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Ivrea

Vecchio, nuovo o cocchio spendi e spandi? Si può sapere che cos'è successo?

Che fine ha fatto la commissione di storici che avrebbe dovuto vigilare sui lavori di restauro?

Vecchio, nuovo o cocchio spendi e spandi? Si può sapere che cos'è successo?

La notizia è stata diffusa nei giorni scorsi dalla Fondazione dello storico carnevale di Ivrea presieduta da Alberto Alma: "Il cocchio dorato del 1858, uno dei simboli del Carnevale più cari agli eporediesi, tornerà ad essere esposto, venerdì 15 dicembre, nell’androne del Municipio in attesa dell’edizione 2024 della manifestazione...".

E subito uno si chiede "da dove sia tornato?". Si trovava ad Aramengo d'Asti, più precisamente nel laboratorio di restauro dei Fratelli Nicola, una delle aziende del settore più riconosciute a livello internazionale. Lì per essere risistemato dopo l'incidente capitato alla fine dell'ultima edizione del Carnevale, quando portandolo fuori dal magazzino in cui era custodito, il trasportatore non si è accorto di un cavo che era stato teso e ha tranciato e accartocciato la parte alta….

Domanda da un milione di euro. Ma lo scorso anno, per le vie della città in festa, non s'era fatto sfilare il nuovo cocchio della Vezzosa Mugnaia, quello che in tanti chiamano "carro" e non "cocchio", quello che stando ad un conteggio "trica e branca" sarebbe venuto a costare circa 95 mila euro ottenuti partecipando ad un bando del Ministero della Cultura?

Più o meno, ma questa cosa è bene chiarirla visto che il comunicato della Fondazione è di un "ermetico" che più "ermetico" di così non si sarebbe potuto scriverlo.

La parte alta s'è accartocciata

In città esistono due cocchi, uno vecchio e uno nuovo. Quello vecchio sta rientrando, quello nuovo si trova ancora ad Aramengo e si spera arrivi prima dell'inizio della festa. 

Epperò quello nuovo, cioè quello che si è fatto girare lo scorso anno era nuovo solo in parte. Non si era riusciti a finirlo in tempo e montava, proprio nella parte alta, dei pezzi del vecchio, cioè quelli che sono andati in frantumi.

Smontati dal nuovo carro, sono stati riparati e restaurati e rimontati sul vecchio cocchio, al costo di circa 20 mila euro, anticipati dal Comune con una variazione di bilancio. Anticipati perchè il "trasportatore" non era assicurato per i “danni accidentali” ma la Fondazione non avendo un picco in cassa, non avrebbe saputo dove tirarli fuori.

Resta da terminare il nuovo carro che per l'edizione del 2024 sarà totalmente nuovo e non solo in parte.

“Il carro vecchio - ci aveva spiegato l’architetto Alessandro Nicola, 47 anni - aveva tutta una serie di problemi. Era nato per un carnevale che non teneva in considerazione le norme di sicurezza di oggi. Era stato più volte modificato negli anni  50 e 60 con un’accozzaglia di parti che non stavano più insieme. Alla fine di ogni edizione veniva riparato, anzi no, tacconato. Si riverniciavano le statue e si incollavano i pezzi alla bene e meglio….”

Morale?

Nel 2019 la Fondazione decide di chiedere ai “Nicola” di farne uno nuovo e il carro vecchio viene messo temporaneamente da parte. Vengono anche indicati una serie di elementi da riportare (copiare) dal vecchio al nuovo. 

cocchio dorato

In uso dal lontano 1858, il cocchio della Vezzosa Mugnaia è un vero e proprio pezzo di storia del Carnevale. Torna a fare bella mostra di sé nell’androne del Municipio

“Modificare il carro non si sarebbe potuto. Avrebbe voluto dire snaturarlo e smontarlo tutto….” dissero.

Ad affiancare i Fratelli Nicola una commissione di storici ed esperti, profondi conoscitori della storia e delle tradizioni del Carnevale di Ivrea, composta da Mario Boffa Tarlatta, Lorenzo Faletto e Franco Quaccia. Chissà che fine ha fatto!

“Tra i problemi da risolvere subito quello dei freni a disco - ci raccontò Nicola -  Nella carrozza c’è un guidatore che può manovrare il freno, nel cocchio della mugnaia questo non c’era. C’era solo un freno di stazionamento che era posto nella parte posteriore. Per frenare ci volevano un paio di minuti.  Una cosa incredibile se si pensa ai ritmi della battaglia, ad una strada scivolosa o altro. Molto, molto, pericoloso…”.

Tant’è! Poi è arrivato il covid e infine quest’anno, per la prima volta il nuovo “cocchio” (nuovo solo per metà) ha fatto la sua prima comparsa per le strade di Ivrea…

Abbiamo studiato la struttura originaria, che di fatto era una via di mezzo tra le fattispecie più comuni di carro con pianale (agricolo) e carrozza, e abbiamo cercato di capire quanto potessimo allontanarci e quanto invece rimanere fedeli alla struttura originaria, nel rispetto delle normative vigenti in termini di circolazione e sicurezza. La soluzione adottata è stata una struttura con pianale, piuttosto fedele alla tradizione ma con alcuni elementi di novità, su tutte le due facce (fronte e retro) con roll-bar incorporato e cinture di sicurezza, fino ai nuovi elementi decorativi e i cosiddetti “riccioli” nella parte bassa del carro, ma anche gli schienali per i paggetti. Alcuni elementi del cocchio originale, come il leone o la seduta della Mugnaia, sono stati ripresi dall’originale”.

E adesso?

“E’ vero che ha subito un danno - sottolineava Nicola - ma in realtà il nuovo cocchio non era ancora finito. L’idea della Fondazione era di farne uno nuovo e senza alcun pezzo di quello vecchio che vorrebbero museificare (collocare nell'androne del Municipio ndr)… Il cocchio comunque sarà pronto per l’edizione del prossimo anno. Rispetteremo le tempistiche…”.

Carnevale 2019

"E’ con grande emozione che oggi salutiamo il ritorno del cocchio dorato nella sua collocazione abituale durante l’avvicinarsi della nostra amata Festa – commenta in un comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi Gianpiero Frigo, responsabile storico artistico della manifestazioneAbbiamo chiesto ai Fratelli Nicola di compiere questo meraviglioso lavoro in breve tempo per poter fare un regalo agli Eporediesi prima del Natale e prima dell’apertura ufficiale della manifestazione. Lo stato in cui versava prima di questa opera di ripristino e restauro era molto serio, sono perciò state settimane intense in cui abbiamo lavorato alacremente di concerto con il team di Nicola Restauri, che ringraziamo per la professionalità, la passione e la celerità, per arrivare qui oggi tutti insieme a godere di questo simbolo così iconico per la nostra Festa. Il cocchio dorato originale è un’opera d’arte, una fonte storica di inestimabile valore da preservare...". 

Gli fa eco il sindaco Matteo Chiantore: "Il cocchio della Vezzosa Mugnaia è, per ogni eporediese, un simbolo del Carnevale. Un simbolo che assume diversi significati a seconda della fase della vita che si sta vivendo.Da bambini è il piacere di azzuffarsi tra la folla per aggiudicarsi le caramelle lanciate dalla Mugnaia che hanno il sapore speciale della conquista; da giovani aranceri, è la tregua, è il vin brulè con gli amici che tornano in città per il Carnevale, anche se vivono fuori per studiare; da adulti è il crepitare del fuoco in piazza durante il rogo dello scarlo e quel braccio alzato a testimoniare la forza delle donne. Il Carnevale ci riporta a gesti, pensieri e tradizioni semplici e veri e il ritorno del cocchio ci fa entrare nello spirito dell'attesa di un altro Carnevale e di una nuova eroina...".

I FRATELLI NICOLA

Un’azienda familiare fondata da Guido Nicola nel 1947, che annovera nel suo archivio lavori di fama mondiale come il restauro della Sfinge, commissionata dal governo egiziano e, in Piemonte, il restauro di Palazzo Carignano e delle carrozze del Palazzo Reale di Torino. A Ivrea, tra l’altro, i Fratelli Nicola hanno lavorato al ripristino della Sala Dorata del Municipio e alla realizzazione della mazza dei Credendari, una delle Componenti del Carnevale.

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