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Lessolo

Dalla macchina da scrivere a quella per cucire: l'atelier di Emanuela, dove nascono gli abiti del Carnevale

Dopo 15 anni come ragioniera in Olivetti nella direzione del personale, Emanuela Barolat 29 anni fa ha scelto di seguire la sua passione

Emanuela Barolat

Emanuela Barolat

Dalla macchina da scrivere a quella per cucire. Sono passati 29 anni dal giorno in cui Emanuela Barolat Massole ha lasciato l'ambito posto fisso in Olivetti per dedicarsi alla sua più grande passione, il cucito.

E' stata lei quest'anno a confezionare i ricchi abiti dei Conti di San Martino, maschere della tradizione di Agliè. "Mi sono divertita moltissimo - racconta -. Loro hanno scelto il colore e le stoffe. Per tutto il resto mi hanno lasciato carta bianca e sono davvero molto soddisfatta del lavoro fattoNel 2020 avevo già realizzato gli abiti dei Conti e in questi anni ho vestito molte Castellane qui a Lessolo. Da me sono passati gli abiti dei Carnevali della Valchiusella ed ora sto lavorando a quelli di un carro di Borgofranco". 

Emanuela Barolat Massole con i Conti di San Martino, maschere di Agliè

Queste per lei sono giornate frenetiche: "Quest'anno il Carnevale arriva prestissimo e il lavoro si è sommato a quello delle festività di Natale e Capodanno. La prima scadenza era quella di Agliè. I Conti sono stati presentati ieri sera, giovedì 18 gennaio. Ora sto cucendo le giacche degli Ufficiali del Carnevale di Ivrea e casacche per gli arancieri in quantità. Quest'anno Diavoli e Morte. Lo scorso anno Tuchini. Ma posso dire di aver cucito casacche un po' per tutte le squadre".

Emanuela è una grande appassionata di Carnevale: "Tifo per i Diavoli, la squadra in cui tira mio figlio".

La sua è una storia di passione e coraggio: "Ero ragioniera, lavoravo nella direzione del personale dell'Olivetti. Quando è nato mio figlio ho capito che era giunto il momento di seguire la mia passione, di lasciare spazio alla mia creatività. Mi piace cucire, ma anche dipingere, creare con qualsiasi materiale".

Emanuela alla macchina da cucine nel suo laboratorio

Oggi Emanuela ha 58 anni e una vita in continuo rinnovamento tra mille progetti. Dal suo atelier di Lessolo non sono usciti soltanto alcuni tra gli abiti più belli del Carnevale, ma vestiti da sposa e da sera e tanto altro perché la sua fantasia non ha davvero limiti...

"Nel 1995, quando è nato mio figlio, ho deciso di lasciare il mio impiego in Olivetti - racconta Emanuela -. Ho aperto qui a Lessolo il mio negozio di tessuti e confezioni. Ad aiutarmi è stata mia mamma, Silvana Ramasco Volpon. Lei era una sarta di vecchia scuola che aveva lavorato anche per un prestigioso atelier di Aosta. Era stata in Olivetti una vita intera. Cuciva la sera e nei fine settimana. Averla accanto è stata la mia forza. Ha preteso solo che seguissi almeno un corso di taglio. Poi siamo partite in quell'avventura bellissima".

Il negozio di tessuti aperto 29 anni fa è poi diventato una merceria e ora non c'è più. A resistere però è stato il laboratorio di Emanuela.

"Dopo il lockdown tutto è diventato più complicato - racconta - e così per due anni ho ripreso a lavorare come segretaria par-time. Ora però sono pronta a riprendere l'attività al laboratorio a tempo pieno".

Ad animarla è un nuovissimo progetto: "Ho prodotto una linea di abbigliamento tecnico sportivo riciclando le vele dei parapendii".

L'idea le è venuta volgendo lo sguardo al cielo: "Ero a casa e stavo giusto pensando a quale materiale potessi riciclare, guardando verso il cielo ho visto le meravigliose e coloratissime vele dei parapendii. Non ci ho pensato due volte. Sono andata al Parapendio Club Cavallaria e ho chiesto a due istruttori che fine facessero le vele in disuso. Sono stati felicissimi di darmele".

Quando Emanuela torna a casa con quei tessuti coloratissimi non sa ancora cosa ne farà: "L'idea è venuta parlando con mio figlio che è un grande sportivo. Corre a piedi e in bici. E' stato lui a suggerirmi di realizzare dell'abbigliamento tecnico. Il tessuto dei parapendii, infatti, ha delle caratteristiche meravigliose. E' leggero, impermeabile al 100percento, anti vento, anti pioggia. Ho iniziato, così, a realizzare giacche, gilet, maglie. Ogni capo è unico e numerato. Ho già completato una linea autunno-inverno e subito dopo il Carnevale inizierò a realizzare quella per la primavera-estate".

uno dei capi realizzati con la vela di un parapendio

La linea si chiama E'mywings (le ali di Emanuela) ed è stata presentata per la prima vola a novembre con una sfilata il cui ricavato è stato devoluto all'Hospice di Salerano.

I capi realizzati da Emanuela torneranno in passerella il 7 febbraio a Diavolandia. Nel corso della serata per l'elezione di Miss Carnevale, le ragazze indosseranno i suoi capi tecnici realizzate con le vele dei parapendii. 

Oggi Emanuela ha un unico sogno: "Spero con tutto il cuore di portare avanti questo progetto e farlo conoscere ben oltre i confini del nostro territorio. Il primo passo è la realizzazione di un sito internet che verrà utilizzato come vetrina e per le vendite online di questi capi unici".

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