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17 Febbraio 2024 - 16:21
Massimiliano De Stefano. Sullo sfondo via Arduino a Ivrea
Un obiettivo che accomuna sempre più persone: trasformare Ivrea, nella città degli artisti di strada, non un giorno, due giorni o tre, ma tutto l’anno senza soluzione di continuità. Con giocolieri, mimi, danzatori, burattinai, pittori, saltimbanchi, skater, cantanti, suonatori, musicisti, ritrattisti, writer e body artist fin che ce n’è!
Proprio su questo si concentra una mozione, in discussione al consiglio comunale di lunedì 19 febbraio. Reca la firma del consigliere comunale Massimiliano De Stefano di Azione/Italia Viva.
Si richiama ad una legge regionale del 15 luglio 2003 sulla valorizzazione di tutte le attività proprie delle arti, svolte liberamente in spazi aperti al pubblico, ma anche all’articolo 24 del Regolamento di Polizia Urbana di Ivrea in cui si mette nero su bianco che l’attività artistica di strada non è soggetta alle disposizioni in materia di occupazione di aree e spazi pubblici.
“Perchè la si consideri tale - si legge - non deve essere esercitata per una durata superiore a due ore nello stesso luogo. Deve avvenire a non meno di 200 metri lineari di distanza o a non meno di due ore dalla fine della precedente esibizione, senza l’impiego di palcoscenico, platea, sedute per il pubblico e attrezzature diverse dagli strumenti tipici dell’attività stessa e tali da non occupare complessivamente un’area superiore a 4 metri quadrati.
Morale?
De Stefano chiederà al sindaco di impegnarsi a trasformare Ivrea in una città davvero ospitale verso gli artisti, incentivandone la presenza in tutti i modi possibili.
Con comunicati stampa da pubblicare sul sito e sui social, organizzando rassegne e festival dedicati a loro e, infine, individuando spazi in centro e in tutti quartieri della città
“Valorizzando la figura dell’artista di strada, cioè di colui che svolge, gratuitamente o accettando una libera offerta, in spazi pubblici o aperti al pubblico, attività artistiche di tipo musicale, teatrale, figurativo ed espressivo nel senso più ampio, valorizzeremo anche la nostra città...”.
E poi d’un tratto, così, per caso, ti addentri in via Arduino, in piazza Maretta e al Borghetto e ti sembra di essere finito in un altro tempo, in un’altra città. Un luogo bello, diverso, vivace, cosmopolita e turistico.
Può succedere, e a volte succede, che un sogno si trasformi in realtà. Quello di un’Ivrea un po’ Portobello Road’s che guarda a Londra e ai mercatini, ai musicisti di strada di Grafton street a Dublino. E poi si cammina fino a piazza Maretta, novella Montmartre di Parigi, con decine di pittori en plein air, infine al Borghetto, che è un po’ di Toscana...
Sarà anche un sogno per questa parte di Ivrea, spesso finita nelle pagine di cronaca per le “vetrine chiuse”, ma è da qui che si deve ripartire.
Lo sa Massimiliano De Stefano ma lo sanno anche quei commercianti che per dimostrare che da queste parti si fa sul serio, e davvero si vuole trasformare tutto il centro storico in qualcosa di diverso, han costruito attorno a loro un’associazione dal nome altisonante: Sbam.
“Sbam” come qualcosa che “sbatte”, che fa “ruomore”, che rompe gli schemi.
Dove “S” sta a quello che più ci piace, ma la “B” sta per Borghetto, la “A” per Arduino e la “M” per Maretta.
Ad affiancare la presidente Lorena Borsetti di Momilla, ci sono la vicepresidente Scirley Cordisco (Shirley Graphic), la segretaria Michela Brescacin (L’angolo conSfuso), il tesoriere Fabrizio Bison (Duja d’or), Rosella Cavallero (Foravia), Paolo Diane (Casa del cuoio) e Andrea Mazzone.
Secondo De Stefano e tanti altri “sì”, se solo l’Amministrazione della cosa pubblica ci mettesse un po’ del suo, con plateatico gratuito tutto l’anno, permessi, colonnine per la corrente e un accordo per i diritti Siae.
Basterebbe copiare quel che fa la città di Torino da anni aperta e accogliente verso le attività artistiche di strada, ritenendole importanti e utili per rendere migliore l’atmosfera creativa e culturale della città.
A Torino per attività di strada si intendono le esibizioni in luoghi pubblici (piazze, marciapiedi, zone pedonali) da parte di artisti che offrono spettacoli di intrattenimento di musica, teatro, giocoleria o altre discipline, ma anche tutti quelli che realizzano e vendono opere creative del proprio ingegno sul posto (pittori, ritrattisti, caricaturisti, ecc.), in esemplari unici.
Nel capoluogo piemontese, per rendere le attività e le esibizioni meglio fruibili dalla cittadinanza e compatibili con le esigenze dei residenti, è stato deciso di sperimentare un sistema di prenotazioni degli spazi con orari fissi attraverso la web app Arthecity.

Tutto chiaro?
Più o meno...
Qualche dubbio ce l’ha l’assessore al commercio Fabrizio Dulla.
“Ci troviamo in una zona Ztl - ci aveva detto qualche tempo fa - Esistono delle esigenze di chi abita qui. Se si dovesse decidere di proseguire su questa strada occorrerà coinvolgere i cittadini, per assurdo anche con un referendum. Tutto possiamo fare tranne che chiudere le strade e i parcheggi. Voglio dire che l’Amministrazione comunale non è contraria alle iniziative, tutt’altro, siamo anche disponibili a dare il nostro contributo e lo daremo. Cerchiamo di capire che cosa pensa la gente e come reagisce, guardano anche alle ricadute dal punto di vista economico...”.
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