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IVREA
15 Febbraio 2024 - 16:12
Mercenari in battaglia
E poi, ad un certo punto, dopo tre giorni di regole e divieti di accesso, quando piazza di città era gremita di gente come un uovo o come se non ci fosse un domani - e ce n’era così tanta da togliere il respiro - ecco che arriva un ufficiale “sborone” a bordo di una Citroën che comincia a suonare il clacson cercando di farsi spazio tra la folla.
Un cretino che più cretino di così non si potrebbe. Qualcuno si arrabbia e prende a pugni l’auto, ma non basta...
Poco più in là c’è la Mugnaia sul carro e da un’altra parte, in un casino che definire incredibile è dire poco, un organizzatore, a suon di bestemmie, cerca di avvicinarsi a lei con il cavallo del Generale, oggettivamente nervoso e pericoloso.

La gente tutt’intorno si agita, preoccupata che l’animale cominci a scalciare. Minuti di fuoco che si concludono con la decisione di tenere fuori l’animale dalla mischia. Ben fatto!
Ebbene sì, alla premiazione del martedì in piazza di città è stato il delirio, con uomini e donne schiacciati l’uno contro l’altro come sardine e tutti a urlare di non spingere. Il dito, manco a dirlo, è puntato dritto contro l’organizzazione.
Tra i più infuriati c’è Guido Santi, presidente dei Mercenari. La sua squadra è arrivata seconda, dopo i Diavoli, ma in quella piazza non è riuscito ad entrare.
“La sera del martedì, piazza di città deve essere degli aranceri - commenta, stigmatizza e si agita - Non poter entrare perché c’era il mondo, lo trovo una mancanza di rispetto. L’organizzazione avrebbe dovuto sgombrarla, far uscire tutto il pubblico, anche con gli idranti, e far entrare le prime tre in classifica. Siamo rimasti un’ora fermi all’ingresso di via Piave e, infine, abbiamo dovuto prendere atto che non ci sarebbe stato nulla da fare. Non lo dico per me. Per molti aranceri sarebbe stata la prima volta. Ho visto la loro faccia e non era bella da vedere...”.
Santi si dice in attesa di scuse “ufficiali”.
“Essere in piazza era un nostro sacrosanto diritto e non ci è stato concesso - alza il tono della voce - Ci sono sempre state squadre di serie A e squadre di serie B, ma se prima dei Mercenari arriva il pubblico, è come se ci avessero catalogati in squadra di serie C...”.
C’è da aggiungere che, in verità, i Mercenari pensavano quest’anno di vincere al posto dei Diavoli.
“Sì! E’ vero! Ma non è su questo che voglio polemizzare - commenta ancora Santi - Abbiamo consumato 1.200 quintali di arance e organizzato due grandi feste. Sulla carta avevamo già vinto e avremmo voluto fare festa. Me l’hanno rovinata non facendomi entrare in piazza di città. Il prossimo anno, se sto sul podio, dico a tutti di indossare il berretto frigio e togliersi la casacca...”.
Finita qui? Macché! La polemica, infatti, sta correndo ad una velocità inaudita sul gruppo whatsapp degli aranceri. Il dito indice è puntato sulle nuove regole “non date” ai carri da getto per votare le squadre a piedi. Durante una riunione tenutasi il 5 febbraio, infatti, tutti e 9 i presidenti, con i Diavoli contrari e l’astensione dei Mercenari, si è deciso di cambiarle.
Non più un voto da 1 a 9, ma da 1 a 5 con la possibilità di dare lo stesso voto a più di una squadra. Pare che la comunicazione non sia stata incanalata nel giusto modo e un paio di voti sarebbero stati annullati. Da qui in avanti “l’inferno”, giusto per rimanere in tema.
Tant’è, ma non tanto, considerando che la “combattività” vale per il 50% del giudizio finale. Altro appunto sul giudizio espresso per l’immagine che non si è mai capito bene chi lo esprime, ma che arriva da chi amministra la Fondazione e tutti sanno che sia il presidente Alberto Alma, sia il consigliere Fabio Vaccarono simpatizzano per i Diavoli.
Infine, e sono tre, sui social fioccano polemiche sul costo del biglietto venduto a 15 euro, anche a chi avrebbe dovuto pagarne solo 10 e dei tanti che, domenica, causa “affollamento”, non sono riusciti ad entrare in piazza Ottinetti e in piazza di città per le regole imposte dalla sicurezza.
E su questo, prima o poi, si dovrà decidere se le piazze sono solo degli aranceri (un’armata di 10 mila persone) o anche dei turisti e di chi vuole assistere alla battaglia.
In questa seconda ipotesi, si dovrà cercare di porre un limite alle iscrizioni, cosa non facile, per la verità.
E si torna a leggere i social. C’è chi risolutamente parla di “brogli” nei conteggi, chi stempera, chi accusa, chi punta il dito, chi minaccia di andare sui giornali, anzi no, ci sono già finiti.
“Non permettere alla seconda squadra classificata di arrivare in piazza è stato semplicemente vergognoso!” commenta furibondo Roberto Rao su Facebook e come lui tanti altri a cominciare da Valentina Terrando: “Dal Rondolino é arrivata anche la marea viola per prendersi il secondo posto, peccato gli sia stato impedito l’accesso in piazza.”.
E ancora non basta.
“Si sapeva già da inizio carnevale che vincevano i Diavoli per il loro 50°” stigmatizza Renato Titone.
Gli fa eco Anna Mazza: “Un finto 50 in verità i diavoli lo dovevano festeggiare l’anno scorso ma avevano paura della morte e hanno ben fatto quest’anno”.
Insomma non se ne esce.
La domanda è: ci sarà un motivo se i Diavoli sono la squadra di aranceri più premiata del Carnevale con 13 ori, 13 argenti e 7 bronzi?
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