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Ivrea

Nel condomionio Saudino solo i figli di un Dio minore... "O mangio o pago le bollette!"

E' di proprietà del Comune ma gestito dall'Atc

Nel condomionio Saudino solo i figli di un Dio minore... "O mangio o pago le bollette!"

Dodici alloggi in un fabbricato di via Saudino, perlopiù monolocali e bilocali di proprietà del Comune ma gestiti, come tanti altri, da Atc. 

La buonanima che li ha “regalati” solo una cosa si era preoccupata di far scrivere nero su bianco: si sarebbero potuti locare  esclusivamente a cittadini di età superiore ai 65. Con gli anni la cosa è sfumata e, oggi, chissenefrega del detto “ogni promessa è un debito”.

“Questo ha sempre creato numerosi problemi nell’assegnazione curata dall’Atc in base alle graduatorie - spiegò  nel 2013, in consiglio comunale, l’assessore Augusto Vino - Gli anziani preferiscono vivere in città. Nel 2008 abbiamo registrato più di 23 rinunce. Nel 2009 ben 7 e 9 nel 2010...” 

Stessa cosa capita oggi e qui, manco a dirlo, ci vengono a vivere solo i figli di un Dio minore o chi si trova in una condizione che non gli consente di dire “no”. 

Di alloggi liberi ce ne sono addirittura quattro. Un inquilino è morto. Altri due sono finiti in una casa di riposo, infine  un ragazzo è stato arrestato e nessuno lo ha più visto.

Quattro alloggi vuoti da mesi e uno di questi sarebbe l’ideale per Ilaria Aragona ma all’ufficio delle politiche sociali (vai a capire perchè...) da quest’orecchio non ci sentono...

In questo condominio di due piani, situato in una zona che possiamo definire residenziale, ma ha il limite di essere troppo lontana dal centro abitato,  abita anche Ciriaco Impieri, 67 anni. Fino a qualche tempo fa, conviveva con la madre, invalida al 100 per cento.

“Sono inabile al lavoro -  ci racconta e un po’ si dispera - Dopo l’asportazione di un tumore alla testa non ho più l’occhio destro. L’altro giorno sono andato dall’oculista e mi ha detto che nel 2024 quando dovrò andare a fare l’esame per la patente difficilmente me la rinnoveranno... Abitare qui significa spostarsi con la macchina, senza come farò?”.

Questo è il problema più grosso da risolvere ma ce ne sono molti altri e fanno tutti riferimento al fabbricato.

“Avevamo una scala interna - spiega - Ad un certo punto ce l’hanno chiusa. Possiamo solo utilizzarne una esterna. Dovesse capitare che qualcuno deve scendere in barella lì non ce la farebbero a girare... Beh, si, abbiamo anche un ascensore che a volte non funziona...”.

Scala chiusa per non disturbare chi lavora nei locali del piano terreno utilizzati dalla “neuropsichiatria” dell’Asl To4 e nel seminterrato, dove han trovato spazio la camera mortuaria e gli spogliatoi della RSA Saudino.

“Là sotto c’erano le nostre cantine -  racconta Impieri - Erano indicate nel contratto, ma nessuno ci ha mai messo piede...”.

Morale? 

Nei pressi dell'RSA Saudino

Per capire se una scala esterna fosse sufficiente e non invece il limite per trasformare l’edificio da agibile in “inagibile” Ciriaco Impieri ha chiamato i vigili del fuoco ma non ha saputo più nulla. 

“C’erano degli estintori mai controllati e qualcuno si è portato via pure quelli. Non oso immaginare cosa potrebbe accadere semmai qui scoppiasse un incendio...”.  

Poi c’è il costo del riscaldamento che per i pochi metri quadrati utilizzati sembra una sproposito.

Calcolatrice alla mano Ciriaco spende circa 115 euro al mese a cui deve aggiungerne 200 di affitto più qualche bolletta.

“Vivo con una pensione di 600 euro al mese e quel costo lì mi ammazza -  scuote la testa - Vengono due volte all’anno a prendere i numeri, per il resto mandano per 10 mesi la richiesta di pagamento di un anticipo. Ma possibile che io per 45 metri devo pagare tutto questo? Pur facendo di tutto per risparmiare a volte mi trovo nelle condizioni di dover scegliere se mangiare o pagare...”.

Che poi Ciriaco di metri ne riscalda solo 30 e lo fa, non solo per spendere di meno, anche e soprattutto per problemi di respirazione che l’eccessivo caldo aggraverebbe...

“Dormo con la macchinetta dell’ossigeno. Nella mia casa ci saranno 18/20 gradi. A mie spese e chiedendo aiuto a mio figlio idraulico ho fatto mettere le valvole termostatiche, ma sono l’unico condomino che ce le ha. Gli altri tengono i termosifoni accesi al massimo anche nei corridoi. Avrebbe dovuto provvedere l’Atc per farci risparmiare ma qui nessuno l’ha mai vista... Quest’anno il riscaldamento funziona, l’anno scorso s’è rotto e per mesi siamo rimasti al freddo”.

Ma c’è di più ed è che questi mono e bilocali non hanno balconi e la maggior parte delle finestre sono pressoché inaccessibili, quasi dei lucernari, peraltro senza tapparelle.

Tant’è!

“Anche i parcheggi ci hanno tolto. L’ho detto in Comune e mi han detto di rivolgermi all’Atc. Quando ci rivolgiamo all’Atc ci dicono di rivolgerci in Comune. Qui i problemi sono tanti e più si va avanti più peggiorano...”.

Impieri qualche mese fa si era candidato in lista con Stefano Sertoli. 

“L’ho fatto per accendere un faro su questi problemi e su Ilaria la ragazza della porta accanto. L’Amministrazione comunale deve trovare una soluzione per lei...”.

Qualcosa è già successo. Lui e Ilaria probabilmente finiranno nel testo di un’interpellanza a firma dei consiglieri comunali Massimiliano De Stefano e Paolo Noascone.

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