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Migliaia di anziani abbandonati da Poste Italiane: lo scandalo fa infuriare i cittadini

La riapertura dell'ufficio postale viene rimandata per la quarta volta: una presa in giro

Migliaia di anziani abbandonati da Poste

Migliaia di anziani abbandonati da Poste

Non che ci aspettassimo qualcosa di diverso, sia chiaro. Però ogni volta, a suo modo, è una sorpresa. Poste Italiane ha infatti deciso ancora una volta (e ancora senza dare spiegazioni) di rimandare l'apertura dell'ufficio postale al 13 dicembre. La data prevista doveva essere l'1, cioè ieri.

Magicamente, però, sul sito del Comune è ricomparso l'avviso che metteva in guardia i cittadini sull'ulteriore slittamento della riapertura dell'ufficio nolese. Il quale, lo ricordiamo, è chiuso dallo scorso luglio per permettere a Poste di effettuarci dei lavori di ristrutturazione che avrebbero dovuto renderlo più efficiente.

L'ufficio doveva aprire il 1 settembre. Poi l'apertura è stata rimandata al 12 ottobre. Poi di nuovo al 13 novembre. Poi al 1 dicembre. Infine, come da ultimo annuncio, al 13 dicembre. A fare le spese dei ritardi sono soprattutto gli anziani, che compongono la maggior parte della popolazione di Nole e che necessitano dei servizi vicini.

Gli stessi lavori hanno avuto luogo anche in alcuni uffici postali limitrofi, che hanno riaperto regolarmente. Quello di Nole no. E perché? Bella domanda. Nessuno s'è degnato di dare mezza spiegazione. Poste si limita a procrastinare di volta in volta la data di apertura e il Comune rilancia l'avviso di poste sul suo sito e sui suoi canali social senza aggiungere nulla.

L'ufficio postale deve riaprire

Il consigliere di minoranza Davide Arminio, intanto, si è attivato per scrivere un reclamo sul form di Poste, dopo che il suo gruppo consiliare aveva scritto all'azienda e al sindaco chiedendo risposte. Al momento da ambo le parti hanno ricevuto solo mutismo selettivo.

I cittadini se ne sono accorti. "Scusate, ma l'ufficio postale non apre più?" ha scritto infatti una cittadina su Facebook di fronte all'ennesimo rinvio. Formidabile al risposta del capogruppo di minoranza Walter Togni.

"Cosa pretendete? Abbiamo la piazza più bella del Piemonte. Un asilo nido costato solo 1.200.000 euro per 19 bambini. Una viabilità da fantascienza. Una fonte di reddito inesauribile (semaforo). Code inquinanti dal semaforo alla rotonda, sempre. Scuole che tengono al fresco i bambini con le infiltrazioni di acqua. La previsione di un posteggio sotterraneo sotto l'oratorio. Casa Perotti quasi a posto per il 2030 forse. Insomma, per un paese così vivo da far sembrare il cimitero un ritrovo da movida, pretendere che ci siano anche i servizi base mi sembra troppo".

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