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La polemica
11 Dicembre 2023 - 16:05
Silvio Varetto
Ha fatto molto scalpore quel sindaco (Alberto Graffino di San Benigno Canavese) che nei giorni scorsi ha portato la sua "indennità" a 4 mila euro lordi al mese con decorrenza 1 gennaio 2024. A ruota il vice Sindaco, Michele Cavapozzi 2 mila euro lordi. Gli assessori circa 1800 euro lordi.
Parliamo di un piccolo comune del Canavese da circa 6 mila abitanti. Il Sindaco, in pratica, percepirà 667 euro ogni mille abitanti. Nella delibera di giunta si fa riferimento ad una legge nazionale che “imporrebbe” l’aumento.

I nuovi stipendi previsti in delibera
La legge c’è, esiste, è vero, ma non impone un bel niente.
In verità non si trattava di uno scatto ma di un “incremento” previsto dalla legge di bilancio del 2022, da corrispondersi in parte già nel 2023 e in parte nel 2024.
Solo che, da qui in avanti, in controtendenza rispetto al passato, e probabilmente per evitare polemiche, il Governo (all’epoca c’era Draghi, ndr) ha deciso di utilizzare una logica diversa: rimborsare i Comuni totalmente in base ai nuovi calcoli, salvo chiedere la restituzione di quanto “inviato” a quelle Amministrazioni comunali che (e questo è scritto a caratteri cubitali) avessero deliberato indennità più basse.
Molte amministrazioni comunali lo han fatto: basta farsi un giro sulla rete per scoprirlo. Han detto “no a me basta l’indennità che ho” e han restituito o restituiranno i soldi alla Banca d’Italia, altre han dette “col cavolo” che li restituisco “Me li tengo!”.

in foto, la tabellia con tutti gli aumenti previsti in base alla popolazione
Tra chi all'indennità ha rinunciato totalmente c'è il sindaco di Alpette Silvio Varetto che sta concludendo il suo terzo mandato.
"Quando leggi che in certi Comuni fare l’amministratore rende molto bene, a scandalizzarsi non sono solo i cittadini ma anche quei sindaci che, lungi dall’aumentarsi gli emolumenti, vi hanno in realtà sempre rinunciato - mette le mani avanti - Certo una scelta del genere fa notizia ma c’è anche chi non ha mai, in 15 anni, ritirato l’emolumento, e lo ha invece lasciato al Comune. E’ quello che abbiamo fatto noi ad Alpette: se il sindaco rinuncia, rinunciano di conseguenza anche il suo vice e gli assessori, e i consiglieri fanno la stessa cosa con il gettone di presenza. A cosa siano serviti i soldi che abbiamo lasciato nelle casse pubbliche lo sappiamo perfettamente: a finanziare il Centro Sanitario Comunale”.
Facendo notare quanto siano incongruenti le norme che regolamentano i compensi degli amministratori, il sindaco di Alpette sottolinea infine come nelle Unioni Montane non siano previsti emolumenti per alcuno “nemmeno per il Segretario e questa è una cosa assurda”.
Tant'è!
Che si possa rinunciare all'indennità lo dice anche chiaro e tondo la Corte dei Conti.
"Il Sindaco - scriveva l'11 luglio del 2022 - ha certamente la facoltà di rinunciare all’indennità, essendo quest’ultima un diritto di credito per sua natura disponibile, e potrebbe anche effettuare una rinuncia condizionata ad una specifica destinazione delle somme, ma gli effetti del negozio giuridico rimangono circoscritti alla sfera patrimoniale del rinunciante (acquisizione o meno al patrimonio) e non possono incidere sulle ulteriori destinazioni delle somme, destinazioni che rientrano nella discrezionalità dell’ente; a maggior ragione, secondo la Corte, la volontà del Sindaco non può mutare la destinazione di una somma allorché la stessa sia stata stabilita inderogabilmente dalla legge...".
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