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Rivalba
13 Novembre 2023 - 00:08
Tre giorni di festa in quel di Rivalba, che hanno visto la presenza di circa 8mila visitatori. Il tutto, in occasione della 35esima edizione della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco delle Colline Torinesi, andata in scena da venerdì 10 novembre fino a domenica 12.
Le danze si sono aperte venerdì sera alle 20, con il padiglione gastronomico e musica e servizi offerti dallo storico Gruppo locale La Trona e la Pro Loco. Stesso programma anche per la giornata di sabato, in cui però è spuntata una novità: il primo Expo della Collina.
“Quest’anno Comune e Pro Loco hanno provato a inventarsi qualcosa di nuovo, l’EXPO dei prodotti della collina - spiega il sindaco rivalbese Davide Rosso - è quello che si suol dire “l’anno zero” ma c’è tanto entusiasmo e voglia di fare. Ringraziamo fin da subito chi ci ha creduto e ha dato la propria disponibilità per questa novità”.

Molte le autorità presenti alla Fiera; sul palco, il sindaco di Rivalba Davide Rosso e il ministro Paolo Zangrillo
Gran finale per domenica 12, in cui il protagonista indiscusso è stato, ovviamente, il tartufo. Le mostre fotografiche “Racconti del Silenzio” e “Pipistrelli: Folletti del Crepuscolo” (curate da Marco Facciano e dall’Ente Parco Po Piemontese), la possibilità di cimentarsi con cavalli, rapaci e falconieri e, sopattutto, la tradizionale mostra del mercato del tartufo e dei prodotti della collina in Piazza Sant’Amanzio.

I tartufai Sara Todarello e Luca Bannò al loro banco domenica mattina
“Come hanno detto i giudici presenti nel week-end, in questa fiera di Rivalba, un po’ per il meteo e per la condizioni climatiche, hanno trovato i tartufi più belli - ci spiega lo sciolzese Luca Bannò, presidente dell’associazione Trifole e Trifolé - oltre i turisti la cosa bella è che c’è una marea di gente che compra: i nostri tartufi li abbiamo venduti quasi tutti”. Non è mancato, tuttavia, un commento sui cambiamenti climatici: “l’ideale per i tartufi è la nebbia, e crescere tra gli 0 e i 5 gradi. Negli ultimi 10 anni il clima è cambiato - dice Bannò - ci sono in media 5 gradi in più del normale e le estati sono lunghissime, finiscono a metà autunno. Ci sono periodi di siccità prolungata e poi due giorni di piogge amazzoniche, ma i tartufi non hanno bisogno di questo: serve una pioggia costante o normale, che permetta all’acqua di penetrare nelle falde acquifere e stare nel terreno. I nostri prodotti ovviamente sono penalizzati da questa situazione: alle volte il suolo è talmente caldo che i tartufi escono con delle striature nere, come se fossero “scottati”.
Nonostante queste criticità, tra pezzi bianchi e neri, “il re della tavola” non è mancato. Menzione d’onore per il tartufo trovato da Alberto Discacciati: bianco, rotondo, con un peso di ben 312 grammi e incoronato dallo giuria come “il tartufo più bello della fiera”.

312 grammi per il "tartufo più bello della Fiera" di Davide Discacciati
“È un pezzo eccezionale, sia per pasta che per dimensioni - ci dice Discacciati - l’ho trovato sotto una quercia qui a Rivalba. I lagotti? No no, io ho due bastardini: hanno un olfatto che non ha niente da invidiare agli altri cani”.
Insomma, per i sali scendi delle vie del paese, in 3 giorni si sono susseguite circa 8mila persone, tra visitatori e amministratori locali; non male, se si pensa che Rivalba conta non più di 1200 abitanti.
Non nasconde la soddisfazione il Sindaco Rosso: “sì saranno arrivate 1000 persone venerdì e 1000 sabato; domenica, e li riusciamo a contare grazie alle navette che vanno avanti e indietro, ci saranno stati circa 6mila visitatori - afferma il primo cittadino - ovviamente siamo contenti, il tempo ci ha aiutato. Le edizioni si susseguono, cambiano gli scenari e (ahimé) cambia anche il clima, quello che non cambia è l’aroma unico che il nostro tartufo sa regalare. Quello tra questo prodotto e Rivalba è un connubio che parte da lontano, un amore che unisce le generazioni e che è destinato a perdurare”.
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