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A Ivrea spunta il sindaco di Bergamo: "Mi candido alle Europee"

Ospite della sezione eporediese del PD, Gori ha anche parlato di stretta attualità: dall'abuso d'ufficio al caso Pozzolo

Giorgio Gori stamattina a Ivrea

Giorgio Gori stamattina a Ivrea

Qualcuno che conosce meglio degli altri la politica italiana si sarà accorto subito che a camminare per le vie del centro storico di Ivrea stamattina c'era Giorgio Gori, sindaco di Bergamo ed esponente di primo piano del Partito Democratico. Perché è passato di qui?

No, non per fare i complimenti tardivi al collega Matteo Chiantore (che all'incontro con Gori è arrivato dopo) a distanza di sei mesi dalla vittoria: semmai perché si candida alle europee. Ne ha parlato a chi l'ha accompagnato per la città fino alla sede del Pd eporediese.

C'erano l'assessore Fabrizio Dulla, il consigliere regionale Alberto Avetta, il segretario dem cittadino Francesco Giglio, l'assessore Gabriella Colosso, il presidente del Pd di Ivrea e coordinatore provinciale del partito Maurizio Perinetti, il consigliere comunale Emanuele Longheu e il presidente del consiglio comunale eporediese Luca Spitale.

Gori all'incontro di stamattina

"Eravamo una trentina: sia militanti del PD sia quelli del Movimento federalista europeo. Quest'anno Gori terminerà il mandato da sindaco di Bergamo e in concomitanza ci saranno le elezioni europee, a cui sta pensando di candidarsi" ci racconta proprio Giglio.

A proposito della candidatura al parlamento europeo Gori aveva detto un mese fa al Quotidiano Nazionale che "le conferme arriveranno a primavera. Tuttavia mi pare ci sia abbastanza consenso attorno alla mia candidatura e questo mi autorizza a guardarmi intorno".

Gori con il Pd eporediese

E guardarsi intorno è stato quello che ha fatto a Ivrea. Ai giornalisti Gori ha fatto qualche battuta anche sull'attualità. Oltre al caso Pozzolo ("Se non è stato lui a sparare allora dica chi è stato") anche sull'abrogazione dell'abuso d'ufficio: "Sono d'accordo" ha detto il sindaco di Bergamo.

E come lui sono d'accordo un po' tutti i sindaci d'Italia, o quasi: quella norma, così vaga e poco "tipizzata" viene vista dagli ottomila sindaci italiani come un intralcio. La chiamano "paura della firma". E per scacciarla via, destra e sinistra si mettono assieme volentieri.

Il primo sì all'abrogazione del reato è arrivato. Ora bisognerà completare l'iter nella navetta parlamentare. E 8mila sindaci incrociano le dita. Il sindaco di Bergamo ha anche parlato tanto di Unione Europea, di come rafforzarla e di come farla interagire meglio con gli enti locali (vedasi il dossier Pnrr).

Intanto Gori gira: Santhià, Biella, Verbania, e in generale dove si trova qualche sindaco del Pd ad accoglierlo. 

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