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17 Novembre 2023 - 15:49
Il centro di Balme, il paese con più case vuote delle Valli di Lanzo
Per scendere sotto il 50% bisogna arrivare a Germagnano. Sopra comincia il deserto. E infatti, quella del deserto è l'unica immagine che rende plasticamente la situazione del patrimonio immobiliare delle Valli di Lanzo: la gran parte delle case, qui, è vuota.
Lo dicono i dati Istat elaborati da Openpolis lo scorso maggio: per calcolare questi dati si considera la dimora abituale, ovvero il luogo in cui una persona trascorre abitualmente il periodo di riposo giornaliero. Insomma, le case dove la gente rientra dal lavoro o dove i pensionati trascorrono la maggior parte del loro tempo.
Ebbene, nelle Valli di Lanzo ci sono comuni come Balme, in fondo alla Val d'Ala, in cui il 90,44% delle case sono vuote. Si tratta di luoghi in cui le persone trascorrono un giorno alla settimana e forse un mese in estate: nella parte restante dell'anno non c'è nessuno.

I dati completi
Segue Groscavallo, con il 90,41% di case vuote. Anche qui si tratta di un paese al fondo di una valle completamente escluso dall'accesso ai servizi di base. Qui mancano i pediatri, i medici di base sono una rarità e l'accesso al trasporto pubblico pure.
Stessa identica situazione a Lemie, paese a metà della Val di Viù, che occupa la terza posizione di questa tristissima classifica: qui il 90,2% delle case sono vuote. Insomma, delle 10 milioni di case vuote su tutto il territorio nazionale, la gran parte sono nelle aree interne. Riducendo questo ragionamento al Piemonte la situazione non cambia: anche qui, gran parte del patrimonio immobiliare inutilizzato sta nelle alte valli.
La situazione pare migliorare leggermente, con percentuali che oscillano tra il 62 e il 76%, nei paesi serviti dalla ferrovia Torino-Ceres, che si conferma tra i servizi più importanti del territorio. Parliamo di Pessinetto, Mezzenile, Traves e Ceres.
Situazioni come queste sono comuni a tutte le aree interne del Paese. Quelle, cioè, dove mancano stazioni del treno connesse alla rete Intercity, istituti di istruzione secondaria e presidi sanitari di base.
Quasi 4mila Comuni sugli 8mila presenti in tutta la Penisola ricadono sotto questa definizione. Questi territori - riporta sempre Openpolis - coprono il 58,8% della superficie nazionale, e sono abitati da circa 13,4 milioni di persone (22,7% della popolazione residente nel 2021)".
Di questi, 8 milioni di persone vive in aree distanti dai 27,7 ai 40,9 minuti dai capoluoghi e dai contesti urbani più sviluppati. Oltre 4,6 milioni abitano in comuni periferici, mentre altre 720mila persone vivono in aree ultraperiferiche (cioè comuni, perlopiù montani o isolani, distanti almeno 67 minuti dal centro più vicino).
La situazione in termine di case utilizzate cambia da Germagnano in giù. A Lanzo Torinese, il paese da cui si "aprono" le tre valli di Lanzo, la percentuali di case disabitate scende al 39,07%. A Cirié, vera e propria "capitale" del territorio, le case inutilizzate o poco utilizzate sono invece solo il 23,08%, sei punti percentuali sopra Torino.
Tra i luoghi più appetibili del territorio sotto questo aspetto c'è invece Venaria Reale, con il 90% di case abitate tutto l'anno. La vicinanza a Torino unita alle dimensioni ridotte e all'atmosfera "da paese" che si respira in certe sue frazioni fanno della Reale un posto attraente per le persone la cui vita gravita attorno a Torino.

A Venaria Reale sono disabitate solo il 10% delle case
Qui non mancano neanche i bus, che collegano la Reale a Torino in pochi minuti, e il treno, che da gennaio 2024 dovrebbe riprendere a passare con continuità. Situazione ben diversa per le lontane, lontanissime Valli di Lanzo, che scontano i chilometri di distanza dal capoluogo, la posizione geografica e la carenza di servizi.
"Bisogna ragionare sul fatto che quelle case vuote sono però anche indisponibili" commenta il presidente dell'Unione comuni comunità enti montani Marco Bussone. Quel dato statistico isolato "è vuoto, perché non ci dice il perché né il come quelle case possono tornare piene".
Questo perché "se si analizza quel dato si scopre che quelle case sono spesso di proprietari che non le vendono né le affittano perché non sono affittabili, magari perché le condizioni di salute degli immobili richiederebbero sforzi eccessivi per ricollocarle". Eppure "il tema dell'abitare resta decisivo per dire che cosa vogliamo fare delle nostre Valli".
Forse, la soluzione potrebbe addirittura passare per la costruzione di nuovi immobili. Può sembrare paradossale? Non per Bussone: "Costruire del nuovo potrebbe servire se ad esempio viene effettuato con l'edilizia convenzionata, come ha fatto il comune di Ostana".

Il presidente Uncem Marco Bussone
Il Comune della Valle Po ha acquistato immobili abbandonati a poche lire, li ha abbattuti e li ha ricostruiti a vantaggio di chi vuole andare ad abitarci. Anche perché "al netto di qualche abbiente che compra la Villa, chi vuole venire ad abitare nelle Valli ha bisogno di affittare una casa a prezzi adeguati" spiega il presidente Uncem.
Di fronte a queto numero abnorme di case sfitte c'è chi allarga le braccia: "Che ci vuoi fare, Usseglio è a un'ora di macchina da Torino...". Forse però questa prospettiva andrebbe riconsiderata: "Dalla periferia di Milano al centro ci si mette sempre un'ora, soprattutto a causa del traffico" considera Bussone.
Che spiega come "sulle distanze bisogna sempre intendersi: se io, poniamo, da Ceres ho servizi adeguati, un buon sistema di trasporto, un asilo nido e un medico di base, beh, questo annulla le distanze".
"C'è stato un importante sviluppo edilizio negli anni '60 e '70 in tutte le Valli di Lanzo" spiega invece il sindaco di Balme Gianni Castagneri. Castagneri non amministra solo il territorio del suo comune, ma ne conosce la storia per filo e per segno. Quelle case costruite rapidamente cinquant'anni fa, oggi, sono quelle che restano vuote gran parte dell'anno.

Gianni Castagneri, sindaco di Balme
All'epoca si pensava che nelle Valli l'industria turistica legata allo scialpinismo potesse dare da mangiare a tante persone. Così non è stato, e da quel momento è cominciato il deflusso verso la Città. Alcuni proprietari si sono però dati da fare fiondandosi sulla possibilità di trasformare le case in hub turistici da lanciare sul mercato degli affitti brevi.
"Il fenomeno dei bnb ha toccato anche il nostro territorio, soprattutto a partire dagli anni 2000 - prosegue Castagneri -. A me sembra un ottima cosa, un modo per fare un turismo un po' più a spot".
Il dato sulle case vuote va incrociato con quello sulla mancanza di servizi di base nei territori montani e sull'invecchiamento della popolazione e sul conseguente decremento demografico. Decremento che ha colpito tutti i territori montani delle Valli di Lanzo. Basti pensare che nel corso dell'ultimo secolo due terzi della popolazione di Balme è scomparsa.
Istat prevede infatti che nel 2070 i residenti in Italia non raggiungeranno nemmeno la soglia dei 50 milioni, attestandosi secondo le stime a 47,7 milioni. Questo è dovuto a un progressivo calo delle nascite che sbilancia anche la quota di persone anziane presenti nel territorio italiano. Sempre secondo Istat, infatti, nel 2050 le persone con età superiore ai 65 anni saranno oltre un terzo della popolazione, secondo le stime il 34,9%.
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