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Cronaca

Giorgia Meloni ritira la querela contro il cittadino canavesano che l'avrebbe diffamata?

C'era attesa ieri in Tribunale ad Ivrea, ma la premier non si è presentata. Per la nuova legge è obbligata a testimoniare altrimenti le accuse cadranno

La premier Giorgia Meloni

La premier Giorgia Meloni ha querelato il chiaveranese Franco Cappelletti

Aspettavano tutti lei in Tribunale ad Ivrea. Ma ieri, martedì 14 novembre, la premier Giorgia Meloni non si è presentata.

Era chiama a testimoniare per la querela da lei stessa sporta nei confronti di un comune cittadino di Chiaverano, Franco Cappelletti, che nell'agosto del 2019 l'aveva attaccata a mezzo social.

"Da adulta, la figlia della Meloni rimpiangerà di non essere stata a Bibbiano". Questo il tweet per il quale la Meloni aveva presentato querela per diffamazione e ieri era chiamata a testimoniare. 

Nell'aula del giudice Andrea Cavoti, ad attenderla c'era anche la procuratrice capo Gabriella Viglione, scesa personalmente in aula. Ma il capo del governo non si è presentato, un fatto che potrebbe aprire la strada alla remissione della querela contro Cappelletti. Con la riforma Cartabia, infatti,  chi presenta una querela è tenuto a testimoniare pena quella che si chiama, appunto, "remissione tacita". In questi casi il processo decade automaticamente. 

C'è anche da dire che il presidente del Consiglio ha la facoltà di testimoniare direttamente dai suoi uffici e questo potrebbe significare che, per un udienza il processo potrebbe essere trasferito a Roma. 

Per ora non se n'è parlato e la Meloni resta nella lista testi della procuratrice Viglione. 

La vicenda in questione è vecchia di quattro anni e risale proprio alla pubblicazione di quel post su Twitter da parte di Franco Cappelletti, un cittadino qualsiasi.

Chi lo conosce (e a Ivrea lo conoscono in tanti) sa che Cappelletti, 57 anni, è un pezzo di pane, che quella “battuta” voleva essere ironica, che da sempre lo si trova sui social a “punzecchiare”, “stemperare”, “ammorbidire”, ridere e sorridere alla vita. Per qualche tempo è stato anche un nostro collaboratore. Curava una rubrica di "storia" all'incontrario.

Franco Cappelletti ha 57 anni ed è di Chiaverano

Al suo tweet, Giorgia Meloni aveva risposto scrivendo: "Ecco dove siamo arrivati. Che schifo".

Aveva fatto seguito a solidarietà del Garante dell’Infanzia del Lazio, Jacopo Marzetti, che è anche membro della commissione d’inchiesta su Bibbiano. “Attaccare una madre o peggio una figlia indipendentemente dal ruolo che ricopre è un fatto grave e non accettabile -  ha scritto -  Mi aspetto e sono certo che tempestivamente tutta la politica e le autorità proposte si uniscano alla solidarietà a Giorgia Meloni prima ancora che come politico come donna e madre e condannino a voce alta ogni frase che possa coinvolgere la minore o in generale un minore”. 

La sinistra non si era fatta sentire e il senatore forzista Francesco Maria Giro aveva espresso la sua vicinanza “per l’ennesimo attacco” subìto dalla Meloni.

Come lui anche il consigliere capitolino Rachele Mussolini: “Le offese di un orco nulla toglie alla forza di una famiglia solida come quella dell’amica, collega e mamma. Nell’offesa volgare e raccapricciante si scoprono le carte, di come a sinistra pensieri e metodi sono rapportarti a turpi atteggiamenti dove neppure i bambini sono salvi. Tutto il mio personale sostegno a Giorgia Meloni per essere ancora più forti nel combattere tanto degrado.” 

Da Ivrea era arrivato il duro commento di Rebel Firm“Inutile ribadire la nostra distanza dal partito FdI, ma questi casi chiamano ad una levata di scudi, a tutela dei bambini.  Ci chiediamo cosa diranno i signori Comotto, Perini, Tarena, e tutta quella sinistra tanto impegnata ad impedire a Rebel firm di manifestare, nel vedere tanta infamia da parte di un loro compagno. I bambini non si toccano, neanche verbalmente...”. 

E meno male, aveva infine tuonato “Il Giornale” di Alessandro Sallusti che sul suo account Francesco Cappelletti “ha sentito il bisogno di aggiungere l’hastag #antifascista....”.

Il Tweet di Franco Cappelletti

Era l'agosto del 2019 e la polemica estiva  era stata ripresa da molti quotidiani nazionali. Spenti i riflettori, della vicenda non si era più saputo niente. Un anno fa, poi, Cappelletti riceveva dalla Procura la comunicazione della chiusura indagini e lo scorso lunedì 9 ottobre si teneva in Tribunale ad Ivrea la prima udienza.

Resta da capire cosa intenda fare la premier oggi. All'udienza pre-dibattimentale davanti alla giudice Lucrezia Natta, Giorgia Meloni si era costituita parte civile attraverso l'avvocato Luca Libra. Ma il legale nulla si era lasciato sfuggire circa le strategie processuali.

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