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Verolengo
03 Febbraio 2024 - 12:15
Daniela Caminotto, 49 anni, candidata a sindaco alle elezioni amministrative di Verolengo
Verolengo, nel Chivassese, ha la sua prima candidata a sindaco. Ha 49 anni, fa l’insegnante della scuola primaria, è moglie e mamma di due ragazzi adolescenti.
E’ Daniela Caminotto, assessore all’Istruzione, Cultura, Scuola e Associazioni nella Giunta del sindaco uscente Luigi Borasio che, almeno per ora, non sa ancora se si candiderà alle prossime amministrative di giugno.
Caminotto vive a Casabianca e sta per concludere la sua prima esperienza amministrativa. Venne eletta nella lista “Siamo Verolengo” e, al momento, il primo cittadino uscente non le ha tolto la fiducia nonostante la frattura sia ormai insanabile.
Con Caminotto stanno lavorando alla formazione di una lista anche l’assessore Mirella Albano e il consigliere con delega alla Protezione Civile Romano Mautino. Insomma, il gruppo c’è.
“Sì, mi candido a sindaco e non ho nulla da nascondere: ho solo tanta volontà di fare”.
Luigi Borasio sindaco uscente di Verolengo
Daniela Caminotto è un vulcano di energia da spendere per la Verolengo che l’ha adottata da vent’anni ormai.
“Abbiamo voglia di fare cose buone e giuste per il paese - spiega la candidata a sindaco - quindi non vedo perché debba essere un mistero la mia candidatura. Stiamo lavorando ad una lista con un gruppo di persone valide: non è facile mettere insieme un gruppo che non solo sappia vincere le elezioni, ma che sappia fare squadra e lavorare bene anche dopo”.
La scelta di rompere con il sindaco Borasio è maturata in queste settimane.

Semplicemente abbiamo due vedute leggermente diverse dell’impegno verso la carica istituzionale che si rappresenta. Io gli ho chiesto di dare l’opportunità ad altri di farsi avanti ma lui non ha accettato questa condizione. E così eccomi qui.
“Io non ho nulla contro di lui - spiega Caminotto -, non voglio lamentarmi oggi del suo operato. Semplicemente abbiamo due vedute leggermente diverse dell’impegno verso la carica istituzionale che si rappresenta. Io gli ho chiesto di dare l’opportunità ad altri di farsi avanti ma lui non ha accettato questa condizione. E così eccomi qui”.
Nella visione di Caminotto un sindaco dovrebbe essere “prima di tutto disponibile, avvicinabile, deve aver voglia di dedicare del tempo alla comunità e deve essere volenteroso. Deve avere una visione, saper valutare bene quali siano le cose fattibili e quali no. IMi immagino un sindaco attivo sul territorio, così come noi assessori siamo stati attivi a Verolengo in questi anni”.
Ma di cosa hai bisogno, oggi, Verolengo?
“Verolengo ha bisogno di servizi, di chiarezza e di disponibilità degli amministratori che siano attenti alle esigenze dei cittadini - conclude Caminotto -. La gente ha bisogno di avere una prospettiva di un futuro migliore, vuole vedere della crescita nella comunità: Verolengo non può essere conosciuto solo come quel nome sul cartello di uscita dell’autostrada A4 Torino-Milano”.
Ma con chi se la vedrà, alle amministrative di giugno, Daniela Caminotto?
Fino a qualche settimana fa il primo cittadino Luigi Borasio aveva dato la sua disponibilità a ricandidarsi, a patto che non ci fossero fughe in avanti dei suoi e ci si dividesse in due o più schieramenti. Ecco, la fuga in avanti è arrivata.
“Per me il candidato sindaco deve essere uno solo - spiegava qualche settimana fa il sindaco uscente, raggiunto telefonicamente -. Che sia io o qualcun altro lo decideremo, ma se c’è l’intenzione di correre divisi, allora io per il bene del paese faccio un passo indietro. Sono vent’anni che mi dedico alla vita amministrativa del paese. Un periodo sabbatico non mi dovrebbe fare poi così male”.
Ecco: davvero Borasio sarà disposto a fare un passo indietro? E in questi mesi che mancano confermerà la fiducia ai suoi assessori oppure cercherà altre sponde?
La realtà è che i numeri rischiano di non essere dalla sua e, per concludere il mandato, lo status quo dovrà rimanere tale almeno fino alla chiamata alle urne.
Mal comune, mezzo gaudio.

Rosanna Giachello già sindaco di Verolengo e papabile candidata della lista "Progetto Verolengo Futura"
Sul fronte dell’opposizione uscente il gruppo “Progetto Verolengo Futura” alle amministrative ci sarà. Senz’altro. Come già aveva spiegato il portavoce Piero Rosa: “Stiamo cercando di lavorare ad un rinnovamento con persone che abbiano capacità, voglia di fare, il tempo da dedicare e che non abbiano interessi personali o trasversali. Ci presentiamo come gruppo civico pur avendo, la maggior parte di noi, un orientamento a destra. Chi sarà il nostro capitano lo decideremo più avanti”.
Tutti gli indizi portano all’ex sindaco Rosanna Giachello: Giachello non vede l’ora di rientrare dalla porta principale nell’amministrazione del paese.
Sbiadisce definitivamente l’ipotesi di Tiziano Matta, attuale consigliere di opposizione, già assessore con la stessa Giachello sindaco, come guida del gruppo di minoranza.
Resta sullo sfondo, invece, la candidatura a sindaco dell’outsider Mario Cena, classe 1948, una laurea in architettura al Politecnico di Torino, dipendente fino al 31 dicembre 2010 della Regione Piemonte con la qualifica di dirigente di settore.
Cena, che sarà priore del Santuario della Madonnina proprio nel 2024, è l’attuale presidente della sezione Vita Tre di Verolengo.
Il suo nome era già circolato come papabile candidato sindaco in tornate elettorali del passato ma alla fine non si era mai candidato perché “gli impegni professionali non glielo avrebbero consentito”.
Ora è in pensione.
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