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Dalla Romania comunista al Canavese: la storia incredibile del nuovo diacono

Per un periodo ha anche fatto l'operaio, poi la famiglia e l'arrivo della vocazione

Iosif Mihaes

Iosif Mihaes

Nato 51 anni fa a Roman, piccola città di provincia nella parte orientale della Romania, Iosif Mihaes sarà ordinato diacono di Nole il prossimo 19 novembre. La sua storia comincia negli anni '70, in quella Romania che ancora orbitava attorno all'Unione Sovietica. 

"Sono cresciuto in una famiglia numerosa di sette figli - spiega nella sua autobiografia ufficiale il futuro diacono -, con due genitori che hanno fatto del loro meglio per educarci alla vita cristiana e civile in un paese dove l’ideologia comunista limitava drasticamente la libertà di pensiero e di espressione religiosa".

L'incontro con la Chiesa

L'ateismo di Stato tipico dei regimi vicini al socialismo reale non ha fermato il piccolo Iosif: "Nella mia comunità parrocchiale ho incontrato un sacerdote saggio e coraggioso che, nonostante le difficoltà, ha saputo trasmettermi la vita bella del Vangelo, sigillando nel mio cuore il volto di Cristo servo e maestro di vita spirituale".

La Romania di Ceausescu non era un luogo favorevole per i cattolici

Iosif intanto cresceva, studiava al liceo e col passare del tempo approfondiva e arricchiva la sua fede crisitiana ortodossa: "Ho avuto modo di confrontarmi con i miei compagni di fede cristiana ortodossa e, cogliendo differenze e somiglianze, è nato dentro di me il desiderio di approfondire sempre di più lo studio della Bibbia e la vita dei Santi".

Gli studi coi francescani e il lavoro come operaio

Fu così che, dopo il crollo del comunismo, Iosif si diresse alle porte dei francescani conventuali, chiedendo di fare con loro un cammino di fede e studio sulle orme di san Francesco. "I frati francescani, appena usciti dalla clandestinità, avevano improvvisato una specie di seminario, nel quale hanno accolto me ed altri trenta ragazzi della mia età" spiega il futuro diacono.

Dopo un lungo cammino in seminario, Iosif capì che qualcosa gli diceva di cambiare strada, "per cui ho lasciato il convento, guadagnandomi da vivere come operaio metalmeccanico ad Ancona e poi a Torino. Nel 2001, ho avuto la grazia di incontrare Don Bruno Porta, delegato arcivescovile per IRC, il quale mi ha dato fiducia e l’opportunità di inserirmi tra gli insegnanti di religione cattolica, considerando il mio Baccalaureato in Teologia che avevo conseguito con i frati francescani a Roma".

La famiglia e la vocazione

L'approdo al cristianesimo cattolico si accompagna, nella vita del giovane, alla conoscenza con Gabriela, che di Iosif sarebbe diventata la futura sposa. Dalla loro unione sono nati Antonia, che oggi ha 19 anni, e Flavio, che ne ha 12. Oggi la famiglia vive a Nole, dove si è trasferita quattro anni fa da Torino.

Iosif con la sua famiglia

Iosif racconta che un giorno la sua vita ha subito una svolta improvvisa: "Quando la nostra vita di famiglia sembrava compiuta e piena di soddisfazioni, il Signore mi ha chiamato da parte e, con discrezione e tenerezza, mi ha istillato nel cuore il desiderio di seguirlo in una forma di vita particolare - racconta il diacono -, così da restituire quello che ho ricevuto in abbondanza".

Iosif racconta di essersi guardato dentro "e non ho notato dentro di me doti particolari se non una voce silenziosa che mi suggeriva di 'mettermi in cammino'. Mi sono guardato attorno e ho notato la fatica che fanno i nostri sacerdoti a tenere insieme le comunità cristiane e la necessità di arricchirla con nuovi 'ministeri ponte' tra il sacerdozio ed il popolo di Dio. E’ stato così che sei anni fa ho chiesto di intraprendere il cammino diaconale insieme alla mia famiglia, dicendo di Sì al Signore che non smette mai di rivolgerci l’eterna domanda 'Dove sei?'".

L'ordinazione di Iosif Mihaes avverrà il prossimo 19 novembre a Torino, ore 15.30, per mano di Monsignor Roberto Repole.

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