AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
14 Gennaio 2024 - 19:10
C’è una frana da 2milioni di metri cubi di materiale terroso, e rocce, che da circa ottant’anni, mette a rischio l’intera valle.
Il versante franoso, a monte, è ad Andrate. Il rischio, a valle, è sulle frazioni di Borgofranco, Biò, San Germano, Baio Dora.
In passato sono state travolte anche le case di Quassolo. Era il 1942 e ci furono ben 7 morti. Nel 1944 toccò a Biò, frazione di Borgofranco: "La frana buttò già 4/5 case, tra queste ce n'era anche una della mia famiglia" racconta il sindaco Fausto Francisca.

Il sindaco Fausto Francisca
Poi, nel 1994, la terribile alluvione e quella notte di novembre in cui la frana travolse borgata Paratore.
"Quella borgata è proprio inadatta alle abitazioni. Si trova a mezza costa, nel bacino di un fiume. L'errore è stato di chi nel 1985 ha dato i permessi di ristrutturare quei vecchi ruderi".
Il riferimento è alla causa Zilli. A fine anno la Corte di Cassazione ha condannato il Comune di Borgofranco a pagare l'intero valore della casa che Silvia Zilli e la sua famiglia hanno dovuto lasciare e che poi è stata rasa al suolo. per i giudici, oltre al contributo preso per la ricollocazione, la famiglia aveva diritto al risarcimento completo a causa degli errori e delle omissioni compiute dalle amministrazioni comunali nella gestione dell'emergenza idrogeologica.
La sentenza parla di circa 300mila euro, ma tra il calcolo degli interessi legali e tutto il resto, Borgofranco dovrà sborsare ben 700mila euro.
"Quei soldi ci sono - spiega il sindaco Fausto Francisca - sono stati già messi da tempo a bilancio. E' la legge a prevederlo. Per ora preferisco non commentare, dico solo che a breve avrò un incontro in Regione perché quello che dice questa legge è gravissimo. Stabilisce un principio che rischia di bloccare ovunque i meccanismi di ricollocazione. Perché dice che oltre al contributo bisogna pagare il valore effettivo dell'immobile da lasciare. Ma quelle case valevano zero. Andavano solo abbattute".
Delle 7/8 case che c'erano in borgata Paratore ne resta in piedi solo una ed un solo nucleo familiare che resta lì assumendosene la responsabilità. "Eppure - spiega Francisca - abbiamo l'obbligo, in caso di rischio alluvionale, di portare via queste persone con i carabinieri. L'ultima volta è successo nel 2013, ma potrebbe succedere ancora".

La casa di Silvia Zilli travolta dalla frana del 1994
Paratore presto diventerà una frazione fantasma perché anche quell'ultimo nucleo familiare ha accettato la ricollocazione e non appena saranno terminate le procedure, andranno via dall'antico borgo.
Il rischio resta sulle teste degli abitanti delle altre frazioni.
A Biò abitano 150 persone. A Baio Dora ce ne sono 500 e a San Germano 300. "Il carico antropico è bloccato da prima dell'alluvione del 1994 - spiega Francisca -. Ciò significa che il numero degli abitanti non può aumentare. Può essere integrato se qualcuno va via o muore, ma deve restare in questi limiti. E ciò perché in passato lì ci sono già state delle frane".
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.