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Ivrea
07 Gennaio 2024 - 18:24
L'assessore Francesco Comotto e il consigliere Massimiliano De Stefano
Prendi una stazione ferroviaria, quella di Ivrea. Prendi un’Amministrazione comunale, sempre quella di Ivrea, e torna indietro nel tempo a quando si decise di partecipare ad un bando, lo si vinse e si costruì un Movicentro, che è un modo elegante per soprannominare una “stazione per autobus”. E c’è un piazzale, ci sono le tettoie e i posti auto. Quindi si parcheggia e ci si mette in viaggio.
Per arrivare a tanto ci sarà stato un progetto o un’idea? Pensiamo proprio di sì. Avran ragionato “che sarebbe stato meglio e più salutare far defluire fuori dal centro il traffico di mezzi pesanti?”.
Bene! Passano gli anni e oggi che si fa? Si decide di tornare all’antico. Di far finta che il Movicentro non c’è, quindi di far tornare i pullman in quel corso Costantino Nigra che si voleva liberare.
Boh! Come in Blade Ranner ci saran cose che noi “umani” ...
Il perchè - ai tanti che si sono fatti la domanda senza riuscire a darsi una risposta - cerca di spiegarlo l’assessore Francesco Comotto.
“Le modifiche alla viabilità e relativi parcheggi - scrive sul suo profilo di Facebook - sono state elaborate e concertate con svariati incontri tra RFI, Bus Italia, Uffici comunali, Vigili urbani e Amministrazione. Giuste? Sbagliate? Non è facile dirlo, ma certamente pensate per contemperare gli interessi della collettività, degli operatori e dei viaggiatori al fine di minimizzare i disagi e garantire un servizio di trasporto alternativo ai treni che riesca a garantire buoni livelli di puntualità. Ognuno di noi può legittimamente pensarla diversamente, ma deve essere consapevole che dietro a ogni decisione c’è un lavoro preparatorio complesso e condiviso da una molteplicità di soggetti che non saranno tutti degli sprovveduti. Detto questo si tratta di una situazione eccezionale che non ha precedenti e che cercheremo di affrontare al meglio confidando nella collaborazione di tutti ascoltando tutte le proposte, idee, critiche costruttive grazie alle quali si cercherà di superare eventuali criticità....”.

Ecco, appunto, per molti, quel mettere a confronto due soluzioni proprio non lo si sarebbe dovuto fare per non trasformare in sprovveduti quelli che il Movicentro l’avevano pensato e progettato...
Talmente “strampalata” la decisione che un cittadino ribatte...
“Sono consapevole di tutto questo, immagino non siano state prese decisioni “a caso” ma potendo dare una mia opinione credo che i disagi si inizieranno a vedere quando ci sarà il rientro nelle scuole. Su quella stessa banchina ci sono centinaia di studenti che scendono per raggiungere le Scuole superiori poste nei paraggi e nello stesso spazio si intende far fare manovre a 4-5 (o forse più) mezzi da 15 metri che attendono i pendolari da e per Aosta? Per quanto tempo in sosta? Senza contare che la stazione si trova “in un incrocio” di ingresso in città per chi proviene da sud (Via Torino) e da ovest (Via Jervis) già caotico normalmente in alcuni orari. Non saranno degli sprovveduti ma almeno conoscono Ivrea? Abbiamo già avuto diversi esempi di progetti fatti da professionisti smentiti dai fatti. Ribadisco la domanda: questi stessi pullman non potevano essere fatti fermare al Movicentro dove ci sono gli spazi adatti? per guadagnare quanto tempo, 5-10 minuti di tragitto urbano perfettamente recuperabili in autostrada?”.
Abbastanza inferocito è anche il consigliere comunale Massimiliano De Stefano.
“Viviamo in un mondo al contrario... - commenta - Con la partenza degli autobus dal Movicentro si eviterebbe di prendere in ostaggio la stazione vecchia. D’altronde, il Movicentro per quale motivo lo hanno costruito se poi, alla prima vera necessità non lo si utilizza come valvola di sfogo, facendo subire ai cittadini tutto il disagio... Se stessimo parlando di un disagio temporaneo non staremmo qui a parlare. Se va bene, i lavori per l’elettrificazione finiranno tra tre anni!!”.
Con la stessa motivazione (salvaguardare la viabilità in corso Nigra) - ricorda sempre De Stefano - era stato bloccato il progetto Genco di un supermercato Nova Coop al posto dell’ex casa Molinario...
Cartina alla mano per il consigliere comunale gli autobus provenienti da Via Jervis dovrebbero girare a destra in via Torino, prendere il terzo ponte, quindi raggiungere il Movicentro che si trova a 1300 metri. In uscita potrebbero far rotta su Scarmagno, passando dal terzo ponte, oppure su Pavone Canavese con uscita San Bernardo e prendere l’autostrada a Banchette.
“Ho letto da qualche parte - insiste - che l’assessore Massimo Fresc parlava di via Dora Baltea.... Nessuno l’ha mai indicata....!”
Da qui in avanti “apriti cielo”. Colpa mia. Colpa tua.
Colpa di Sertoli che non s’è mosso. Colpa di Chiantore che dopo i proclami s’è seduto. Colpa di tutti.
La verità è che il vero caos (si salvi chi può!) è ancora di là da venire e arriverà quando inizieranno i lavori al tunnel con la chiusura di una corsia sul lungodora e il doppio senso di circolazione in via Garibaldi.
Andare in cerca di una soluzione per non intasare una strada principale com’è corso Nigra dovrebbe stare al primo posto dei pensieri di un’Amministrazione comunale e pazienza se per raggiungere Aosta ci vorranno 5 minuti in più.
Il parcheggio
Resta poi l’enigma sul parcheggio di via Di Vittorio.
Il sindaco Matteo Chiantore aveva raccontato di un possibile accordo con il proprietario. Non se n’è saputo più nulla. Di quegli stalli - bene sottolinearlo - ce n’è un gran bisogno.
Anche su questo, una spiegazione la dà Comotto, rispondendo ad un cittadino che si lamenteva dei parcheggi che non ci sono più.
“I parcheggi nel piazzale della Stazione - inforca - erano a disco orario e destinati a chi doveva accompagnare i viaggiatori non certo da utilizzare dai residenti della zona per una sosta permanente. Gli stessi parcheggi che per la durata del cantiere sono stati tolti dal piazzale, necessario agli autobus sostitutivi, saranno a breve resi disponibili in via Di Vittorio e in corso Nigra rendendo liberi a disco orario un certo numero di stalli oggi a pagamento. Si tratta quindi di una modifica a saldo zero...”.
Fine della prima puntata ma è evidente che ce ne saranno altre.
Vero è che se Ivrea “piange”, Aosta “ride”.
“Il servizio sostitutivo autobus? E’ cominciato bene, senza intoppi” ha commentato la scorsa settimana Massimo Giugler, presidente dell’associazione Pendolari stanchi della Valle d’Aosta.
“E’ chiaro - ha aggiunto - che dobbiamo ammettere noi per primi che saranno anni di disagio. Ma un conto è avere un disagio, un conto un disservizio, come corse saltate o capienza insufficiente a bordo “.
“Fino ad ora abbiamo apprezzato - ha spiegato Giugler - il lavoro di questi mesi svolto dall’assessorato regionale ai Trasporti della Valle d’Aosta e da Trenitalia, che sono venuti incontro alle esigenze di chi viaggia”.
In questo senso il presidente dei Pendolari stanchi ricorda che “il primo orario uscito, a inizio del dicembre scorso, era diverso da quello di oggi” e che “anche in questa fase c’è stato uno sforzo per andare incontro alle nostre osservazioni. Per ora si è ben lavorato. Siamo sicuri che questo dialogo potrà continuare, per affrontare anche le difficoltà che emergeranno: ci sono molte variabili, dal maltempo al traffico”.
Soddisfatta pure Trenitalia.
“Fino ad ora non ci sono state criticità né ad Aosta, né a Ivrea, né nelle località intermedie - ha commentato Fabio Cairoli, direttore di Trenitalia Valle d’Aosta. Mi aspettavo una situazione peggiore. Molti viaggiatori si sono presentati subito con il biglietto stampato e sono saliti in autonomia....”.
Non ultimo l’assessore regionale ai trasporti valdostano Luigi Bertschy”: “I primi giorni di rodaggio sono serviti per preparare il servizio. La riapertura delle scuole sarà un ulteriore banco di prova del modello di trasporto che abbiamo progettato. Alla fine di questa settimana, faremo una disamina generale e trarremo le prime valutazioni, prendendo in considerazione anche le osservazioni degli utenti, come già è avvenuto prima dell’avvio del servizio.”.
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