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IVREA
09 Dicembre 2023 - 22:12
Alza le braccia al cielo. Sembra quasi di sentirla, l'assessora (con la A) Gabriella Colosso. Lei che in tutti questi anni, in quel suo essere "femminista", ci ha costruito tutto il suo mondo, combattendo ogni discriminazione. Sempre dalla parte delle minoranze.
Lei che s'è fatta valere accendendo più d'un faro finanche intorno all’oscuramento linguistico della figura professionale e istituzionale femminile considerandola una negazione, oggi, di fronte allo scivolone commesso da sindaco Matteo Chiantore e presidente del consiglio Luca Spitale, in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di matrimonio di una trentina di coppie eporediese, non sa quasi che dire...

Lo saprebbe se ad amministrare ci fosse ancora ancora il centrodestra. A Stefano Sertoli, a Elisabetta Piccoli, a Anna Bono, avrebbe "fracassato" le orecchie da quante gliene avrebbe dette... Non li avrebbe mollati un secondo. Sarebbe andata giù con un comunicato bello pesante e se ne sarebbe fregata di ogni giustificazione, tipo quella che "è colpa degli uffici" o dell'addetto stampa.
Cosa è successo?
Molto semplicemente che in un comunicato diffuso oggi, l'Amministrazione in chiave "maschilista" e "patriarcale", in occasione della festa per i 50 anni di matrimonio, tenutasi questa mattina al Teatro Giacosa, ha elencato le coppie indicando solo il cognome dei mariti....
"Le donne hanno presentato istanza in Prefettura per cambiare cognome o è una semplice svista?" si è subito precipitato a commentare sui social il consigliere comunale Massimiliano De Stefano.
A stretto giro la risposta "deboluccia" di Colosso. E va bene che sia deboluccia, per carità. Sarà gia che questo può essere considerato un valido motivo per far cadere una giunta...
"Il certificato riprodotto - mette le mani avanti Colosso - risale al 1973 la parità dei diritti e doveri tra marito e moglie non era ancora stata votata e la donna sposandosi assumeva il cognome del marito. Ancora oggi, sovente, negli atti, nelle domande e nei documenti burocratici troviamo solo il genere maschile. La cultura, il vero cambiamento, avviene un passo alla volta, (lasciami usare le parole di Ruth Bader Ginsburg) anche attraverso il linguaggio. Questo è uno dei tanti motivi perché, purtroppo, esiste ed esisterà, l'esigenza di avere un'assessorato alle pari opportunità: per cambiare gli usi linguistici, nonostante le resistenze e le facili ironie...".

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