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Ivrea
26 Dicembre 2023 - 15:58
Ad un certo punto è saltato fuori il problema delle patate. Dove “riscaldarle”?
S’è agitata. Ci ha pensato un attimo. E poi... miracolo.
Mauro e Graziana del Caffè del Teatro le hanno aperto la cucina e tutto s’è risolto.
Sono arrivate ai tavoli calde e squisite anche loro.
Piccola premessa “culinaria” per sottolineare quanto Laura Bethaz di Laura Shop ci tenesse così tanto a che tutto filasse liscio e in maniera impeccabile.
Un pranzo preparato con amore e non un tanto al chilo o “come viene viene”.
Ebbene sì, anche quest’anno Ivrea ha acceso un faro sui poveri, sul disagio, sui fragili su chi non avrebbe saputo cosa mettere in tavola. Lo ha fatto con il pranzo di Natale per i poveri, giunto “non c’è il due senza il tre” alla sua terza edizione, dopo quello dell’anno scorso e del 2019, prima che si interrompesse a causa del Covid.
In sala Santa Marta, addobbata con i colori della festa e le tavole imbandite, quattro antipasti, un primo, un secondo, frutta, torta 900, panettone e spumante.
All’iniziativa, dal titolo “Natale insieme” hanno aderito un gruppo di commercianti e ristoranti con il dono dell’altruismo che di questi tempi non è poi così comune.
Bethaz non ha fatto in tempo a chiederglielo che avevano già detto di sì.
«Li voglio ricordare e ringraziare tutti. Senza di loro non si sarebbe potuto fare nulla - ci dice d’un fiato - Piero e Flora Nolli con la loro grande esperienza gastronomica e logistica. E poi Erik Frigeri e Pier Luigi Terzi per l’addobbo della sala, Roberto di Fulvia Pagliughi per i tavoli, la Trattoria Vecchio Cipresso di Chiaverano per le tovaglie rosse, Pistoni 1901 per le posate, e io stessa per le stoviglie e gli accessori e materiali vari. Al pranzo hanno provveduto Giordano Catering, Ristorante Radici e Conad di corso Vercelli con gli antipasti, La Gusteria con la pasta al forno, Magazzeno gastronomico per il secondo, Papi-I sapori dell’oro di Patrizia e Pino con i contorni, Mimmo Verlezza e Papi per la frutta, la Pasticceria Balla con tre stupende torte 900. E poi anchora Panetteria Bonelli per i panini freschi, Despar Express di piazza di Città per l’acqua, Caffè del Teatro per il vino e un gruppo di amici con panettoni e spumante...”.
Bethaz racconta una giornata difficile da dimenticare.
“Sono ancora emozionata. Stanca ma emozionata. Ieri ho finito alle 22,30 di sparecchiare ma sono davvero felicissima per come è andata la giornata. Il cibo era buonissimo. Abbiamo alzato il livello
Ci ha aiutato la bella giornata. Ieri in Santa Marta sembrava di essere in un altro paese… Il regalo più bello? I sorrisi e gli sguardi dei partecipanti, anche quelli malinconici. La voglia di parlare, di stare in compagnia, di sentirsi a tutti gli effetti membri di una Comunità dal cuore grande ...”.
A dare una mano ai tavoli, ai quali si sono seduti in più di 80, anche l’assessora Gabriella Colosso e il sindaco Matteo Chiantore.
Volontari per un giorno. Anche loro pronti a sacrificare il Natale in famiglia per dare al Natale il senso che ha.
L’iniziativa, bene ricordarlo, è stata sollecitata da Emiliano Ricci direttore della Caritas. Tra i presenti il vescovo Edoardo Aldo Cerrato con il segretario.
“Ho chiamato Laura di Laura Shop - ci dice Ricci - per chiederle se avesse avuto voglia di occuparsene anche quest’anno e non se lo è fatta ripetere due volte. Insieme alla Comunità di Sant’Egidio ci siamo quindi messi a fare un po’ di promozione all’iniziativa e raccolto le prenotazioni. Più di 50 sono abituali frequentatori della nostra mensa e del nostro dormitorio... ”.
A fine pranzo è anche arrivato Babbo Natale con un regalino per rendere il Natale ancora più vero.
E in quella sala oltre al pranzo s’è consumato il vero spirito del Natale nel segno dell’altruismo che è il miglior condimento per trasformare un’esperienza in qualcosa che resterà incisa nei ricordi di tutti.

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