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Chivasso
21 Dicembre 2023 - 13:49
I parcheggi a pagamento a Chivasso subiranno a partire dal 2024 un rincaro di circa il 25%
Puntuale, come i mandarini a Natale, eccola lì la stangata che non t’aspetti. O che t’aspetti, se è vero com’è vero che tutte le sorprese arrivano alla fine dell’anno.
La sorpresa per tutti i chivassesi e non l’ha servita l’altra sera l’amministrazione comunale del sindaco Claudio Castello, mentre si approvavano le tariffe dei servizi a domanda individuale per il 2024.
Tra conferme ed aumenti sparpagliati qua e là, il dibattito s’è concentrato in particolare sulla stangata dei parcheggi.
A partire dal 1 gennaio, infatti, la sosta nelle zone blu in città subirà un rincaro ovunque del 25% circa.

La sosta nelle zone blu subirà un aumento del 25% circa
Nello specifico: nei parcheggi in centro si passa dagli attuali 0,80 centesimi l’ora ad un euro l’ora; nei parcheggi a ridosso della zona centrale dagli 0,70 centesimi l’ora a 0,80 centesimi l’ora; in piazzale Ceresa, il parcheggio per eccellenza utilizzato dai pendolari per la prossimità con la stazione ferroviaria, il rincaro sarà di 0,20 centesimi di euro, con la tariffa oraria che passerà da 0,5 centesimi a 0,7 centesimi.
L'ingresso di piazzale Ceresa
Anche gli abbonamenti alle strisce blu subiranno un aumento consistente: per i residenti, ad esempio, l’abbonamento, che ora si può fare anche trimestrale, passerà ad essere solo annuale e sarà dell’ordine di 150 euro l’anno, contro gli attuali 90 euro.
E io pago!
Insomma, una bella mazzata che è stata giustificata da Castello e i suoi con la necessità di far quadrare i conti del bilancio di previsione.

Il consigliere comunale "innominabile", capogruppo del Pd
Un provvedimento che, com’era inevitabile, ha scatenato le proteste dell’opposizione nonostante il tentativo del capogruppo del Pd, l’innominabile Stefano Mazzer, che in Consiglio per un eccesso di permalosità ha chiesto addirittura di non essere più nominato dai consiglieri di minoranza nelle loro dichiarazioni di voto, di gettare acqua sul fuoco: “Votiamo ovviamente a favore di questi aumenti perché le tariffe dei parcheggi non vengono aumentate da almeno dieci anni e perché le altre città come la nostra hanno tutte tariffe più alte”.
E sti cazzi!
Difatti Buo l’ha subito zittito, l’innominabile: “Ma nella vita ci si può anche differenziare, a volte. Non uniformarsi per forza a tutto…”. Ma tant’è.
Tornando a bomba gli aumenti hanno scatenato, dicevamo, le proteste della minoranza.
“Poi ci chiediamo come mai il commercio locale va male, se bastoniamo chi viene in città per fare la spesa”, ha detto il consigliere Prestìa.
Duro anche Doria: “Rastrellate soldi ma poi generate avanzi di amministrazione: lasciateli alle famiglie che possano spenderli, piuttosto che tassarle così. State solo facendo un piacere alla società che gestisce i parcheggi, non ai chivassesi”.
Già, perché la prima beneficiaria dell’aumento delle tariffe è Gestopark, che intasca il 55% delle tariffe della sosta nelle zone blu mentre al Comune va il 45%.
Sul punto ha battuto come un martello anche la consigliera Buo, senza però suscitare alcun tipo di reazione o risposta. Nemmeno dall’Innominabile.
“Non è una manovra fatta per mantenere degli equilibri sui servizi a domanda individuale, ma è una manovra per pareggiare il bilancio - ha stigmatizzato -. Il che è gravissimo: prima di toccare le tariffe, ne avevate di altri capitoli a cui poter mettere mano. Invece avete deciso di stangare sui parcheggi, favorendo la società che li gestisce: sì perché per pareggiare di 50 mila euro il bilancio, voi andate a prenderne 110 mila dalle tasche dei chivassesi se è vero com’è vero che Gestopark incassa il 55% degli introiti della sosta”.
La stangata sui parcheggi non è però l’unica confezionata per Natale dalla Giunta Castello.
L’altra, significativa, è quella che riguarda le tariffe dei servizi cimiteriali, che registreranno dal 2024 un rincaro del 18,5%. “Fate cassa con le cremazioni e le tumulazioni”, ha attaccato Doria.

Le tariffe dei servizi cimiteriali subiranno un aumento del 18,5%
“A Chivasso a questi prezzi non si può più morire”, ha aggiunto Buo. Che una risposta, questa volta, l’ha ricevuta dall’assessore ai Servizi Cimiteriali Fabrizio Debernardi.
“Volevo tranquillizzare Buo che a Chivasso si muore lo stesso - ha detto Debernardi con il suo solito humour -. L’aumento è previsto da contratto con la società che gestisce i cimiteri ed è dal 2017 che non si toccavano le tariffe. E poi, nel mondo reale se non ve ne foste accorti gli aumenti dei prezzi stanno interessando tutto quanto”.

Fabrizio Debernardi assessore
Già, nel mondo reale - e qui diamo una notizia all’assessore per completezza di informazione - l’unica cosa che è rimasta invariata sono i salari: in Italia (fonte Censis) sono fermi da trent’anni.
Gli unici aumenti di stipendio che ci sono stati sono quelli degli amministratori pubblici, decisi con la legge di bilancio nel 2022 dal Governo Draghi.
A meno che, gli stessi amministratori pubblici non decidano di rinunciarvi (vedi il caso del sindaco di Alpette Silvio Varetto e della sua amministrazione, ndr). Cosa che, nel mondo reale di Chivasso, non è capitata.
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