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Settimo Torinese

Corgiat: "A me piacerebbe tornare a litigare con Vacis..."

Continua il dibattito intorno al teatro di Settimo

Aldo Corgiat, Gabriele Vacis, Settimo Torinese

Aldo Corgiat e Gabriele Vacis,

Cos'è la cultura? Cos'è il teatro? Che cosa è stato e che cosa potrebbe essere Gabriele Vacis per Settimo Torinese? Si infittisce il dibattito sul suo esilio nella città che lo ha visto nascere, crescere e diventare famoso insieme a tanti altri artisti che proprio a Settimo s'erano messi in testa di costruire e rappresentare un mondo diverso. 

"Confermo quanto detto da Gabriele Vacis a proposito dei rapporti tra di noi - commenta oggi l'ex sindaco Aldo Corgiat - Ho sempre considerato la sua esperienza artistica come una delle eccellenze che qualificano la storia della nostra Città. Il successo delle sue regie e la presenza come professionista in eventi di interesse internazionale (il lancio della nuova ‘500 o l’apertura delle XX Olimpiadi invernali nel 2006, ad esempio) non hanno bisogno di commenti o di patenti di politici o di pseudo intellettuali locali. Ricordo anch’io con piacere quando in una sera di lavoro nel mio ufficio venne fuori, da un dialogo con lui, l’idea della campagna relativa al 50-esimo della città di Settimo. Le bandiere consegnate ai cittadini, lo slogan Settimo bella da vivere e il claim “to be Settimo” furono il frutto di un reciproco riconoscimento e di una comune passione per la città...".

"Durante il mio mandato di Sindaco  - aggiunge  - ho sempre cercato di “riportare a casa” l’esperienza culturale ed artistica rappresentata da Gabriele ma fattori esterni hanno reso questi tentativi semplici tentazioni. Nei lontani anni ’80 fui (da amministratore) protagonista, assieme al Sindaco Cravero e l’assessore Agricola, di quella stagione di riscossa (o di rinascimento artistico della città). Ciò che mi divideva da Gabriele non era di certo l’idea di trasformazione della città (allora totalmente priva di spazi culturali eccezion fatta della biblioteca) ma la lettura politica che veniva data a quella trasformazione. Quella divisione è tutt’ora presente ma dovrebbe essere quanto meno attualizzata e mi piacerebbe ci fossero occasioni per farlo...".

Quindi la Sindaca Elena Piastra e il Presidente della Fondazione ECM Silvano Rissio?

"Sbagliano nel ridurre questa vicenda in termini di spazi e soldi “concessi” all’associazione PEM. Lo trovo persino un po’ volgare, in primo luogo perché non sono risorse private ma pubbliche e affermazioni del tipo “gli abbiamo dato….” denotano invece una visione secondo la quale se sei amico ti finanzio o altrimenti… Credo però che anche Vacis sbagli ad affidarsi alla politica. Non ne ha bisogno. Credo che lui possa avere l’autorevolezza, magari con alcuni altri protagonisti del Laboratorio Teatro come Curino, Zamboni o altri, di autoconvocare un incontro dove chi è interessato possa parlare di città, di nuovi bisogni, di teatro, di trasformazioni e vocazioni. Solo in questo modo si potrà riportare a galla il progetto e ridare occasioni di protagonismo a giovani sempre più dimenticati. Mi piacerebbe poter nuovamente litigare con Vacis su un Piano di Azione Culturale che non avrà bisogno di regalie ma troverà nel confronto e nella critica la forza per affermarsi e dare un senso ad un territorio."

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