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Anno giudiziario
27 Gennaio 2024 - 18:02
Gabriella Viglione e Sabrina Noce
«Da alcune intercettazioni telefoniche emerge che la criminalità sceglie obiettivi che rientrano nella competenza della Procura d'Ivrea». A rivelarlo, all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Torino, è stato il Procuratore generale reggente della Corte d’appello Sabrina Noce che nella sua relazione ha ripreso la denuncia più volte lanciata dal Procuratore capo d’Ivrea Gabriella Viglione.
“La politica ha pensato all'uccisione dell'orsa ma non ai gravi problemi degli uffici giudiziari di Ivrea, e a cambiare la situazione non è bastato nemmeno il clamore destato dall'incidente ferroviario di Brandizzo - ha stigmatizzato - Voglio ricordare che in quel periodo è stato convertito il cosiddetto decreto Caivano, con il quale il legislatore, per accontentare l'opinione pubblica, commossa per l'uccisione di un'orsa, ha inserito l'aggravante speciale per l'abbattimento dell'orso marsicano rispetto a quello Trentino. Non è bastato invece il clamore suscitato dalla strage di 5 laboratori sui binari di Brandizzo….”.
E poi ancora su Ivrea che è la Procura messa peggio in Italia per scopertura di organici ("circa il 90% rispetto al fabbisogno") e carichi di lavoro.
“Un contesto desolante - ha aggiunto - in cui devo segnalare due aspetti di straordinaria gravità: la mortificazione delle aspettative di giustizia dei cittadini del circondario e il fatto che ciò sia noto alla criminalità locale, che, come emerge da alcune intercettazioni telefoniche, sceglie obiettivi che rientrano nella competenza della procura"
“Un ufficio dove - ha concluso il Procuratore generale con il piglio di chi non vuole mandarle a dire - se ci si ammala non si può essere sostituiti. Dove, nonostante ogni sforzo, la valanga di arretrato cresce ogni giorno, dove i magistrati emettono atti pur sapendo che non potranno mai essere notificati, dove sono stati soppressi via via l'ufficio affari civili, l'ufficio giudice di pace, l'ufficio ignoti e che presto potrà occuparsi solo degli affari urgenti».
Ivrea ha un bacino di oltre 500 mila abitanti, il secondo del Piemonte, e ogni magistrato gestisce quasi duemila fascicoli l'anno.
Oggi i Sostituti procuratori (in linea teorica) sono 12, ma a questo adeguamento della pianta organica non è seguito un aumento del personale amministrativo e della polizia giudiziaria.

La soluzione?
Ridurre l'ampiezza della circoscrizione giudiziaria. È’ la proposta lanciata da Edoardo Barelli Innocenti, presidente della Corte d'appello di Torino. Il magistrato ha chiesto "al Ministero di farsi promotore di una nuova revisione della circoscrizione di Ivrea a cui andrebbe tolta tutta la 'cintura' dei Comuni più prossimi a Torino, lasciando gli attuali organici".
"Solo così - ha aggiunto - si potrà risolvere definitivamente il 'caso' Ivrea, diventato un caso nazionale dopo i gravi fatti di Brandizzo e della caduta dell'aereo delle Frecce Tricolori".
In prima fila il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.
“Sono assolutamente convinto - ha messo le mani avanti - che i magistrati abbiano ragione, ma d'altro canto ciò che ho sentito qui a Torino è una fotografia impietosa dell'inefficienza dei governi precedenti. Credete forseche il problema sia nato quest'anno? Questo è il primo governo che raggiungerà l'obiettivo storico di saturare le piante organiche dei magistrati".
Delmastro ha inserito tra i buoni risultati "l'abbattimento dell'arretrato e la riduzione del tempo di definizione dei processi". Una base di partenza da consolidare con un maxi-piano di assunzioni: se nel 2023 "sono entrati in servizio circa tremila dipendenti amministrativi a tempo indeterminato e altri 1.200 a tempo determinato", nel 2024 la magistratura sarà interessata da una quantità di nuove immissioni "pari a circa il 10%" dell'organico.
"Saremo il primo governo - ha assicurato - a saturare le coperture". Non solo dei giudici, ma anche degli educatori nelle carceri.
Manco a dirlo la platea torinese, tutti i giorni alle prese con i capricci del sistema telematico o con la mancanza di cancellieri, assistenti e pure di giudici onorari di pace (solo 15 sui 139 in organico), non si è infiammata.
Lungo l'applauso del pubblico, invece, a Simona Grabbi, presidente dell'ordine degli avvocati. Usando toni più sfumati ha chiesto pure "scusa" ma ha rintuzzato il sottosegretario sulle cifre pur non volendo arrivare al muro contro muro.
"Se rivolgiamo delle critiche ai governi di qualsiasi colore è solo per avere migliori strumenti di lavoro", ha messo la parola fine al dibattito il presidente della Corte d'appello, Edoardo Barelli Innocenti.
Da Giulia Cecchettin a Giulia Tramontano. Da Kata, la bimba scomparsa a Firenze, a Diana, la piccola di un anno e mezzo morta di stenti per essere stata lasciata da sola in casa per 6 giorni dalla madre, fino alla strage di Erba.
E poi Artem Uss, il figlio del magante amico di Putin evaso e ritornato in Russia, e il boss Matteo Messina Denaro. I grandi casi di cronaca oggi hanno fatto ingresso alle cerimonie dell'anno giudiziario di tutta Italia accanto ai temi su cui l'allarme è alto: i femminicidi e le violenze da codice rosso, a cui si aggiungono il boom del traffico di droga e i reati commessi dai minorenni.
Gli omicidi delle due giovani donne, uno avvenuto a novembre nelle campagne tra Venezia e Padova e l'altro a maggio alle porte di Milano, sono stati fotografati in chiave "tecnica" , attraverso il diritto di difesa.
"Sia chiaro a tutti che la toga del difensore è una funzione che viene esercitata nell'interesse dello Stato, risponde a un obbligo costituzionale, e deve essere chiaro a tutti che una sentenza è tanto più autorevole quanto più segua a una difesa adeguata al caso concreto", ha affermato il presidente della Corte D'Appello veneziana, Carlo Citterio, riferendosi alla petizione contro Giovanni Caruso, difensore di Filippo Turetta.
Anche il presidente della Camera Penale di Milano, Valentina Alberta, si è riferita alla vicenda del collega veneto e a quella di Alessandro Impagnatiello, imputato per aver ucciso Giulia Tramontano, la sua fidanzata in attesa del loro bimbo, e il quale ha avuto difficoltà a reperire un avvocato.
"Gli avvocati penalisti difendono accusati e persone offese, ma sono difensori tecnici, e non 'buoni' o 'cattivi' a seconda di chi sia il proprio assistito, né per soggetto assistito ma neppure per tipologia di imputati. Questo dobbiamo sempre ricordarlo, qualsiasi sia il nostro ruolo nel processo".
Inoltre è ritornata a parlare del filone del processo ad Alessia Pifferi, accusata dell'omicidio della figlioletta, che, si è scoperto nei giorni scorsi, ha portato all'iscrizione del registro degli indagati per favoreggiamento e falso le due psicologhe del carcere dove si trova la donna e il suo avvocato: "un attacco inammissibile" alla funzione del difensore Pure il nome di Kata è riecheggiato nell'aula del Palazzo di Giustizia di Firenze.
Le indagini sulla sua scomparsa sono state "rilevanti, anche per l'impressione che la vicenda ha destato nella pubblica opinione" ha spiegato il procuratore generale Ettore Squillace Greco.
"Si presentano di particolare complessità - ha proseguito - e si stanno sviluppando con il ricorso a tutti i mezzi possibili". Francesca Nanni, alla guida della Procura Generale di Milano, dicendo che l'"eccessiva pressione mediatica" e l'"ideologia" incidono sulla "qualità dei provvedimenti", ha tirato in ballo il braccio di ferro con il sostituto pg Cuno Tarfusser. Il quale, senza il suo consenso, ha trasmesso a Brescia la richiesta di revisione del processo ad Olindo e Rosa, condannati all'ergastolo per la strage di Erba ma da lui ritenuti innocenti, e che verrà discussa il primo marzo.
L'evasione di Artem Uss, ha invece, portato il presidente della Corte d'Appello milanese, Giuseppe Ondei, a lanciare una frecciatina al ministro Carlo Nordio, che ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei tre giudici che avevano concesso all'imprenditore gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico: la loro pronuncia "potrà essere errata e riformata nelle sedi giurisdizionali competenti, ma è fermo il principio che il magistrato non può mai essere sanzionato soltanto per aver svolto una normale attività interpretativa".
Infine a Palermo, il procuratore Maurizio De Lucia, ha parlato del tesoro del boss Matteo Messina Denaro: "nel corso delle perquisizioni" effettuate dopo la sua cattura "sono stati sequestrati 500mila euro in gioielli e 300mila in contanti, somme subito fatte confluire nel Fondo Unico per la giustizia".
In primo piano, però, nei vari distretti c'è sempre l'emergenza femminicidi. Sono "sempre troppi" anche laddove sono diminuiti. Lo stesso vale per i casi di stalking e le violenze di genere. In più da Milano a Napoli, da Trieste a Bologna fino Bari, il traffico o lo spaccio di droga sono aumentati. Così come i reati commessi da minori assurti addirittura a "baby boss, capi di clan" e reclutati nelle file della criminalità organizzata.
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