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Chivasso

"Vai da un'altra parte a fare il pagliaccio": Castello insulta Doria e poi si scusa

Un Consiglio comunale tesissimo

Chivasso

Claudio Castello e Matteo Doria

Ma non fare tanto cine dai, vai da un’altra parte a fare il pagliaccio”. 

L’insulto che l’altra sera in Consiglio comunale il sindaco Claudio Castello ha rivolto al consigliere Matteo Doria di "Amo Chivasso e le sue Frazioni” ha trasformato quello che poteva avere la parvenza di un dibattito in uno sconfortante teatrino che ben rappresenta la deriva che ha preso la politica a Palazzo Santa Chiara.

Si parlava di Ciss, il Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio-Assistenziali, e della presa d’atto della fuoriuscita dei due Comuni Casalborgone e Castagneto Po che hanno deciso di aderire ad un altro consorzio socio-assistenziale, ritenendolo evidentemente più conveniente.

L’offesa di Castello è arrivata dopo che la minoranza, da Falbo a Buo, passando per Prestìa e Doria, aveva stigmatizzando il venir meno della centralità politica di Chivasso nel chivassese.

All’ennesimo affondo politico, è arrivata l’offesa personale. 

Ma non fare tanto cine dai, vai da un’altra parte a fare il pagliaccio”, ha sbottato Castello rivolto a Doria.

E l’offesa sarebbe passata anche un po’ sotto silenzio se il consigliere Doria non avesse richiamato il maestro, pardon il presidente del Consiglio comunale Alfonso Perfetto: “L’ha detto! L’ha sentito che l’ha detto? Allora lo riprenda! Mi stanno arrivando reazioni da tutti quelli che stanno seguendo il Consiglio in streaming…”. 

Alfonso Perfetto presidente del Consiglio comunale

E così Perfetto, un po’ imbarazzato, ha fatto. Prima ha sospeso il Consiglio comunale per confrontarsi con il segretario e capire se fosse il caso o meno di imbastire l’impeachment a Castello - da regolamento, l’offesa in Consiglio viene giudicata da una commissione ad hoc composta da tre consiglieri, ndr - poi ha ripreso la seduta dando la parola al sindaco che, come si faceva a scuola, ha chiesto scusa. 

Chiedo scusa per l’indebita attribuzione che ho dato al consigliere Doria, mi scuso per questo intervento”.

E’ contento, Doria?”, ha chiesto il maestro, ardon, il presidente del Consiglio comunale.

Ma come faccio ad essere contento di un insulto? Comunque accetto le scuse…”, ha concluso Doria.

Tutto è bene quel che finisce bene, quindi. 

C’è però, in tutto questo, una piccola morale. 

Ancora oggi, a distanza di 11 anni da quell’udienza del processo Minotauro nell’aula bunker del carcere delle Vallette di Torino, le parole del giudice Paola Trovati rivolte al consigliere comunale Giovanni Scinica risuonano attualissime, e non solo perché Scinica è ancora lì.

Giovanni Scinica consigliere comunale di Chivasso da 25 anni

Oddio signor Scinica (Giovanni, ndr), è veramente interessante quello che dice, non per il processo ma per lo sconforto che crea. Prego, vada avanti…”.

E’ evidente che lo “scinichismo” oggi s’è diffuso a tutto il Consiglio, colpendo a destra e a manca. E contagiando anche l’ultimo arrivato, Stefano Mazzer.

Il nostro ente subisce un recesso unilaterale dal Ciss - è intervenuto il consigliere comunale l’altra sera, punta di diamante del nuovo Pd chivassese ed amico del segretario Massimo Corcione -. Le domande che fate sono lecite (ha detto rivolgendosi all’opposizione che cercava di imbastire un dibattito, ndr) ma indirizzatele a quei due Comuni che hanno deciso di scorporarsi dal Ciss”. 

In morte della politica. Amen.

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