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Fondazione storico carnevale in braghe di tela. Quasi 70 mila euro di fatture degli sponsor non ancora pagate. Tanti debiti e pochi soldi in cassa

Altro che pareggio. Servono soldi. Parecchi soldi per consentirle di andare avanti

Fondazione storico carnevale in braghe di tela. Quasi 70 mila euro di fatture degli sponsor non ancora pagate. Tanti debiti e pochi soldi in cassa

Sentite un po’ questa. Il presidente della Fondazione dello storico Carnevale Alberto Alma chiudeva il bilancio al 30 giugno 2018 con 163.654 euro in banca e un debito di 12.217 euro. Oggi, dopo l'era di Piero Gillardi, ritorna e si ritrova con 39.447 euro in banca e 51.806 euro di debiti.

C’è o non c’è qualcosa di estremamente pruriginoso in questa scritture contabili o no?

Ma andiamo oltre. Nel 2018 il pareggio è a 324.667 euro. Nel 2019 sale a 398.745. Si impenna nel 2020 a 436.766 per ritornare a più miti consigli nel 2021  quando si attesta a 351.302 euro nonostante il blocco della manifestazione causa Covid. Nel 2022 siamo a 296.442 nonostante il Covid e nel 2023 a 316.475.

Inutile aggiungere o dire che su questa cosa qui. Su questa volatilità dei numeri (i soldi sono soldi) stan cercando di capirci qualcosa in molti e non è detto che non se ne riparlerà

Soprattutto (tenetevi tutti alla sedia) l’attenzione si sta concentrando su una riga del bilancio, quella delle sponsorizzazioni pari a 68.175 euro.

 

Soldi fatturati ma non ancora incassati. Insomma il conto consuntivo 2022/2023 si chiude a 316 mila e rotti ma ne mancano all’appello più di 68… La domanda a questo punto è: chi è il debitore. Una parte molto consistente del credito sarebbe da ricollegare all’Agenzia Idea Due a cui la Fondazione, per la prima volta nella sua storia, aveva affidato la raccolta pubblicitaria.

Posto che per il nuovo cda si tratta di una bella gatta da pelare. Da qui in avanti, in molti, avrebbero messo sotto il microscopio tutte le spese e gli investimenti effettuati negli anni del governo di centrodestra. Ogni più piccola fattura. Ogni minima operazione contabile, anche perchè, se non altro nell’ultimo anno, nel bilancio erano affluiti un sacco di soldi grazie alla tassa di 7 euro per ciascun arancere e di 300 euro per “Componente”.  

S’aggiunge, cosa di non poco conto, quel biglietto d’ingresso alla battaglia che per l’ultima edizione s’era impennato a 15 euro per i non residenti con più di 18 anni di età.

Epperò (toh guarda) ancora rimbombano nel cervello quelle parole pronunciate da Piero Gillardi alla chiusura del suo mandato da presidente. 

Sottolineava - ma sembrava quasi uno scioglilingua - che nel bilancio non era stato inserito il contributo di 50 mila euro deliberato dalla Regione Piemonte, ma non ancora erogato e il contributo della città di Ivrea, che però non si è mai detto che ci sarà. Si aggiungevano i 5 mila euro di Camera di commercio, rendicontati ma non erogati.

Che occorrano dei chiarimenti è chiaro sopratutto sulle quelle sponsorizzazioni fatturate e non ancora incassate.

Lo si deve in tutta onestà per i costi di una manifestazione che pesa nelle casse comunali per circa 450 mila euro, circa venti euro per ogni residente di cui circa 80 mila euro per lo spazzamento delle strade, 100 mila euro per lo smaltimento delle arance, 25/30 mila per il lavaggio delle strade, 50 mila per l’insabbiamento,  20 mila euro, euro più euro meno, per il lavoro straordinario dei dipendenti comunali, infine per il contributo diretto del Comune quasi sempre attestatosi intorno ai 50mila euro.

Fondazione dello storico carnevale in braghe di tela? Non proprio ma quasi. Per rimetterla in sesto - ci sa tanto -  l'Amministrazione comunale dovrà sganciare molto presto un bel contributo.

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