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28 Dicembre 2023 - 11:35
Fabrizio Dulla, assessore al bilancio
Batosta Imu come non se ne vedeva una uguale da anni ed è proprio questo - incredibile ma vero - uno dei motivi per cui si è deciso di darla.
Di questo s’è parlato l’altra sera in un consiglio comunale convocato per la discussione del bilancio, iniziato alle 16,30 e conclusosi quasi all’una di notte.
Di Imu e di addizionale Irperf che invece vedrà dei ritocchi al ribasso, calcolabili in risparmio di pochi centesimi.
Una “scelta politica” han sottolineato in tanti dalle fila della maggioranza.
“Un segnale politico - ha specificato la capogruppo del Pd Barbara Manucci - che si spera che i cittadini comprendono. Ci permetterà di mantenere in piedi i servizi che sono stati anche migliorati ...”.
Andando alla ciccia, sulla seconda casa, si è eliminata la distinzioni tra residenti e non residenti. I primi pagavano un’aliquota Imu del 10,1 per mille e i secondi del 10,6, ma dal 2024 tutti pagheranno il 10,6 per mille, che più o meno significa un aumento di 30 euro ogni 100 metri quadri. Aliquota massima anche per cantine e garage. Ma la vera differenza per le casse del Comune arriverà con i, chiamiamoli “ritocchi”, agli edifici di categoria D (industriale e artigianale) che passeranno da 9,6 a 10,1. Sempre nell’ambito della D, l’aliquota passa da 10,6 per banche e supermercati.
“La differenza del gettito Imu tra 2023 e 2024 sarà comunque inferiore all’aumento dell’inflazione prevista».
“Una scelta politica - ha subito rinfacciato il consigliere comunale Paolo Noascone - che non tiene conto degli aggiornamenti degli estimi catastali...”.
Più a muso duro il consigliere Andrea Cantoni. S’è concentrato sugli immobili di categoria D lamentando di aver richiesto un elenco e di non aver ricevuto nulla.
“Capisco la retorica del Robin Hood ma si finisce con il trasformarsi nello Sceriffo di Nottingham - ha poi stigmatizzato - Il voto sarà contrario. Si va ad aumentare l’aliquota dei centri produttivi dove le persone lavorano. Così non si facilitano gli investimenti e tra un po’ le persone non solo non avranno una casa, non avranno neanche un lavoro.... ”
L’ex vicesindaca Elisabetta Piccoli s’è lamentata del “confronto” che non c’è stato.
“Non nascondetevi dietro ad un dito - ha sottolineato - Non c’era alcun obbligo di legge a uniformare l’aliquota per residenti e non residenti. L’obbligo di legge scatta nel 2025. E’ vero che quando si approva un bilancio entro fine anno per chiudere in pareggio si devono fare dei tagli e degli aumenti, spiace constatare che lo si faccia prendendo di mira un parte sola. Va bene l’attenzione alle persone più fragili ma doveva essere salvaguardata anche la parte produttiva...”.
Peccato che quel che a Piccoli sembra poco “democristiano” o poco moderato, sia un motivo di vanto per la consigliera Nella Franco.
“Si! E’ stata una scelta politica, ma coraggiosa - ha aggiunto - I servizi sono fondamentali e devono essere garantiti. E noi dobbiamo garantire le fasce deboli. Le problematiche del lavoro sono altre. Mi spiace che si dica che non si condividono le scelte, in consiglio si sta facendo questo…”.
Non lo avesse mai detto....
“Coraggiosa?”, ha inforcato Cantoni. “Sì! E’ stata una scelta, coraggiosa non lo so. Spesso la differenza tra coraggio e scelleratezza è labile. Sentirmi dire che le problematiche del lavoro sono altre, mi lascia perplesso. Ci troviamo di fronte a due visioni opposte. E poi non si può pensare di vedere solo il consiglio come un momento di condivisione. Sappiamo già che quello che arriva da lì passa e da qua no. Una discussione sul nulla...”.
E, sempre sul coraggio, anche Piccoli: “Il coraggio c’è stato da parte della nostra amministrazione, soprattutto nell’andare a richiedere le tasse, più di 14 milioni di residui attivi su cui non si era agito, negli anni precedenti. Abbiamo fatto riscossione anche durante il Covid...”.
Altro giro, altre discussioni sull’addizionale Irpef. In vista di una compressione delle fasce che a livello nazionale dovrebbero passare da quattro a tre l’Amministrazione comunale ha deciso di darsi un vantaggio uniformando l’aliquota per le prime due che vanno da zero a 28 mila euro. Insomma ci saranno ancora 4 fasce, ma le prime due avranno la stessa aliquota.
“Abbiamo deciso un leggero ribasso - ha specificato Dulla - Abbiamo aumentato l’Imu ma non abbiamo colpito il reddito da lavoro. Non chiederemo sacrifici. Anche qui come per l’Imu si tratta di una scelta politica peraltro concordata con le parti sociali che hanno aderito a questa mini riforma sulle tasse... Legittime tutte le scelte, a patto che si indichino le coperture per i servizi o quali servizi si intendono tagliare....”.
E poi sempre Dulla sull’Imu.
“Ritengo del tutto fantasioso collegarla al lavoro. Gli edifici toccati tagli aumenti non sono industriali ma commerciali e sono quasi sempre non di proprietà di chi li occupa. A nostro avviso per generare lavoro sarebbe meglio abbassare il canone di locazione. L’Imu potrebbe aiutarli a non valutare come irrilevante il tenerli vuoti... Sottolineo anche che i proprietari di seconde case il più delle volte non sono residenti in città. ”.
Morale di Cantoni?: “Mera propaganda!.”
E per l’ex vicesindaca Elisabetta Piccoli il problema sta nella mancata condivisione.
“Caro assessore - l’ha redarguito - Diventa difficile andare a esplicitare un parere tecnico se non si viene invitati ad un confronto. Noi lo facevamo spesso convocando, oltre alle parti sociali anche la conferenza dei capigruppo. Dopodiché trovo inutile tentare di fare con i numeri un ragionamento politico e non tecnico se per per le fasce da zero a 28 mila euro si pacherà un euro in meno. Con la rendita catastale rivalutata, infatti, l’Imu picchierà sulle orecchie di tanti e ci saranno aumenti di 100 o 200 euro. La narrazione di questa delibera mi sembra fantasiosa....”.
E vabbè! Sarà anche solo un euro ma in quell’euro il consigliere comunale Habib Benoukaiss ci vede comunque qualcosa
“Diminuita di poco - ha concluso - comunque abbassata...”.
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