Cerca

Politica

"I sindaci devono guadagnare di più, ma devono essere eccellenti!"

Parla il sindaco di Rocca Alessandro Lajolo a qualche mese dalle elezioni che lo vedranno ricandidato

Alessandro Lajolo

Alessandro Lajolo

La sua ricandidatura Alessandro Lajolo l'ha comunicata con un post su Facebook. Ha infilato la notizia dentro al messaggio di auguri per il nuovo anno. Ma noi ne siamo sicuri: in paese lo sapevano già tutti. A Rocca Canavese, 1700 anime, la notizia probabilmente stava circolando da qualche settimana.

Dopo quattro anni e mezzo di amministrazione, ora per Lajolo è arrivato il momento di tirare le somme. I quindici punti del programma elettorale, ci dice a telefono, li ha completati tutti. Ha rifatto le strade, ha lavorato sul cimitero comunale, ha fatto persino realizzare una statua all'ingresso del paese.

E poi ha comunicato tanto: i post su Facebook non si contano, come pure le iniziative di carattere simbolico. Dalla cittadinanza onoraria all'Arma dei Carabinieri a quella concessa a Massimiliano Latorre, passando per il sostegno espresso dal consiglio comunale (dove non c'è opposizione) al colonnello Carlo Calcagni, militare che si è ammalato dopo aver partecipato alla missione di pace in Bosnia-Erzegovina nel contesto dei conflitti interetnici dei Balcani.

L'annuncio di Lajolo

"Sono quindi pronto a mettere ancora al servizio della nostra comunità la nostra dedizione, la mia passione e il mio impegno per la nostra comunità e per la nostra Rocca - ha scritto Lajolo sui social a fine 2023 -. Conto sul vostro sostegno e sulla vostra fiducia per continuare insieme questo percorso di crescita e sviluppo. Alle prossime elezioni comunali di giugno 2024, sarò pronto a presentarmi con onore e meritare nuovamente la vostra fiducia".

Ciao Alessandro. Allora, hai deciso di ricandidarti?

Sì. L'idea c'è, ma la candidatura va sostenuta da un gruppo: ci vogliono persone che ti sostengano, anche perché in questo secondo mandato avrò un atteggiamento più severo: abbiamo dato molto e quindi saremo molto più severi con noi stessi. Avremo bisogno di un gruppo che sia all'altezza delle performance e delle qualità amministrative in questo primo mandato. Ci saranno sicuramente persone nuove.

Però il gruppo di base c'è...

Sì, e poi c'è qualcuno che, per necessità di vita, non avrà più la possibilità di dedicare quell'impegno costante che io chiedo, e quindi lasciano il posto, ma questo senza attriti: resteranno tutti nel gruppo dei sostenitori.

Qual è la cosa che hai fatto in questi anni e che ti lascia più soddisfatto?

Abbiamo portato avanti due generi di attività amministrativa: le attività visibili e le attività "invisibili". Rientra nelle attività visibili tutto quello che riguarda le infrastrutture. Le attività invisibili riguardano invece l'erogazione dei servizi, compreso il contrasto e il contenimento che abbiamo dovuto attuare contro questo malefico covid. 

Prima di fare il sindaco nel 2019 avevi fatto il consigliere comunale

Sì, nel 2014 sono stato eletto consigliere, e ho avuto modo di avvicinarmi direttamente all'amministrazione per capirla dal di dentro. Nel corso del tempo ho maturato l'idea per cui sindaco e giunta devono essere dei professionisti del settore Penso che che si debbano aumentare le indennità ai sindaci che hanno grandi responsabilità, ma a quel punto i sindaci dovrebbero dare la disponibilità per fare solo amministrazione e per garantire l'eccellenza del risultato. Ad oggi, i sindaci che danno maggiore disponibilità sono i pensionati, e questo preclude spazio ai giovani: c'è difficoltà a trovare persone giovani che abbiano tempo. Fare bene l'amministratore richiede parecchio tempo personale. Penso a una figura femminile, magari una giovane mamma, che faccia il sindaco: non è facile. Spesso si sente dire in giro 'Eh ma fa il sindaco solo per poi andare in regione o nelle partecipate'. E va bene, però intanto tu stai facendo il sindaco, e se un bimbo nella scuola si schiaccia il dito nella porta ti indagano, sia dal punto di vista professionale che morale.

I lavori di miglioramento del cimitero

Ecco, il tema è di grande attualità: trova giusto il fatto che il sindaco risponda di fronte a un giudice di tutto quello che succede sul suo territorio?

Sicuramente questo tipo di responsabilità andrebbe rivista, perché esistono i funzionari responsabili dei servizi. Il sindaco è un organo politico di indirizzo amministrativo.

Tu prima parlavi di eccellenza nel lavoro dei sindaci: tu l'hai raggiunta?

Sai, non posso darmi da solo questa valutazione. Preferisco che siano i fatti e la soddisfazione dei contribuenti a parlare per noi, e oggi li vedo tutti sereni e sorridenti.

Ma ci saranno anche i cittadini meno contenti: con loro come ti sei comportato? 

Guarda, io di indole non prendo le cose di punta, cerco di mediare. Sono un liberale, un garantista, un democratico, e so ascoltare. Quando vado nelle scuole faccio spesso questo giochino: chiedo cosa fa il sindaco. Tutti rispondono 'il sindaco comanda', perché l'idea comune è che il sindaco sia un re seduto su un trono. E invece per essere un buon sindaco devi saper ascoltare il doppio e parlare la metà, ma quando parli devi saper risolvere tutti i problemi che ti si sono presentati. Se si può fare nel rispetto di norme e regolamenti lo si fa. Se invece non si può fare ti metti il cuore in pace e non lo fai. Noi vorremmo che i nostri interlocutori escano dal municipio sempre soddisfatti, nel bene o nel male. Procrastinare quello che possiamo fare oggi è solo una perdita di tempo per uffici e dipendenti.

Tuo papà è stato sindaco per tanto tempo: gli hai mai chiesto qualche suggerimento? 

Ho utilizzato la sua esperienza da cartina tornasole e fonte di informazioni per quel che riguarda la memoria storica e la gestione amministrativa, usando anche un po' di capacità da parte mia e da parte sua di saper trasformare in chiave moderna le visioni politiche e amministrative che lui ha abbandonato a fine 2000. Ha fatto per venticinque anni l'amministratore e si è occupato per quaranta di pubblica amministrazione. Con lui ho una vicinanza frutto di un legame familiare, ma non avrei difficoltà ad avere affiancamento e suggerimenti da altri amministratori precedenti. Tranne quelli che hanno lasciato il comune in condizioni che non avremmo voluto trovare...

Inutile che ti chieda i nomi...

[sorride]. Noi oggi comunque vadano le cose siamo fieri di lasciare il comune in una condizione pari a quella che avremmo dovuto e voluto trovare, cosa che nel nostro caso non è avvenuta. Però io non sono qui per criticare l'operato degli altri.

Che ricordo hai di tuo papà quando faceva il sindaco?

Ha dedicato la sua vita a Rocca. Non è un uomo da viaggi o da weekend fuori porta: il suo operato e le sue attività al di fuori delle ore di sonno avvenivano sul nostro territorio. Amici, associazioni, libera professione del geometra, pubblica amministrazione: tutto. Lui fondò la Pro Loco di Rocca negli anni '80: quello fu un punto di partenza importante. Ma nonostante si dedicasse alla comunità non era per niente un papà poco presente. Ancora oggi che ha compiuto 81 anni è sempre presente. Molte persone tra i suoi coetanei ancora si rivolgono a lui per chiedergli informazioni sulla pubblica amministrazione.

E invece è già successo che tuo figlio ti dicesse: "Papà, voglio fare il sindaco"?

Sì, è già successo, ma la mia risposta è questa: prima di sognare di correre bisogna essere sicuri di camminare bene. Lui è vicino al nostro gruppo, è tra i sostenitori. Ovviamente si deve ancora dedicare alla scuola, perché a luglio avrà l'esame di maturità. Certo, augurargli di fare il sindaco in un paese in cui l'indennità è di 1500 euro al mese... a un ragazzo giovane...

Lajolo col figlio

Parlando dell'ultimo mandato: come hai affrontato il covid?

Una delle prima questioni che abbiamo affrontato una volta insediati è stata la riforma della pianta organica dei dipendenti: l'abbiamo dovuta ricostruire a partire dalla funzione del segretario comunale. La difficoltà di trovare e reperire il segretario comunale fisso per i sindaci dei piccoli comuni è una spada di Damocle. Oggi abbiamo la grande fortuna di avere la convenzione con San Maurizio Canavese e col segretario, il dottor Luca Bertino, che è anche sindaco del comune di Nole, del quale sono soddisfatto e con cui abbiamo un'intesa professionale eccellente, per diligenza, eccellenza, disponibilità, e col quale abbiamo davvero fatto un gran lavoro sulla pianta organica per quanto riguarda le assunzioni. Oggi la pianta organica dei dipendenti del comune di Rocca è eccellente per preparazione e per età. Questo dà un grande appoggio a sindaco e giunta per fare una buona amministrazione, perché se il generale ha un esercito scadente non va da nessuna parte. La nostra forza è svolgere l'attività amministrativa in modo sereno e disteso, senza attriti. Dove voglio arrivare? Al fatto che questo ha fatto sì che il periodo covid, in cui avevo una responsabilità come autorità sanitaria locale dopo il prefetto e il presidente della Regione fossi affiancato davvero da personale preparato e che mi ha aiutato molto sia nella parte burocratica e legislativa sia nella gestione quotidiana delle emergenze che si presentavano tutti i giorni, a partire dall'emergenza abitativa e alimentare. Il sindaco che si trova a dover decidere di fare un'ordinanza per chiudere la scuola e lasciare i ragazzi a casa lo fa a malincuore, è una scelta pesante, un macigno. Sono morti dodici nostri concittadini a causa del covid: sono persone che conosci e per le quali ti senti la responsabilità civile e legale. Dall'altra parte non sapevi come fare, se non chiedere loro di stare a casa, è terribile. Te lo confesso: ho passato diverse volte dei momenti di solitudine a casa con le lacrime agli occhi nel corso di quel periodo: sentivo tutta la responsabilità di questa situazione che non sapevo e non potevo controllare né risolvere.

Ci sono delle cose che dopo quattro anni e mezzo devi ancora completare?

Il nostro programma elettorale era basato su quindici punti di ampio spettro, che al quarto ano di amministrazione sono strati tutti realizzati, nessuno escluso. E quindi è importante secondo me che i nostri cittadini sappiano che quando entreranno nell'intimità delle urne non si troveranno a scegliere nomi di persone che sono simpatiche o che sul social promuovono iniziative in modo attraente e basta. Semmai troveranno persone che si propongono con un programma elettorale di mandato basato sulla convinzione e sulla dimostrazione pregressa di saperlo portare a termine. Una delle mie idee che mi piacerebbe portare a termine è quella legata alla riduzione delle imposte e dei tributi e sulla quale ho lavorato in questo mandato. A dio piacendo e al Ministero anche vorrei attuare la riduzione dell'addizionale Irpef, affinché tutti i contribuenti e i cittadini a fine mese si trovino qualche soldino in più in busta paga, sia i dipendenti che i professionisti. Per fare questo però devo chiedere la collaborazione di tutti rispetto ai tributi non versati. Questo perché per colpa di qualcuno che non paga ci rimettono tutti. Alla fine dell'anno i dipendenti vanno pagati, così come la luce pubblica e la tassa rifiuti: va pagato tutto, e se noi abbiamo una percentuale troppo alta di insoluti da qualche parte l'aspetto economico va garantito e quindi se tutti pagassimo il dovuto si riuscirebbe ad abbassare l'addizionale irpef. Io, è risaputo, non sono un uomo di sinistra ma penso che non ci siano più pensieri populisti di questo tipo, e quindi chi ha difficoltà è giusto che venga aiutato. Noi abbiamo già fatto un'azione sul regolamento dei tributi, soprattutto sulla tassa rifiuti e sull'Imu, legato al numero infinito di abitazioni inutilizzate presenti sul territorio: abbiamo definito un regolamento a favore dei proprietari delle case inutilizzate. Detto ciò, penso che se paghiamo tutti paghiamo meno.

Senti, tra qualche mese ci sono anche le elezioni regionali: tu non hai mai nascosto di essere politicamente vicino al governatore Cirio. Cosa pensi del mandato appena trascorso?

Sono sempre stato vicino a lui e al suo governo, ma non solo per convinzione politica: la Giunta regionale ha infatti dimostrato coi fatti di aver messo in atto un'ottima amministrazione, anche se avrei dato un occhio diverso alla sanità: l'avrei trattata in maniera diversa. Non nego anche che ci sono state delle carezze per guardare a una candidatura regionale. Epperò io ritengo che Rocca abbia ancora bisogno almeno per il prossimo mandato di un'amministrazione come la nostra. Se poi ci fosse qualcuno che mi viene a dire 'sindaco, voglio prendere il tuo posto perché sono più bravo o brava e capace di te' sarei pronto a fare un passo di fianco e lasciare il mio posto da candidato sindaco. I fatti però attestano come ci sia grande difficoltà a trovare qualcuno così: parlo di persone serie, capaci e con una spiccata propensione alla leadership e all'ecellenza. Detto ciò, tornando alla Regione: i risultati che abbiamo ottenuto sono dovuti in gran parte anche a contributi regionali, 4 milioni e mezzo di euro in quattro anni e mezzo a fondo perduto, che per un comune che ha un bilancio di un milione e 8 è tantissimo. Non era mai successo di ottenere questi contributi. Faccio qualche esempio: i 180mila euro per l'asfalto delle strade comunali, i 300mila per l'ampliamento e messa in sicurezza di via Vanchiglia. Insomma, ci siamo anche dedicati a chiudere le famose buche durante tutto il mandato però, non  solo allo sprint finale. Diciamo che la nostra è stata una grande maratona affiancata da grandi atleti, in cui avevamo la Regione come preparatore atletico. Quindi mi auguro che anche nel prossimo mandato si riescano a riconfigurare le condizioni del 19-24 anche nel 24-29. Se questo accade come ipotizzo sarà veramente un decennio molto florido di crescita e di prosperità amministrativa per il nostro Comune. 

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori