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Il caso

Politico vittima della bufala storica della "nuova regola di Facebook per le foto e la privacy..."

Il presidente del Consiglio comunale di Chivasso è scivolato come un boomer qualsiasi...

Chivasso

Il presidente del Consiglio comunale Alfonso Perfetto è caduto nella trappola della bufala online

“Mio nonno diceva: l’ignoranza fa legge… questa la dedico ai presuntuosi”.

Tra un video dell’inaugurazione della nuova stagione teatrale di Chivasso e quello di una mostra alla biblioteca Movimente, il presidente del Consiglio comunale Alfonso Perfetto dispensa sul suo profilo Facebook pillole di saggezza.

Alfonso Perfetto presidente del Consiglio comunale

Sabato mattina, però, scorrendo il suo profilo facebook, è inciampato nel più classico degli scivoloni che la sua generazione, quella che la rete ha già battezzato come “i boomer”, può commettere.

Perfetto, di nome e non di fatto in Consiglio comunale ed, evidentemente, anche su facebook, ha condiviso il post di una catena di Sant’Antonio, cadendo come un perfetto (con la minuscola) boomer qualsiasi. 

Da anni circolano le cosiddette catene di sant’Antonio, una sorta di attività di spam che vede in prima persona gli utenti dei social. In questi giorni è tornata a diffondersi quella della fantomatica “nuova regola di Facebook” riguardo alle foto che pubblicate nella piattaforma e alla vostra privacy, una bufala evergreen che torna ciclicamente ma questa volta con la variante Facebook/Meta.

La bufala su facebook postata da Perfetto

"Ciao 

È ufficiale. Firmato alle 10:33. È arrivato anche in TV

Il mio è davvero diventato blu. Ricordatevi che domani inizia la nuova regola di Facebook (alias... nuovo nome META) dove possono usare le tue foto. Non dimenticate che la scadenza è oggi!!! Non concedo a Facebook o a nessuna entità associata a Facebook il permesso di usare le mie foto, informazioni, messaggi o pubblicazioni, passate e future.

Il post condiviso da Alfonso Perfetto

Con questa affermazione, avviso Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire o intraprendere qualsiasi altra azione contro di me in base a questo profilo e/o al suo contenuto. La violazione della privacy può essere punita dalla legge

NOTA: Facebook è ora un ente pubblico. Tutti i membri devono pubblicare una nota come questa.

 

Puoi copiare e incollare questa versione se preferisci. Se non pubblichi una dichiarazione almeno una volta, consentirà tacitamente l'uso delle tue foto, così come le informazioni contenute nel tuo profilo e negli aggiornamenti di stato.

NON CONDIVIDERE. Copia e incolla.

Ecco come procedere:

Tieni il dito ovunque in questo messaggio e apparirà "copia". Clicca su "Copia". Poi vai sulla tua pagina, crea un nuovo post e metti il dito ovunque nel campo vuoto. "Incolla" comparirà e clicca su Incolla.

Questo bypasserà il sistema...

Chi non fa niente è d'accordo".

Qualche consiglio a Perfetto...

Ovviamente non esiste nessuna regola del genere. E il post è identico a tanti altri che circolavano già nel 2022 e nel 2019. 

E per controllare le novità relative a Facebook, così come eventuali modifiche della piattaforma, vi suggeriamo di leggere la Newsroom ufficiale (qui).

Consiglio che rivolgiamo anche al presidente del Consiglio comunale di Chivasso a cui consigliamo, anche, di prendere qualche ripetizione sull’uso dei social all’attivissimo assessore “a Facebook” Fabrizio Debernardi, il “maranza” perculatore di tutti i boomer della rete.

Chissà se ne avrà anche per il suo collega di maggioranza. Chissà…

Intanto, però, sui social il perculo nei confronti del presidente boomer del Consiglio comunale è già iniziato. 

Come dimostra il post del chivassese Marco Riva Cambrino, referente locale per il "Referendum Eutanasia Legale - Liberi fino alla fine”.

Vedendo, nuovamente, post che vietano a facebook l'utilizzo di foto e/o contenuti, alcuni ricoprenti cariche istituzionali (probabilmente a loro insaputa), mi tornano in mente le parole di Umberto Eco durante il discorso di conferimento della laurea honoris causa in "Comunicazione e Cultura dei media" - scrive Marco Riva Cambrino -. I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli".

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