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Chivasso
29 Gennaio 2024 - 19:29
Il biglietto di ingresso al Carnevalone di Chivasso quest'anno costerà 10 euro anziché 8 euro
Squillino le trombe, rullino i tamburi. Il Carnevale di Chivasso entra nel vivo e messo da parte il “Galà” al Castello di San Giorgio Canavese di sabato sera - che definire “gran” è un azzardo per i pochi e infreddoliti partecipanti - tocca ora agli appuntamenti della tradizione, a partire dall’investitura dell’Abbà e all’incoronazione della Bela Tolera, rimpire queste prime settimane di febbraio.
A tenere banco, però, non sono il proclama che verrà letto domenica prossima o la cerimonia solenne del Giovedì Grasso. No.
Oggi a tenere banco è qualcosa di più serio, che si respira nell’aria da settimane e che è deflagrato sabato sera al Castello di San Giorgio quando gli unici due rappresentanti dell’amministrazione comunale erano Claudia Buo, tra l’altro consigliera di opposizione, e Adriano Pasteris, tra l’altro ex Abbà. Insomma, i due erano lì per motivi personali più che per rappresentanza istituzionale.
Al “Gran Galà” per la prima volta da anni a questa parte e forse non è mai successo non si sono visti nè il sindaco di Chivasso Claudio Castello, nè il suo vice Pasquale Centin, nè tantomeno un componente a caso della Giunta.

Claudio Castello sindaco di Chivasso
Fin qui nulla di così scandaloso, per un evento che così com’è evidentemente ha fatto il suo tempo e non tira più, ma se si guardano ai rumors che circolano da settimane, bè sono assenze che fanno, appunto, “rumore”. Come cantava la Carrà.
Già perché quest’anno i rapporti tra la Pro loco L’Agricola di Davide Chiolerio e l’amministrazione comunale del sindaco Castello sono ai minimi storici.

Davide Chiolerio presidente della Pro loco l'Agricola
Dalle voci che escono dai corridoi di Palazzo Santa Chiara e dalle stanze di Palazzo Rubatto, sede della Pro loco, tra l’associazione e l’amministrazione i nervi sarebbero tesissimi dall’autunno. E in questi giorni rischiano seriamente di saltare.
Il motivo? Sempice: indovinate un po’? Il “vil denaro”.
Da una parte c’è l’Agricola che da settimane “tira” la coperta e chiede al Comune uno sforzo economico superiore rispetto agli anni passati, invocando aumenti di costi ed inflazione, per sostenere le spese del Carnevale.
Dall’altra c’è l’amministrazione comunale che considera sproporzionata, a fronte dello stesso programma degli anni scorsi, la richiesta di 15 mila euro in più avanzata dall’Agricola: dai 30 mila erogati nel 2023 si passa ai 45 mila euro richiesti per il 2024.
Che più o meno farebbe la cifra che il Comune di Ivrea, ad esempio, concede all’organizzazione del suo Carnevale. Ma quello è un altro discorso: tra il Carnevale eporediese, con la sua battaglia delle arance che genera due o tre milioni di euro di ricadute economiche su Ivrea (fonte Centro Studi Confindustria), e quello chivassese, che ricopre la città solo di coriandoli, un po’ di differenza c’è.
Che cosa farà, quindi, l’amministrazione del sindaco Castello? Cederà alle richieste di Chiolerio & soci, formalizzate attraverso una serie di lettere al Comune, oppure terrà la barra dritta sulla propria posizione?
Il Carnevale è entrato nel vivo e il contributo del Comune, intanto, non è ancora stato erogato. E difficilmente lo sarà a quelle cifre. La Giunta avrebbe infatti già deciso: il contributo sarà ancora di 30 mila euro e non di 45 mila euro come richiesto da Chiolerio & soci. Prendere o lasciare.
E, ovviamente, l’Agricola prenderà.
Ma intanto, per non farsi cogliere impreparata, l’associazione che organizza il Carnevale ha dato un “colpetto” verso l’alto al prezzo dei biglietti del Carnevalone di domenica 18 febbraio. Udite udite.
Dagli 8 euro a testa che si pagavano da anni ormai per assistere alla sfilata conclusiva della kermesse in maschera, l’ingresso al Carnevalone 2024 costerà 10 euro per tutti coloro che hanno più di 12 anni e che ovviamente non sono residenti. Guai a chi li tocca, i chivassesi.

L'ingresso al Carnevalone quest'anno costerà 10 euro contro gli 8 degli anni passati
Insomma, un ritocchino di 2 euro in più che, evidentemente, con le migliaia di persone attese, contribuirà a creare - si spera - una discreta somma.
“So’ soldi”, direbbe Maccio Capatonda. E chi gli dà torto.
Con gli aumenti di luce, acqua, gas, benzina, diesel, metano, tariffe per la sosta, i servizi cimiteriali, la mensa scolastica, la spesa, il pane, il latte, il caffè al bar, che sarà mai pagare anche 2 euro in più per il Carnevalone di Chivasso?
Già, che sarà mai?
D’altronde, ci sono la guerra in Ucraina e quella di Gaza, le rappresaglie degli Houthi in Yemen e l’Iran che potrebbe colpire da un momento all’altro.
Oh, ma sarà mica che è tutta colpa di Putin che ci tocca pagare un prezzo più alto pure per il Carnevalone di Chivasso?
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