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04 Gennaio 2024 - 19:34
Andriollo, sindaco
Sindaci e stipendi d'oro. Ma è davvero così per tutti? In questi ultimi tempi, con l'approvazione dei Bilanci comunali, non abbiamo fatto altro che registrare gli aumenti vertiginosi degli stipendi dei sindaci. Una possibilità offerta dal governo nazionale con soldi pubblici, che nulla ha di illegittimo o di scandaloso. Ma è il caso di sottolineare che si tratta di una pura scelta discrezionale.
Per tutti quei primi cittadini che da gennaio prenderanno stipendi invidiabili che vanno dai 2200 euro per i comuni fino a 3mila abitanti, ai 6mila euro delle città con più di 50mila abitanti, ogni tanto ne spunta qualcuno che ha saputo dire "No, grazie".

Tra questi c'è Roberto Andriollo, il sindaco-ingegnere che da cinque anni guida il comune di Rivara.
"Dovrei prendere più di 2mila euro al mese - racconta -, invece ho scelto di restare al minimo percependo l'indennizzo che prendevo prima che lo Stato decidesse di intervenire. All'inizio prendevo 400 euro lordi al mese. Poi sono diventati 800, ma solo perché è interamente lo Stato a metterli. Ora si potrebbe arrivare fino a 2200, ma sono tra quelli che ha detto "no grazie" rispedendoli a Roma".
Non è affatto vero, infatti, che si tratti di aumenti obbligatori. Di obbligatorio non c'è un bel niente. Si tratta solo di capire come gli eletti intendano la politica.
Spesso, soprattutto nei piccoli comuni, ad impegnarsi nell'amministrazione sono persone mosse solo dalla passione. E questo soprattutto quando per sedersi su quella poltrona si percepiva qualcosa che assomigliava di più ad un rimborso spese che ad uno stipendio. Oggi si rischia invece di ritrovarci davanti a "sindaci di professione".
E se c'è qualcuno che nel suo modo di intendere la politica vede solo la passione, questo è Andriollo.
La sua prima nomina alla guida della macchina comunale, risale al 1993: "Eravamo stati eletti nel 1990. Erano anni in cui il sindaco veniva scelto dal Consiglio e spesso si faceva la staffetta. Dal '90 al '93 la fascia l'aveva portata Giovanna Pomatto, poi era passata a me. Sono stato sindaco dal 1993 al 1995".
Il suo gruppo perde le elezioni successive: "Qualcuno aveva giocato sporco - racconta -, ma è acqua passata. E poi per me era stata una fortuna non vincere quelle elezioni. All'epoca lavoravo molto. Ero un libero professionista e non potevo permettermi di sottrarre tempo alla mia attività. Ma ho sempre continuato a dare una mano esternamente, sia alle associazioni che al paese. Ero anche il presidente della banda del paese, pur non essendo un musicista".
Di professione ingegnere, Andriollo era alla guida di un grande studio con sede a Forno Canavese: "Avevo parecchi dipendenti. Progettavamo impianti di condizionamento, riscaldamento, antincendio. Per gli amici: tubi e fili - dice sorridendo -. Lavoravamo anche per la Sanità. Tra i progetti che abbiamo realizzato c'è l'ampliamento dell'Ospedale di Ciriè, l'impiantistica delle sale operatorie di Cuognè. Insomma, bei progetti".

Un'immagine di Andriollo, pilota di rally per un giorno in occasione della raccolta fondi per l'Ugi
Nel 2019 Andriollo decide di andare in pensione: "Ho chiuso lo studio. I ragazzi che lavoravano con me, tutti professionisti molto in gamba, sono andati per conto proprio. E io ho deciso di mettermi ancora una volta a disposizione del mio paese".
Con il suo ex assessore, Vincenzo Martino, fonda la lista Rivara Viva: "Non ho mica copiato da Renzi - anticipa con ironia -. E' Renzi che ha copiato noi". Il partito di Renzi, infatti viene fondato il 18 settembre del 2019, le elezioni amministrative si erano tenute a maggio di quell'anno.
Nonostante Andriollo si trovasse come avversari la lista del sindaco uscente e quella della minoranza uscente, vince le elezioni: "Per me era importante provarci. Se avessimo perso non avrei avuto nessun rimorso. La gente ci ha dato fiducia e abbiamo vinto".
Il 26 maggio del 2019, con 672 voti e il 42,8 percento dei consensi, Andriollo vince le elezioni.
"Per me fare il sindaco significa mettersi a disposizione del proprio paese. E' spirito di servizio. Passo tutte le mie mattine in Comune, a volte anche il pomeriggio e altre pure la sera. Gli 800 euro lordi che percepisco sono giusto un rimborso spese e devo dire che a volte mi capia anche di spendere di tasca mia. Se vado in ferramenta a comprare qualcosa che serve in Comune, non porto mica lo scontrino per il rimborso. E devo dire che qui in zona ce ne sono molti di sindaci che fanno così. Poi, certo, ci sono anche quelli che prendono la tariffa piena e si fanno vedere in Comune un'ora al giorno. Ma tanto il miglio giudice sono gli elettori. E queste cose non sfuggono certo a chi va a votare".
Grande sostegno Andriollo lo riceve dalla sua famiglia: "Mia moglie e mia figlia mi hanno sempre appoggiato nel mio impegno in favore della comunità. Da poco più di un anno ho anche una nipotina e tuto il mio tempo libero lo dedico a lei. Insomma, vivo circondato dalle donne e sono felice perché trovo che le donne siano affidabili, abbiano carattere, sanno dare una guida".
Intanto è già tempo di pensare alle prossime elezioni che si terranno in primavera: "La lista si ripresenterà - anticipa -. E' nostra intenzione continuare a portare avanti il lavoro fatto in questi primi cinque anni".
Se sarà lui il candidato a sindaco, però, Andriollo non conferma e non smentisce: "Quel che conta è la squadra. E Rivara Viva ci sarà".
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