi

E' da ottobre che i cittadini si lamentano inascoltati

Fibra ottica e strade gruviera. Lavori fatti con i piedi

Fibra ottica e strade gruviera. Lavori fatti con i piedi

Strade da terzo mondo. Strade dissestate. Strade che assomigliano a delle carrettiere. Strade gruviera. Insomma, chiamatele un po' come vi pare. Si trovano qui, in Canavese, a Ivrea. Lo scrivevamo a ottobre e da allora non è cambiata una virgola. Niente di niente. Tutto esattamente come lo avevamo lasciato, se non peggio.

A lamentarsene era stato Claudio Lesca, Presidente dell'Associazione Pro Ambiente Quartiere Crist. Aveva preso carta e penna (mouse e tastiera) e inviato una lettera all’assessore alle “manutenzioni” Francesco Comotto segnalando una serie di pericoli (tra via Castiglia, via del Crist, via delle Germane, via Corzetto Vignot, via Falchetti, via Zani del Fra, via Chiaves) generati dagli scavi lasciati lì dalla ditta Solution 3.0 (per conto di Tim) che s’era occupata della posa della fibra ottica.

Il dito indice è tutto puntato sul ripristino scadente del manto stradale ed è bene aggiungere che da altre parti, per gli stessi identici lavori, dopo la posa dei cavi, le imprese hanno provveduto a stendere dei veri e propri tappetini di catrame larghi metà corsia.

A DISTANZA DI 4 MESI TUTTO E' COME LO AVEVAMO LASCIATO

lavori fibra ottica, Ivrea

Lavori fibra ottica Ivrea

E così, commentava Lesca “la ricopertura degli scavi longitudinali al senso di marcia, fatta con il cemento rosa, in molti tratti non è uniforme e provoca movimenti sussultori alle gomme delle biciclette o delle moto, con rischi di caduta”.

Mentre invece “la ricopertura degli scavi trasversali alla strada, fatta con catrame, sta già iniziando a sfaldarsi creando buchi, con rischi di cadute per chi transita. P particolarmente critica la situazione di via Castiglia all’imbocco da Porta Aosta”.

S’aggiungeva e ancora s'aggiunge un po’ ovunque “pietrisco e sabbiolina” che rendono instabile “la percorrenza in bici,  in moto e a piedi” ancor più dove manca il marciapiede. Quelli che ci sono “peraltro risultano tutti in pessimo stato, essendo in molti tratti sconnessi e pieni di buchi vicino ai tombini...”. Insomma il rischio di cadere o di perdere l’equilibrio è davvero concreto-

Senza contare - concludeva sempre Lesca  - “la possibilità che le pietruzze siano lanciate come proiettili dai pneumatici delle auto in transito (che molto spesso utilizzano le vie del quartiere come scorciatoia per evitare il traffico di Lungodora e via Circonvallazione, sfrecciando a forte velocità data la mancanza di dissuasori o almeno di cartelli di limite di velocità), colpendo e potendo ferire anche in modo grave i pedoni...”

Alcun operatori di SCS, nei giorni successivi alla denuncia, avevano cercato di fare pulizia ma il risultato era stato deludente e irrilevante.

“Chiedo che si intervenga il più presto possibile - era l’appello di Lesca a nome di tutti gli abitanti del quartiere -  Sono fermamente convinto che l’assessore presterà attenzione ad una richiesta che giunge da una parte della cittadinanza che, vista l’età avanzata manifesta criticità e necessità di particolare attenzione quale categoria particolarmente fragile...”.

Sul punto non ha dubbi il consigliere comunale d’opposizione Massimiliano De Stefano.

“È indispensabile  - stigmatizza  - che ci sia una verifica sullo stato del ripristino che in questo caso è stato approssimativo. Siccome sono state mandate diverse PEC dai residenti del quartiere, chissà cosa ne pensa l’assessore Francesco Comotto. Inutile dire che non ci sono soldi, parliamo di responsabilità dell’impresa ...”.

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