AGGIORNAMENTI
Cerca
Ivrea
16 Gennaio 2024 - 22:59
Matteo Olivetto e Laura Salvetti
Dal maggio del 2021 fino all’altra settimana ha guidato l’Associazione Spille d’oro Olivetti. Il suo mandato sarebbe scaduto ad aprile, in occasione dell’Assemblea degli iscritti, ma è di poche ore fa la notizia delle sue dimissioni. Laura Federica Salvetti lascia e al suo posto subentra Matteo Olivetti, un nome e un cognome di peso. Matteo a ripercorrere le ore del padre David venuto a mancare nel gennaio del 2021, insomma una garanzia.
S’è dimessa Salvetti e pure il vicepresidente Ermanno Lesca. Scorrendo i nomi dell’elenco dei consiglieri del direttivo, peraltro, già si sa che non si ripresenteranno per il prossimo quadriennio anche Luigi Fundarò e Francesca Franceschini. Ci saranno tutti gli altri: Lina Barbiero, Gianfranco Ferlito, Loredana Moretto, Ernesto Prelle, Alessandro Romussi, Cesare Rosset, Piergiorio Schincariol, Bruno Telatin e Rosanna Thiebat.
Tant’è. Oggi è già un altro giorno e con Matteo, figlio di David, nipote di Dino (l’ultimo figlio di Camillo) sull’Associazione, che conta oggi la bellezza di 900 iscritti, si fanno alte le aspettative.

Classe 1965, Matteo aveva partecipato nell’ottobre scorso, al tradizionale saluto a Camillo Olivetti sepolto nel cimitero ebraico di Biella.
La sua presenza non era passata inosservata tanto quanto il suo rifiuto a posare, come da tradizione ebraica, un sassolino sulla tomba.
“No, io non lo faccio. Mio bisnonno non era di fede ebraica… Non avrebbe mai voluto!”.
Come no?
E poi giù con un discorso di un quarto d’ora, su chi era Camillo.
Non sul fatto che fu uno studente di Galileo Ferraris, che quello già lo si sapeva.
Non che fece un viaggio lunghissimo negli Stati uniti d’America per apprendere cos’era la moderna industria, che anche questo si sapeva.
Non che da un punto di vista politico si fosse avvicinato al socialismo imperante in quell’epoca, quello romantico e umanitario, interpretato a Torino soprattutto da Edmondo De Amicis e poi di Filippo Turati.
Niente di tutto questo, ma del suo Dio, della sua fede, del suo io.
“Diciamo che mio bisnonno per quasi tutta la sua vita ha creduto in Dio ma non nelle religioni - ci aveva poi spiegato Matteo Olivetti - Poi nel 1934, alla morte di sua figlia, cade in una vera e propria crisi esistenziale e aderisce ufficialmente alla Chiesa Unitariana che aveva scoperto studiando negli Stati Uniti presso la Stanford University. Fu lì che ad un certo punto si stupisce della decisione del rettore di mettere a a disposizione uno stesso luogo per tutte le religioni del mondo…”.
Tornando alle Spille d’oro e al suo nuovo incarico, raggiunto al telefono, Matteo Olivetti conferma tutto.
“Mi avevano invitato ad un consiglio direttivo e io ho non me lo sono fatto ripetere due volte. - ci racconta - Mio papà seguiva tutto e io, figurati, per le Spille farei di tutto. Poi quando sono arrivato lì mi han detto delle dimissioni e io, su due piedi, ho dato la mia disponibilità a farlo pro-tempore. E’ stata una cosa che non mi aspettavo. Diciamo che sono ancora nella fase in cui sto cercando di capire quali sono le esigenze. Ho detto di sì per rispetto del cognome che porto e nel ricordo di mio padre. Il mio desiderio più profondo è che l’Associazione continui a lavorare e ad operare. Detto questo io faccio l’architetto, ho alcuni limiti ma ho un po’ di idee in testa ancora a livello embrionale. Ho bisogno di un po’ di tempo per elaborare un’idea di associazione capace di veicolare un concetto di fabbrica e di fare industria, mettendo le persone è al centro. E’ un po’ complicato da esporre. Ci voglio lavorare sopra ...”.
Soddisfatta per il lavoro portato avanti in questi anni, Laura Salvetti s’è comunque messa a totale disposizione per il passaggio di consegne.
-1697235112450-1705442328894.jpeg)
“Durante tutto il mandato - ci dice - ho cercato di scardinare l’idea di un’associazione di ex dipendenti cercando di aprirla al mondo. Un lavoro faticoso che lascio tutto nelle mani di Matteo...”.
Per la cronaca l’Associazione ha avuto come primo presidente onorario Arrigo Olivetti e come presidente effettivo Giuseppe Chiantore.
Ad essi sono seguiti Agostino Sanvenero, Piero Rozzi, Plinio Cilento, Mario Caglieris, David Olivetti e infine Laura Federica Salvetti, la prima donna.
L’Associazione Spille d’oro L’Associazione Spille d’Oro Olivetti, apolitica, aconfessionale, senza finalità di lucro, accoglie gli ex dipendenti del Gruppo Olivetti che hanno compiuto 25 anni di servizio in Azienda, al cui compimento sono stati insigniti della “Spilla d’Oro”, in ricordo del dono che il fondatore Camillo Olivetti fece alla moglie, Luisa Revel nel 1913, all’uscita della millesima M1, la prima macchina per scrivere.
All’Associazione possono anche iscriversi, come soci aderenti gli ex dipendenti del Gruppo Olivetti, anche se non hanno raggiunto i 25 anni di anzianità di lavoro, i coniugi superstiti, i famigliari, i simpatizzanti, che partecipano o desiderano partecipare alle attività associative e che condividono i valori Olivetti.
L’Associazione è presente anche fuori del Canavese con le sei delegazioni di Crema, Marcianise, Massa, Milano, Pozzuoli e Roma.
Nel 1933, in occasione del venticinquesimo anniversario di fondazione dell’Azienda, Camillo Olivetti insignì della “Spilla d’Oro”, i dipendenti con venticinque anni di servizio. Alla vigilia della seconda guerra mondiale le “Spille d’Oro” erano 35.
Nel dicembre del 1946, per iniziativa di un gruppo di anziani, fu costituita l’Associazione “Spille d’oro” “con lo scopo di mantenere e rinsaldare i vincoli di fratellanza tra i vecchi dipendenti della Olivetti” Passata la guerra, la consegna delle “Spille d’oro” riprese nel 1948, quando l’ingegner Adriano Olivetti, da dieci anni subentrato al padre alla guida della società, insignì del distintivo 116 anziani.
“Per noi della seconda generazione della fabbrica - disse in quella occasione - ’Spille d’Oro’ e ingegner Camillo sono termini indissolubili: essi rappresentano la nostra storia, qualche cosa del passato che è necessario sia ancora presente, perché il nuovo non nasce che dal vecchio; e guai a quegli innovatori che non riconoscono che nel passato c’è qualche cosa che non si può uccidere, né distruggere, né trascurare”.
Da allora l’Associazione si è andata sviluppando e consolidando, fino a contare oltre diecimila soci.
La Olivetti è stata tra le prime aziende in Italia a voler ricordare, con la “Spilla d’Oro”, la fedeltà al lavoro ed all’azienda di operai, impiegati e dirigenti. Per i 50 anni della Olivetti, nel 1958, furono coniate anche le prime “Medaglie d’Oro” da assegnare ai lavoratori che avevano compiuto 35 anni di attività nell’azienda.
Nel 1959 fu istituita la “Spilla d’Oro azzurra” da assegnare ai dipendenti con 25 anni dì servizio presso i concessionari e agenti della Olivetti.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.