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Borgofranco d'Ivrea

Papa Francesco regala un rosario alla mamma centenaria del sindaco

Domenica scorsa Fausto Francisca era in Vaticano in Udienza Speciale con una delegazione di 200 Sindaci e ha ricevuto il prezioso dono

Papa Francesco regala un rosario alla mamma centenaria del sindaco

Un regalo speciale per mamma Fiorenza è quello con il quale è tornato da Roma il sindaco Fausto Francisca.

Sabato 20 gennaio, Papa Francesco ha accolto in Vaticano in Udienza Speciale una delegazione di 200 Sindaci e dipendenti Asmel, in rappresentanza degli oltre 4.300 Comuni italiani aderenti all’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali. Tra questi c'era anche il primo cittadino di Borgo Franco d'Ivrea.

"È stata una straordinaria occasione, carica di emozione e valore per tutti i partecipanti - racconta il sindaco -. Tutti sono profondamente grati al Santo Padre per l' attenzione al mondo dei Comuni specie quelli piccoli e periferici, analizzando i loro problemi e gli indirizzi progettuali, evidenziando la " denatalità", il ruolo del privato, l'ambito del sociale".
Poi il sindaco precisa: "E' un viaggio che ho fatto in rappresentanza dei 3mila 600 abitanti di Borgofranco, nessuno escluso".
Durante l'udienza Francisca ha ricevuto un rosario da portare a sua mamma Fiorenza che lo scorso 3 dicembre ha compiuto 100 anni.
In occasione del suo centesimo compleanno il Comune le aveva organizzato una grande festa e l'amministrazione le aveva conferito un "ricordo" da parte degli amministratori e del personale comunale.

Fiorenza con il figlio Fausto e l'amministrazione comunale

Classe 1923, Maria Fiorentina Vittonatti (per tutti Fiorenza) è un pezzo di memoria storica del paese.
Nei suoi racconti compaiono Camillo e Adriano Olivetti, Luigi Broglio (papà dell'astronautica) e il senatore Francesco Ruffini (tra i 12 professori che non giurarono fedeltà al regime fascista).
"Camillo Olivetti lo ha conosciuto quando lavorava al Centro di Formazioni Meccaniche della Olivetti - racconta il figlio sindaco -. Lei era piccola di statura e per arrivare al pantografo al quale lavorava, usava un banchetto di legno. Notandolo, Olivetti chiese subito ai capi di intervenire per metterla in condizioni di lavoro decorose e sicure".
Poi, continuando a sfogliare i ricordi della mamma, Francisca racconta: "Ad Adriano Olivetti, invece, si rivolse in un momento di difficoltà. Chiese un anticipo di soldi e lui glieli concesse senza problemi".
In Olivetti Fiorenza lavorò fino al 1969 passando dalla fabbrica di mattoni rossi di Ivrea, a San Bernardo, a Scarmagno: "A 46 anni smise di lavorare per seguire la famiglia. Io avevo da poco iniziato le superiori e fece questa scelta".
Erano anni, quelli, in cui il ricetto di Borgofranco era un brulicare di vita: "All'epoca - racconta il sindaco - abitava molta gente e c'era sempre molto passaggio. Si stava fuori e si parlava. Mia mamma era molto amica della mamma di Broglio che in paese era stata maestra. Parlavano molto insieme. E lui quando passava in paese veniva sempre a salutarla. Così come il senatore Ruffino. Quando tornava da Roma passava sempre per un saluto e faceva due parole con tutti".
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