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Ivrea

Un albergo nell'ex Caserma? Con chi sta parlando il sindaco? Un "regalino" che non piace al centrodestra

L'opposizione chiede al sindaco di puntare sulla passerella, su un progetto per il raddoppio della Ivrea Chivasso e sulla liberalizzazione dell'autostrada

Un albergo nell'ex Caserma? Con chi sta parlando il sindaco? Un "regalino" che non piace al centrodestra

Il tunnel ferroviario visto da dentro...

Da che si parlava dell'ampliamento del tunnel ferroviario come lo "tsunami" che avrebbe devastato la città, ad oggi con al centro dell'attenzione solo le "compensazioni" e più nessuna voglia di combattere o di stare ad ascoltare quei cittadini seriamente preoccupati.

Parliamo evidentemente dei "regalini" che RFI (Rete Ferroviaria italiana) farà alla città per "il disturbo" che durerà non meno di 9 mesi, con il traffico a senso unico alternato sul "lungodora" e circa un centinaio di autobus che andranno e verranno dalla stazione di Ivrea a quella di Aosta.

Secondo i consiglieri comunali di centrodestra (Elisabetta Piccoli, Andrea Cantoni, Paolo Noascone e Gabriele Garino) si sta chiedendo troppo poco. Sono convinti che si potrebbe ottenere molto, ma molto di più.

Quel che secondo loro non c'entra nulla è, invece, la risistemazione di uno dei due edifici dell'ex Valcalcino che avrebbe potuto essere venduto al miglior compratore per mettere a posto i conti del Comune.

L'ex tipografia vista sulla sponda opposta della Dora

E si ricomincia dall'ex assessore Michele Cafarelli (qualcuno se lo ricorda ancora?). Aveva chiesto un "Progetto sul raddoppio selettivo della linea ferroviaria Ivrea-Chivasso, il consolidamento della soletta del Lungo Dora all'altezza dell'ex Tipografia e, non in ultima, la realizzazione di una nuova passerella ciclopedonale sulla Dora...

"Quest'ultima però - dicono i quattro -  è stata eliminata per far posto al recupero dell'ex Valcalcino... Lo si è appreso, come accade troppo spesso, dai giornali e negli ultimi minuti dell'incontro pubblico di martedì 14 novembre alle Officine H. A noi non sta bene! Per questo inviteremo il sindaco e la giunta a rivedere questa scelta, dando priorità all'interesse pubblico e alle ricadute che avrebbe un'opera strategica come la nuova passerella ciclopedonale sulla Dora".

Secondo le Opposizioni non farla sarebbe un peccato. Lo dicono peraltro tirando fuori il verbale   della Conferenza di Servizi del 23 dicembre del 2022. In un passaggio si legge che la Soprintendenza richiedeva "...la complessiva riqualificazione dell’intero fronte edilizio affacciato a sbalzo sulla Dora..." e in una "Tabella delle prescrizioni" si affermava che "si ritiene che un progetto compensativo adeguato possa prevedere la sistemazione strutturale del lungo Dora e la realizzazione di una infrastruttura per l'attraversamento pedonale sulla Dora." 

Insomma... "dal dialogo con RFI si era sviluppata una visione progettuale che avrebbe consentito il recupero dell'ex tipografia, resa accessibile da una terrazza direttamente collegata alla nuova passerella che, sfruttando il ponte ferroviario esistente, avrebbe consentito la viabilità ciclo-pedonale dal Lungo Dora allo Stadio della Canoa, realizzando così un unicum paesaggistico per una delle risorse turistiche più importanti della città... Ciò avrebbe inoltre consentito finalmente un nuovo attraversamento ciclabile della Dora, nonché un più sicuro percorso per gli studenti dell'istituto Cena, ma soprattutto si sarebbe regalato alla città un'opera strategica realizzabile solo in accordo con RFI, per cui evidentemente non più attuabile nel caso venisse eliminata dalle compensazioni..."

tunnel ferroviario

Morale? Per parlarne più approfonditamente e impegnare sindaco e assessori a fare marcia indietro, al consiglio comunale in programma martedì 28 novembre, il centrodestra si presenterà con una "mozione".

Di straforo parleranno anche del tunnel (un po' con l'obiettivo di agitare la maggioranza) ricordando che Matteo Chiantore insieme alla sua coalizione, in campagna elettorale aveva esposto numerose soluzioni per evitare i lavori e, ancora che, nell'agosto del 2022, all'unanimità, il consiglio comunale di ivrea aveva votato una mozione in cui si richiedeva "ai Ministeri e agli assessori regionali competenti, a RFI, a Trenitalia di rinunciare all'ampliamento del tunnel ferroviario di Ivrea...".

L'allora sindaco Stefano Sertoli, poi, in una nota a RFI del 10 agosto del 2022  aveva posto l'accento "sulla mancata definizione  di opere compensative in grado di giustificare non solo i disagi conseguenti a circa due anni di cantiere in centro storico ma soprattutto della permanente alterazione di uno dei tratti più suggestivi della città...".

Insomma secondo le Opposizioni quel che si è ottenuto è troppo poco. A loro avviso si potrebbe aggiungere un Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica sul raddoppio del binario della Chivasso-Ivrea e la liberalizzazione dell'autostrada ai caselli di Ivrea, Quincinetto e Albiano.

"Le opere compensative hanno la finalità di intervenire sull'area oggetto dell'intervento, trasformando in opportunità ciò che inizialmente è una criticità - stigmatizzano -  Quindi perchè il Valcalcino? Siamo stati noi a modificarne la destinazione d'uso in  turistico-ricettiva ma avevamo anche inserito gli immobili nel piano delle alienazioni, proprio per le loro potenzialità di mercato, ben sapendo della carenza di strutture alberghiere ed ostelli...".

Concludendo?

Secondo Piccoli, Gambino, Cantoni e Noascone l'abbandono del progetto della nuova passerella ciclopedonale sulla Dora in favore del recupero della Valcalcino puzza un po'!

"Ci è sembrato di capire che il Sindaco abbia già avviato un dialogo con dei privati per la rifunzionalizzazione della Valcalcino mediante un Project Financing - concludono - Con questa scelta si sta privilegiando l'interesse di qualche privato, al quale RFI ristrutturerebbe l'immobile da gestire come struttura alberghiera, a scapito dell'interesse pubblico che invece avrebbe un'opera strategica come la nuova passerella ciclo pedonale sulla Dora...".

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