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06 Gennaio 2024 - 11:54
Alessandro Giglio Vigna, deputato della Lega
Esis
Il governo italiano ha scoperto l’esistenza della cultura francoprovenzale ed ha deciso di valorizzarla.
Siamo nel 1999? No, all’inizio del 2024 ma, a leggere le entusiastiche dichiarazioni dell’onorevole leghista Alessandro Giglio Vigna, sembra di tornare indietro di 25 anni. Nell’ordine del giorno da egli stesso proposto e che la maggioranza ha approvato si annuncia infatti che “il governo si impegna a intraprendere un percorso per istituire un fondo per la piena valorizzazione della lingua e della cultura Franco Provenzale”.
Non c’è ancora nulla di concreto e “il percorso sarà molto lungo” ma – proclama orgoglioso il deputato – “la cosa importante è che per la prima volta il Francoprovenzale entra nel Dibattito Nazionale”.
Chi poco o nulla sa delle minoranze linguistiche potrà gioire o rammaricarsi per questi propositi.
Chi invece conosce la tematica è saltato sulla sedia: non il governo, con un emendamento alla Finanziaria, ma il Parlamento con una legge apposita, regolamentò infatti la materia ben 25 anni fa, istituendo e finanziando quel fondo di cui ora si propone la creazione!

Il comitato è a Ronco Canavese
Il comunicato stampa dell’onorevole Giglio Vigna sostiene che “La tutela della diversità linguistica e il mantenimento delle lingue minoritarie sono requisiti fondamentali per la tutela del patrimonio culturale del nostro paese nelle sua eterogeneità e nel legame con i territori. Con questo Ordine del Giorno vogliamo iniziare il cammino per dare completa attuazione, per quel che riguarda il Franco Provenzale, al dettato dell’art. 6 della Costituzione al fine di conservare e proiettare verso il futuro il patrimonio linguistico e culturale della minoranza in questione inseguendo i principi di pluralismo e tolleranza”.
Evidentemente il deputato Giglio Vigna e l’intera maggioranza di governo non sanno che tale tutela esiste già, che riguarda tutte le minoranze linguistiche del nostro Paese (non solo il francoprovenzale) e che ha consentito nel corso del tempo una pluralità di iniziative.
Di fronte al comunicato – emesso il 29 dicembre e passato inizialmente quasi inosservato – è intervenuta con durezza l’EFFEPI (Associazione di Studi e di Ricerche Francoprovenzali) che ha sede a Ronco in frazione Molino.
Ha redatto a sua volta un comunicato, datato 3 gennaio 2024 e firmato dalla presidente Ornella De Paoli e dai Comitato per la tutela degli scopi statutari e dei diritti dell'associazione composto da Ettore Caffo, Stefano Cerato, Pietro Monteu Cotto, Bruno Tessa.
Questo il testo del comunicato emesso dall’EFFEPI:
“Non si comprende bene il contenuto del recente comunicato stampa della Lega sul francoprovenzale. La nostra lingua è già riconosciuta ai sensi della legge 482 del 1999, che giàprevede appositi finanziamenti. Non è dunque la prima volta che in Parlamento si cita il patois delle nostre vallate, che fa già parte a pieno titolo delle lingue tutelate dall’articolo 6 della Costituzione e dunque non esiste alcuna primogenitura attraverso un semplice ordine del giorno. Semmai sarebbe stato più logico, in fase di Finanziaria, incrementare i finanziamenti della legge citata in premessa e questo non risulta essere stato fatto. Segnaliamo che nel succitato comunicato non vengono comprese nell'area francoprovenzale la media Val di Susa e la Val Sangone. Inoltre, la bandiera che compare nella foto allegata al comunicato non è il vessillo di tutta l'area francoprovenzale, bensì trattasi della bandiera creata dalla nostra associazione nel 1997 per rappresentare i gruppi francoprovenzali del Piemonte in occasione dei raduni dei 'patoisants'; il logo 'rosone a sei petali rosso e bianco' è il marchio regolarmente registrato della nostra associazione. L'utilizzo dei nostri emblemi che si ha modo di riscontrare in alcuni ambiti trova essenzialmente la sua causa in una spregiudicata appropriazione, a cui hanno fatto seguito diffide, ha generato confusione ed in alcuni casi danni di immagine alla nostra associazione, conosciuta nelle valli francoprovenzali del Piemonte a partire dal 1980 per l'opera di valorizzazione della lingua e della cultura francoprovenzale. Constatato l'uso improprio di logo e bandiera nel comunicato in oggetto, rendiamo noto che la nostra è un'associazione esclusivamente culturale ed apartitica e non ha niente a che vedere con l'iniziativa della Lega”.
Il Comitato per la tutela degli scopi statutari e dei diritti dell'associazione Ettore Caffo Stefano Cerato Pietro Monteu Cotto Bruno Tessa La Presidente Ornella De Paoli
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